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Ue, Draghi: “Non possiamo aspettare tempi migliori, bisogna agire”

“L’impegno politico che sostiene la nostra moneta è stato fortemente riaffermato durante la crisi. Ma un diffuso sentimento di insicurezza, e anche di insicurezza economica, rimane una fonte di grande preoccupazione. Non possiamo semplicemente aspettare tempi migliori: dobbiamo rinnovare i nostri sforzi per assicurare che l’Unione Economica e Monetaria offra protezione e prosperità. La Bce farà la sua parte”. Lo sottolinea il presidente della Bce Mario Draghi, davanti alla Commissione Econ dell’Europarlamento a Bruxelles.

La politica della Bce, caratterizzata da livelli estremamente bassi, e anche negativi, dei principali tassi di interesse, è stata “molto efficace” nella “trasmissione della politica monetaria” all’economia dell’Eurozona. “Abbiamo tutte le ragioni per pensare che, tutto considerato, sia stata molto efficace”, ha affermato il presidente Draghi.

Secondo le proiezioni macroeconomiche dello staff della Bce “la crescita annua reale del Pil” dell’Eurozona “è prevista aumentare dell’1,7% ques’anno e dell’1,6% in ciascuno dei prossimi due anni”. “La ripresa nell’area euro è prevista continuare a un ritmo moderato e costante, ma con una spinta leggermente meno pronunciata di quanto previsto in giugno”.

“E’ molto difficile immaginare che qualsiasi accordo” in merito all’uscita della Gran Bretagna dall’Ue e ai suoi futuri rapporti con l’Unione “che sia percepito come discriminatorio contro alcuni o in favore di altri possa essere una fonte di stabilità per il futuro della nostra Unione Europea”, ha sottolineato Draghi.

“Le informazioni che ci arrivano continuano ad indicare che l’economia dell’area euro è ‘resiliente’ di fronte all’incertezza politica e globale, in particolare dopo il risultato del referendum britannico. L’impatto iniziale del voto – ha aggiunto – è stato contenuto e le forti reazioni dei mercati, come le cadute dei prezzi delle azioni, per lo più sono state recuperate”.

I Paesi che “non hanno spazio di manovra” per effettuare investimenti “dovrebbero guardare alla composizione delle loro spese”, dato che non sempre la spesa pubblica ha un effetto espansivo sull’economia. “Non è assumendo gente perché non faccia nulla che si aumenta la crescita in un Paese”, ha affermato il presidente rispondendo all’eurodeputato Marco Valli, che ha chiesto con quali soldi un governo possa effettuare investimenti per promuovere la crescita economica.

La “sovracapacità” che caratterizza il sistema bancario europeo è una della “cause” della scarsa profittabilità degli istituti di credito del Vecchio Continente ed è una delle cose che “i governi dovrebbero tenere d’occhio. Dovrebbero creare le condizioni per favorire un consolidamento” nel settore. Anche i top manager del credito, osserva Draghi, hanno del lavoro da fare, dato che “i cost/income ratios (rapporto tra costi e ricavi, ndr) nelle banche europee sono più elevati” rispetto al resto del mondo.

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