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Legge di stabilità, riforma strutturale per l’equilibrio di bilancio

Con l’approvazione in prima lettura alla Camera del Ddl di riforma della legge di Bilancio (i sì sono stati 304, i no 71, e 25 gli astenuti – il testo va ora al Senato) si fa un altro passo avanti per il superamento della vecchia legge di Stabilità e nella direzione dell’attuazione del principio dell’«equilibrio di bilancio» introdotto nel 2012 con il nuovo articolo 81 della Costituzione.

Si tratta di una riforma strutturale (di quelle molto attese a Bruxelles) che consentirà a Governo e Parlamento di affrontare con strumenti “rafforzati” la programmazione del ciclo di bilancio. Da quest’anno si lavorerà su un solo disegno di legge di carattere sostanziale per dare vita alla manovra accorpando l’attuale Stabilità con il ddl tabellare del Bilancio, cambierà il calendario per la presentazione dei documenti di finanza pubblica e si potrà intervenire con maggiore incisività sull’intera spesa corrente, con una sorta di spending review di natura “strutturale”.

Il Parlamento deve completare l’approvazione di questo Ddl e del Ddl all’esame del Senato che interviene sui bilanci degli enti territoriali, prima della pausa estiva. In questo modo già dalla prossima Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (che verrebbe presentato a fine settembre) si avvierà una sessione di bilancio dai caratteri molto rinnovati, che dovrebbe farci dimenticare prassi troppo allegre come i profluvi di emendamenti-mancia alla manovra presentati da maggioranza e Governo nelle notti che precedono l’approvazione finale o il continuo ricorso alle clausole di salvaguardia per garantire coperture a misure di spesa. Tecniche, chiamiamole così, che il nuovo quadro normativo dovrebbe aver bandito per sempre in omaggio alla trasparenza.