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Torino-Lione: cambia il percorso della parte nazionale

La Nuova Linea Torino Lione (NLTL), cambia progetto e quindi, in parte, percorso e soprattutto peso economico. La novità è stata annunciata dal Ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, Graziano Delrio, a margine di un convegno sulla mobilità a Firenze, ed è stata subito confermata dall’Osservatorio per la Val Susa oltre che da Telit, la società binazionale che sta occupandosi della realizzazione della galleria di base fra Italia e Francia.

Le modifiche, che sono state approvate lo scorso 20 giugno dall’Osservatorio Val Susa, condurranno ad un risparmio di costi importante. La revisione del progetto, infatti, prevede un taglio delle nuove linee ferroviarie effettivamente da realizzare che passano da 84 a 25 chilometri. In questo modo, è previsto un risparmio pari a 2,6 miliardi di euro rispetto al progetto preliminare del 2011. La revisione del progetto, ha successivamente spiegato il Presidente dell’Osservatorio e Commissario di Governo Paolo Foietta, “è il risultato di un anno di lavoro con Rfi e il Ministero dei Trasporti condiviso con tutti i sindaci che fanno parte dell’Osservatorio”. Sostanzialmente, ciò che cambia della NLTL è l’insieme delle linee che porteranno i treni alla galleria di base fra Italia e Francia. L’idea alla base, è quella di realizzare la NLTL non più con un progetto unitario, ma con singoli interventi ordinari, ognuno con la propria progettazione, da realizzare entro il 2030, anno di entrata in esercizio della linea internazionale. ”Non sono arretramenti – ha precisato subito Delrio -, sono adeguamenti, e sono un’intelligente rivisitazione dei progetti per fare le opere nei tempi giusti, con i costi minori e che siano davvero utili”.

Cosa cambia

E’ previsto l’adeguamento della linea storica tra Bussoleno e Avigliana, un tunnel in due tronchi sotto la collina morenica di Avigliana-Buttigliera Alta, il riuso dello scalo San Paolo a Torino e l’adeguamento del Passante del capoluogo piemontese. Slitta invece la realizzazione della Gronda merci a Nord di Torino, perché in vista dell’adeguamento della Trofarello-Alessandria-Novi Ligure i treni che non entreranno nel Passante potranno riconnettersi all’Alta Velocità e al Terzo Valico da Sud. Variazioni queste, condivise da Telt che in una nota ha spiegato come queste facciano parte di “un lavoro di anni che ha portato a selezionare le opere davvero indispensabili subito, da quelle differibili, utilizzando nel frattempo le parti più performanti della rete esistente con ammodernamenti tecnologici”. Mentre sempre Telt ha precisato che per quanto riguarda la tratta transfrontaliera, che con i suoi 65 km attraversa le Alpi dalla Val di Susa alla Maurienne, ”il progetto procede secondo il programma europeo del Grant Agreement sottoscritto a dicembre con l’Ue: le gare per l’ingegneria sono in corso e i lavori del tunnel di base del Moncenisio di 57,5 km prenderanno il via nel 2017 e nel 2018, per essere completati entro il 2029. Il costo complessivo dell’opera, certificato da un ente terzo, è di 8,6 miliardi di euro, finanziato al 40% dall’Europa mentre la restante parte è ripartita tra Francia e Italia secondo gli accordi sottoscritti dai due Governi”.

Il destino dei fondi risparmiati

Appena dopo l’annuncio del Ministro Graziano Delrio, si è aperto il dibattito sulla nuova fisionomia della NLTL e sul destino dei fondi risparmiati. “Adesso – ha affermato l’Assessore ai Trasporti della Regione, Francesco Balocco -, è indispensabile che il Governo ci metta in condizione di superare le gravi carenze infrastrutturali che rendono inefficiente il servizio passeggeri e il sistema logistico nella nostra Regione”. Balocco ha quindi proseguito dicendo: “È indispensabile che una parte dei risparmi ottenuti, frutto di un anno e mezzo di lavoro congiunto con il Commissario Foietta, si traduca in investimenti di potenziamento delle ‘linee minori’ per superare limitazioni infrastrutturali e tecnologiche: dall’abolizione dei troppi passaggi a livello causa di disservizi e inefficienze, all’elettrificazione di alcune tratte, agli interventi necessari per il recupero di alcune linee oggi sospese. In ottica merci è fondamentale che, agli investimenti relativi alle grandi opere, si accompagni un miglioramento di tutta la rete a servizio della logistica”.