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Guard Rail, un pericolo per le 2 ruote

Decine di motociclisti perdono ogni anno la vita sulle nostre strade. In altri casi rimangono gravemente feriti a causa dei guard rail; dissuasori che se sono utili per i mezzi a quattroruote ma che si trasformano in vere e proprie tagliole per chi guida le due ruote.

Non esiste però una legge nazionale che imponga a chi si occupa delle strade di intervenire in questo senso. Anche per questo le principali associazioni motociclistiche sulla sicurezza e prevenzione hanno iniziato a segnalare il problema negli anni ’90.

Uno degli interventi ipoizzato è la sostituzione dei vecchi guard rail con barriere moderne concepite per contenere qualsiasi tipo di impatto o l’ adattamento degli attuali sistemi coprendo i paletti di sostegno dei guard rail con un materiale elastico che possa contenere il corpo umano in caso di impatto durante una scivolata sull’asfalto.
Come si stano muovendo le autorità italiane in questo senso? Questo è ciò che è stato chiesto no nel corso dell’interrogazione parlamentare presentata alla Camera da Mauro Pili, del gruppo Misto, a cui ha risposto il sottosegretario ai Trasporti Umberto Del Basso De Caro.

“Gli uffici del MIT – ha spiegato De Caro – hanno ritenuto fondamentale intervenire nel settore”.
La necessità di adottare una norma italiana per l’installazione dei Dispositivi Salva Motociclisti è stata sollecitata anche da alcune associazioni di categoria come l’Associazione Motociclisti Incolumi e l’Associazione italiana Familiari e Vittime della Strada.

“Nel giugno 2008, il Comitato Europeo di Normazione (CEN) ha raccolto l’istanza presentata, tra l’altro, dal MIT e dall’Ente italiano di normazione (UNI) in stretta collaborazione con le associazioni e gli esperti di settore, per l’elaborazione di una norma tecnica sui dispositivi di protezione ausiliari per i motociclisti, istituendo un apposito gruppo di lavoro”.
Tutto questo non si è tradotto in una norma comunitaria e, d’altro canto, nel momento in cui si costituisce un gruppo di lavoro europeo non è possibile emanare norme nazionali.
Mancando una volontà comunitaria di intervenire in questo senso, nel gennaio 2012, il CEN ha approvato una regola tecnica non obbligatoria per testare i dispositivi per la protezione dei motociclisti adottabile dagli Stati membri; tale approvazione ritarderà l’obbligatorietà a livello europeo dell’adozione dei dispositivi per la protezione dei motociclisti.

È stata redatta anche una bozza di decreto che dopo aver ricevuto l’ok del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici dovrà approvare in Commissione Europea.
Nell’attesa del completamento dell’iter gli uffici tecnici del MIT hanno autorizzato l’installazione in via sperimentale dei Dispositivi Salva Motociclisti su alcuni tratti, su richiesta dei gestori di quelle strade.