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Incidentalità stradale in Lombardia: i principali numeri

incidentalità

È stato presentato il rapporto relativo agli incidenti stradali in Lombardia alla presenza dell’assessore regionale alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione, Simona Bordonali.

Il numero totale di incidenti stradali con lesioni alle persone avvenuti nel 2016 in Lombardia è di 32.785 (in media 90 al giorno). Questi incidenti hanno provocato la morte di 434 persone e il ferimento di altre 45.435.

Paragonando la situazione della Lombardia al territorio nazionale, l’indice di mortalità (morti ogni 100 incidenti) presenta lo stesso andamento in entrambi i territori. In particolare, dal 2001 ad oggi, la mortalità da incidente stradale si è ridotta di più del 30 per cento sia in Lombardia, sia in Italia. La Lombardia presenta però valori annui dell’indice di mortalità inferiori rispetto alla media nazionale lungo tutta la serie storica.

Rispetto al 2015, il numero di incidenti stradali risulta stabile con una leggera tendenza all’aumento in entrambi i territori, così come quello dei feriti. Nonostante ciò, tra il 2015 e il 2016, il numero delle vittime è diminuito del 9,2per cento (meno 44 morti) in Lombardia e dell’4,2per cento in Italia (meno 145 vittime).

L’andamento dell’indice di lesività è costante nel tempo, con una tendenza alla diminuzione, sia a livello regionale, sia a livello nazionale. Nel 2016, in Lombardia si contano 138,6 feriti ogni 100 incidenti, contro i 141,7 dell’Italia.

Considerando il rapporto tra morti per incidente stradale e il numero di abitanti (tasso di mortalità), la Lombardia presenta un valore inferiore rispetto alla media nazionale e a quella dell’Unione europea (UE28). Se in Lombardia nel 2016 si contano 43,3 morti per milione di abitanti, in Italia se ne registrano 54,2 e in Unione Europea 50,6.

Nel confronto con le altre regioni italiane, la Lombardia mostra valori di mortalità da incidente stradale sensibilmente inferiori rispetto alle altre regioni, collocandosi al terzultimo posto per l’indice di mortalità (1,3 morti ogni 100 incidenti) e al sestultimo posto della graduatoria per tasso di mortalità (43,3 morti ogni milione di abitanti).

Con riferimento all’obiettivo fissato dal programma europeo di azione per la sicurezza stradale (ulteriore dimezzamento del numero dei morti sulle strade nel periodo 2011-2020) dopo la battuta d’arresto registrata nel 2014 e nel 2015, in Lombardia le vittime tornano a diminuire in maniera consistente nel 2016 con -23 per cento dei morti per incidente stradale (-20 per cento in Italia). Tuttavia, ad oggi, rispetto al valore teorico per l’anno 2016 stabilito dall’Obiettivo europeo 2020, si ha un eccesso di 78 in Lombardia (694 vittime da incidente stradale in Italia).

Tre miliardi il costo sociale dell’incidentalità

In Lombardia, la stima del costo sociale (quantificare il danno economico subito dalla società, e conseguentemente dal cittadino) dei sinistri stradali con lesioni a persone per il 2016 risulta di poco inferiore ai tre miliardi di euro. La distribuzione percentuale dei costi sociali evidenzia la grossa fetta destinata al costo dei feriti (il 66 per cento del totale).

Il 55 per cento degli incidenti stradali avvenuti nel 2016 in Regione Lombardia si concentra nei poli urbani, mentre nelle aree di cintura si verifica il 39 per cento degli incidenti della Regione. Nei Comuni intermedi e periferici, gli incidenti rappresentano il 6 per cento del totale regionale, ma è in queste zone che si concentra la più alta mortalità (3,3 morti ogni 100 incidenti). Nel 2016, nella fascia oraria compresa tra le 22 e le sei, che individua convenzionalmente la fascia notturna, si sono verificati 4.095 incidenti stradali (12,5 per cento del totale), che hanno causato il 26,7 per cento del totale di tutti i morti per incidentalità stradale registrati in Lombardia e il 14,5 per cento dei feriti. In particolare, anche se in Lombardia, la quasi totalità degli incidenti ha avuto luogo tra le ore 8 e le 18 (71,6 per cento), gli indici di mortalità più elevati si registrano tra le 22 e le sei del mattino.

Sintesi dei risultati provinciali

Nella Città metropolitana di Milano si concentra il 43,2 per cento degli incidenti, il 42,1 per cento dei feriti e il 25,8 per cento dei morti rilevati nell’intera regione Lombardia. Seguono, a distanza, la provincia di Brescia (9,5 per cento di incidenti), di Bergamo (9,1 per cento), di Monza e della Brianza (8,4 per cento) e di Varese (8,3 per cento). Nonostante l’alta concentrazione di incidenti, la Città metropolitana di Milano e la provincia di Monza e della Brianza mostrano l’indice di mortalità più basso di tutte le province lombarde (0,8 morti ogni 100 incidenti). Inoltre, la città metropolitana di Milano, la provincia di Monza e della Brianza, quella di Lecco e di Varese sono le uniche ad avere indici di lesività (feriti ogni 100 incidenti) inferiori alla media regionale di 138,6.

Tra il 2015 e il 2016, il numero di incidenti stradali risulta stabile in quasi tutte le province lombarde. Le province in cui si registra una riduzione significativa sono quelle di Mantova (-14 per cento), Lodi (-12 per cento) e Sondrio (-8 per cento). Mentre nelle province di Monza e delle Brianza, di Pavia e Sondrio si nota un leggero aumento dell’incidentalità. Il calo più consistente nel numero dei morti da incidente stradale si è verificato a Cremona, Sondrio (-55 per cento), Como (-46 per cento), Pavia (-29 per cento) e Brescia (-18 per cento). Le province di Lodi, Lecco e Bergamo registrano, invece, un aumento del numero dei morti tra il 2010 e il 2016, rispettivamente del’89 per cento, del 31 per cento e del 22 per cento.