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Rifiuti, il Sistri cambia pelle: le nuove regole dall’8 giugno

Il Sistri (Sistema elettronico di tracciabilità dei rifiuti) si accinge a cambiare pelle e prova a diventare un sistema quasi normale, suscettibile di essere utilmente usato. Infatti, è apparso sulla Gazzetta Ufficiale di ieri il nuovo “Testo unico” Sistri che manda in soffitta il precedente Dm 18 febbraio 2011, n. 52. Il nuovo testo si identifica con il Dm 30 marzo 2016, n. 78 ed ha la sostanza di regolamento; pertanto, entra in vigore il prossimo 8 giugno.

Il decreto può essere idealmente suddiviso in tre sezioni: la prima fa ordine e conferma sostanzialmente quanto fatto finora, fino a nuovo ordine; la seconda chiarisce una serie di importanti problematiche emerse nel tempo; la terza è la più importante poiché recepisce, finalmente, le doglianze operative espresse per anni dalle imprese e culminate nel documento del giugno 2014 di Confindustria. Infatti, l’articolo 23 traccia il regime transitorio fornendo speranze per un futuro più equo ed accessibile, anche sotto il profilo dei costi. Lo fa vincolando il futuro gestore in uno stretto perimetro all’interno del quale costui dovrà agire senza possibilità alcuna di esercitare i fantasiosi esercizi di stile ai quali le imprese erano state tristemente abituate. Infatti, le procedure di affidamento del Sistri “assicurano”:

• razionalizzazione e semplificazione del sistema, con l’abbandono dei dispositivi Usb per i trasportatori e delle black box e l’individuazione di strumenti idonei per la tracciabilità dei rifiuti;

• tenuta in formato elettronico dei registri di carico e scarico e dei formulari con compilazione in modalità off-line e trasmissione asincrona dei dati, nonché la generazione automatica del Mud (Modello unico di dichiarazione ambientale);

• interazione e coordinamento con banche dati in uso alla P.a. garantendo, per quanto possibile, l’acquisizione automatica delle informazioni disponibili;

• garanzia di interoperabilità con i sistemi gestionali in uso a imprese e associazioni di categoria e specifici sistemi per le imprese che non hanno sistemi gestionali;

• sostenibilità dei costi e la messa a disposizione diadeguati strumenti di assistenza e formazione per le imprese.Il decreto conferma integralmente il Sistri per i rifiuti pericolosi, fa ordine sui soggetti obbligati all’iscrizione e conferma i contributi precedenti ma dispone che con futuro decreto saranno modificati (anche per chi aderisce al Sistri volontariamente).

Inoltre, detta minuziose procedure operative di accesso e gestione che ricalcano buona parte di quanto finora esistente ma detta anche disposizioni specifiche che chiariscono una serie di dubbi intervenuti nel tempo. Rimette ad altri futuri decreti le procedure operative necessarie per l’accesso al Sistri l’inserimento e la trasmissione dei dati, nonché quelle da applicare nei casi in cui si richiedano disposizioni differenziate o specifiche. Il decreto dispone che «la società concessionaria del servizio di gestione del Sistri predispone ed aggiorna la modulistica descrittiva, i manuali e le guide sintetiche a supporto degli operatori e ne cura la pubblicazione sul portale informativo Sistri».

Tuttavia, a differenza del pregresso, tale futuro gestore non avrà mano libera; infatti, sarà necessario il «previo visto di approvazione del Ministero dell’ambiente».