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Grazano Delrio: Opere meno grandi, ma più utili all’Italia

Il G7 Trasporti che si tiene a Cagliari oggi e domani, sarà il momento per un confronto tra le politiche internazionali sui temi delle infrastrutture e dei trasporti nella loro sostenibilità economica, ambientale, sociale.

Un’occasione per riflettere sul valore che la mobilità ha per il nostro Paese, sotto il profilo dell’accessibilità e dell’inclusione. È un tema assolutamente nuovo. In particolare la valutazione dell’impatto sulla sostenibilità sociale non è ancora articolato secondo parametri precisi a livello internazionale.

Questo significa mettere al centro della nostra attività l’idea della collaborazione. È quindi necessario concepire le infrastrutture non come delle opere fini a se stesse, ma come degli strumenti messi al servizio del Paese, che possano connetterne i nodi più importanti, ma anche i centri alle periferie, creando in questo modo legami virtuosi tra tutte le aree della Penisola: ogni territorio deve essere integrato e partecipare alla crescita di tutti, interpretando, al tempo stesso, la propria identità in modo sempre più forte.

Dalla cooperazione locale bisogna poi avere la visione di poter passare a una collaborazione globale, immaginando l’Italia al centro di una cornice europea e internazionale. Se è vero che «la geografia è un destino», questo destino deve essere interpretato come un’opportunità e ogni Paese, nell’era della connettività deve rafforzare la sua identità al meglio.

L’Italia è il più grande molo nel Mediterraneo e l’idea che questa caratteristica sia un limite, deve essere sostituita dall’ambizione di trasformarla in una favorevole occasione di sviluppo.

L’idea che metteva il cemento al centro della crescita economica e sociale di un Paese si è dimostrata sbagliata: non è il cemento che crea sviluppo, ma sono il talento, l’intelligenza e la creatività a plasmare l’innovazione con cui creare le infrastrutture e i sistemi di mobilità del futuro. Come si è conclusa la fase del cemento si sta concludendo anche quella delle grandi opere.

La realizzazione di un’opera pubblica non può più essere la sua dimensione, ma la sua utilità: la sua capacità di creare connessioni intelligenti e di ridare dignità al diritto di mobilità, un diritto ineludibile e collettivo che offrendo a tutti i cittadini gli stessi trattamenti, li mette sullo stesso piano, senza fare distinzioni.

Il programma “Nice to meet you G7”, così come le più recenti azioni messe in campo dal nostro ministero, intendono rafforzare quell’assetto valoriale nel quale crediamo sia opportuno costruire e saldare una buona politica per le infrastrutture e la mobilità. Un assetto nel quale la partecipazione, la collaborazione, l’inclusione ma anche l’innovazione e la competitività di sistema muovano le nostre coscienze e guidino le nostre azioni.

Solo interiorizzando questi valori e portandoli nel nostro operato quotidiano è possibile rendere il nostro Paese protagonista di una nuova stagione dei trasporti. Una stagione che dà già i suoi frutti, più vicina di quanto immaginiamo.