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Anac: linee guida per l’assegnazione delle gare con il BIM

Non ci sarà soltanto il decreto del MIT a dare guidare le stazioni appaltanti e le imprese sull’utilizzo delle nuove piattaforme BIM (Building Information Modelling) nei lavori pubblici. Anche l’Autorità Anticorruzione è al lavoro per indicare alle stazioni appaltanti la strada per introdurre nelle gare d’appalto le nuove soluzioni digitali per la progettazione delle opere pubbliche.

Non si tratterà di un nuovo provvedimento. Ma più probabilmente di un’integrazione alle linee guida sull’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura approvata dall’Autority lo scorso settembre. A dare l’annuncio è stato il consigliere dell’Anac Michele Corradino, durante la Conferenza nazionale degli ordini degli architetti tenutasi lo scorso venerdì 24 marzo a Roma. «Le linee guida sui servizi di ingegneria e architettura sono state le prime a essere emanate – ha detto Corradino. Ora stiamo già lavorando sulla regolamentazione del Bim, perché ci siamo resi conto che possono esserci alcuni punti critici». Il riferimento è ad alcune decisioni dei Tar che «hanno comportato l’annullamento» di alcune delle prime gare con obbligo di Bim «anche in relazione ai requisiti troppo ampi» inseriti nei bandi.

Prima di varare le linee guida però l’Anac attenderà il varo definitivo del decreto sul Bim in via di elaborazione da parte di una speciale commissione nominata dal ministero delle Infrastrutture. «Il nostro provvedimento – ha spiegato ancora Corradino – si concentrerà sulle indicazioni relative all’assegnazione degli appalti con previsione di progettazione in Bim». Mentre il decreto riguarderà l’introduzione dell’obbligo graduale di utilizzare il Bim nella progettazione delle opere pubbliche.