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Istat, Milano la più ricca in coda c’è la Calabria

I calabresi vivono con mille euro al mese contro i quasi duemila dei lombardi, degli emiliani o di chi vive a Bolzano. La ricchezza prodotta da Milano e il suo hinterland, con un valore aggiunto per abitante di 45mila euro, è addirittura il triplo di quella di province come Vibo Valentia e Siracusa che si fermano a circa 13mila euro.

La conferma dei divari contenuti nella classifica sulla Qualità della vita del Sole 24 Ore (si veda articolo a fianco) arriva dall’ultima fotografia sui «conti economici territoriali» pubblicata ieri dall’Istat. Che ancora una volta racconta di un Pil che spacca praticamente in due l’Italia. Resta infatti «molto ampio» – queste le parole utilizzate dal nostro Istituto di statistica – il divario tra il Sud e il resto d’Italia: nel 2015 il Pil per abitante è infatti risultato pari a 33.400 euro nel Nord-ovest, a 32.300 euro nel Nord-est, a 29.300 euro nel Centro e a 17.800 euro, nel Mezzogiorno, inferiore addirittura del 44,2% rispetto a quello del Centro-Nord (in lieve calo rispetto al 44,5% nel 2014).

Il divario tra Centro Nord e Sud scende di poco per quanto riguarda il reddito disponibile per abitante: la differenza è comunque abissale con una differenza del 34,3% (anche qui in calo rispetto al 2014 quando era al 35%). E così gli abitanti della Calabria hanno un reddito disponibile dimezzato rispetto a quelli della provincia autonoma di Bolzano, 12.200 euro contro 23.700 nel 2015. Si avvicinano alla provincia autonoma la Lombardia (21.600 euro) ed Emilia Romagna (21.500). Al penultimo posto prima della Calabria c’è, invece, la Campania (12.600 euro), mentre la Sicilia è terzultima (12.800 euro).

L’area di Bolzano, del resto, è l’unica ad aver recuperato e superato i livelli di occupazione del 2011, mentre Calabria, Molise e Friuli Venezia-Giulia registrano le cadute più ampie (con diminuzioni comprese tra l’1,6% e l’1%).

Fin qui il solito bolletino di guerra che scava la trincea tra Nord e Sud. Perché non manca anche qualche segnale positivo come il dato che conferma come nel 2015 il Pil abbia registrato un aumento maggiore al Sud (+1,1%) rispetto alla media nazionale (+0,7%) e a quella di Nord Ovest (+0,8%), Nord Est (+0,7%) e Centro (solo +0,3 per cento). Il Meridione resta comunque più lontano dai livelli pre-crisi rispetto al Nord. Tra il 2011 e il 2015 le aree che registrano i cali più marcati del Pil sono infatti il Centro (-1,2%) e il Mezzogiorno (-1,1%), mentre la flessione è più contenuta nel Nord-ovest (-0,9%) e nel Nord-est (-0,5%). Anche il reddito disponibile è cresciuto più al Sud (+1,3%) che nel resto d’Italia, con il Nord Est (+0,5%) in coda a Nord Ovest (+0,9%) e Centro (+0,7%).

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