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Russia, i gioielli di Stato che Putin vuole privatizzare

Il piano di privatizzazioni che il presidente russo Vladimir Putin starebbe preparando riguarda sette delle più grandi partecipate pubbliche del Paese. Un tema delicato in Russia dopo la stagione delle svendite dei gioielli nazionali negli anni ’90 che ha fatto nascere la casta degli oligarchi e considerando che la presenza pubblica ha un peso ancora forte nell’economia nazionale: circa il 45% contro una media globale del 30%.

Oggi le partecipazioni pubbliche sono tutte detenute dall’Agenzia federale per la gestione delle proprietà dello Stato, Rosimushchestvo.
Le aziende per le quali si potrebbe sbloccare rapidamente l’iter di privatizzazione sono sette. I vertici di queste società sono stati convocati al Cremlino per discutere le modalità delle possibili cessioni.

Nel settore dei trasporti vi sarebbe la società ferroviaria pubblica JSC Russian Railways (detenuta al 100% dallo Stato), la terza più grande società di trasporto al mondo che gestisce 85.000 chilometri di linee ferroviarie nel Paese e che controlla poco meno della metà del traffico passeggeri e il 90% del traffico cargo in Russia. Potrebbe rientrare nella lista anche la compagnia aerea di bandiera Aeroflot (51,17% Stato, 4,49% Aeroflot Finance) la più grande del Paese con una quota di mercato interna del 38%. La compagnia fa parte dell’alleanza internazionale SkyTeam insieme, tra gli altri, ad Air France-Klm, Delta e Alitalia.

Il Cremlino ha sottolineato che la cornice stabilita per il processo di privatizzazione delle società pubbliche non implica l’esclusione di investitori stranieri. La lista però “non è ancora pronta”: il presidente Vladimir Putin ha “dato mandato al governo” di stilarla ma prima che tutto sia messo nero su bianco “un altro incontro” con il capo dello Stato potrebbe rendersi necessario, “in un modo o nell’altro”. Lo ha sottolineato il portavoce del Cremlino. Che ha poi spiegato come l’incontro di tra Putin e i vertici delle compagnie pubbliche avesse per oggetto “la cornice generale” del processo di privatizzazione. Per ora però nessuna decisione sarebbe stata presa, secondo fonti vicine al dossier.