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Omicidio stradale, governo chiede la fiducia al Senato

La ministra per le Riforme e i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi ha posto la questione di fiducia sul disegno di legge contro l’omicidio stradale. Il voto sul provvedimento, ora all’esame dell’Aula del Senato, è previsto per il pomeriggio. In caso di approvazione il testo, che ha già ricevuto il via libera della Camera, diventerebbe legge. Prevista una pena base da due a 12 anni di carcere con la possibilità di arrivare a 18 nei casi più gravi. L’Aula del Senato ha respinto stamattina la proposta di sospensiva sull’omicidio stradale chiesta dal senatore Carlo Giovanardi (Gal) che aveva definito il testo «squilibrato» e aveva chiesto il ritorno in commissione.

Boschi: governo orgoglioso di porre fiducia
«Il governo ritiene di metter la fiducia su un provvedimento così importante» . Lo ha detto il ministro Maria Elena Boschi nell’Aula di Palazzo Madama. E replicando alla protesta del senatore Carlo Giovanardi ha aggiunto: «Credo che il Governo non si debba vergognare ma debba essere orgoglioso di mettere la prosecuzione della propria attività a tutela delle vittime della strada», e su un provvedimento così «sentito dai cittadini».

A processo i guidatori che provocano incidente mortale
Il ddl che il Senato si appresta ad approvare in via definitiva conferma le super-sanzioni per il nuovo reato. Saranno processati per omicidio stradale i guidatori che causano un incidente mortale. Ma rischiano pene superiori rispetto a oggi solo quelli che erano in stato di ebbrezza media o grave (tasso alcolemico superiore a 0,8 grammi/litro) o sotto effetto di droghe o superavano i limiti di velocità per più di 50 km/h fuori città (in città occorre che la velocità sia di almeno 70 km/h e sia almeno doppia rispetto al limite) o passavano col rosso o andavano contromano o facevano inversione su dossi, in curve o incroci o sorpassavano con striscia continua o vicino a strisce pedonali.

No arresto per chi investe ma poi soccorre
Un emendamento di Francesco Paolo Sisto (Fi), approvato a voto segreto alla Camera prevede che il «conducente che si fermi e occorrendo presti assistenza a coloro che hanno subito danno alla persona, mettendosi direttamente a disposizione degli organi di polizia giudiziaria, quando dall’incidente derivi il delitto di lesioni personali colpose, non è soggetto all’arresto stabilito per il caso di flagranza di reato».

Omicidio stradale, modificati tre codici
Il ddl prevede la modifica di tre Codici: quello penale, di procedura penale e della strada. Gli interventi più corposi riguardano il Codice penale, con l’istituzione di tre reati: omicidio stradale (articolo 589-bis), lesioni personali stradali gravi e gravissime (articolo 590-bis) e fuga del conducente in caso di lesioni personali stradali (articolo 590-ter). Vengono aggiunti, tra le altre cose, anche gli articoli 590-quater (sul conteggio delle attenuanti per i minorenni e in alcune circostanze particolari) e 590-quinquies, che puntualizza che nell’eccesso di velocità ai fini di omicidio e lesioni stradali si considerano in città tutte le strade che il Codice della strada classifica come urbane (anche di scorrimento), locali e itinerari ciclopedonali. Nel Codice della strada vengono invece apportate modifiche all’articolo 222 sul rapporto tra condanne penali e sanzioni accessorie (sulla patente).