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Brennero: ogni ora di attesa danno annuale 370 milioni

Non aspettare l’esito delle elezioni austriache per ottenere «decisioni vincolanti a tutela della libera circolazione interna». È l’appello di Conftrasporto Confcommercio, in una conferenza stampa sul caso Brennero. L’associazione stima che ogni singola ora di attesa dei tir per l’attraversamento dei valichi alpini austriaci dovuta ai controlli costa un totale di oltre 370 milioni di euro l’anno. Questi costi pesano per oltre 170 milioni l’anno sull’autotrasporto e ancora di più (203 milioni l’anno) sul sistema produttivo. «Noi abbiamo lanciato alcune settimane fa l’allarme Brennero – ha detto Paolo Uggè, vicepresidente di Confcommercio e presidente di Conftrasporto – individuandone i rischi. Oggi sembra che la questione del muro sia conclusa, ma credo che da parte austriaca ci sia sempre la volontà di introdurre, ogni tanto, ostacoli, divieti o nuove forme di controllo che provocano rallentamenti».

Secondo Confcommercio è opportuno che dopo la conferenza stampa congiunta al Brennero dei due ministri degli interni italiano e austriaco, nella quale è stato annunciato lo stop alla costruzione della barriera al Brennero, l’Italia si faccia promotrice di un’iniziativa concreta e determinata presso l’Ue per rinsaldare gli accordi di Schengen.

Uggé (Conftrasporto): rischiamo isolamento

Dai controlli al valico del Brennero deriva, secondo Uggé, «il rischio per l’Italia di passare da “piattaforma logistica avanzata europea” a “Isola spartitraffico del Mediterraneo”, dove non passa nessuno, separata per effetto della barriera alpina e bypassata dai traffici marittimi». «Vediamo il rischio di un isolamento dell’Italia e temiamo che questo appartenga a una strategia economica ben definita», ha aggiunto Uggé, chiedendo quindi di «salvaguardare l’area di libera circolazione e svolgere controlli condivisi meno invasivi, realizzandoli dove le merci si devono naturalmente fermare, nei nodi di scambi, e accelerandoli attraverso il supporto delle nuove tecnologie». Il caso Brennero, ha spiegato Uggé, è tra i motivi che hanno portato l’Unatras, l’unione delle associazioni dell’autotrasporto, a decidere il fermo generale dell’autotrasporto insieme al «mancato rispetto degli impegni sottoscritti dal governo» .

Confcommercio chiede garanzie su circolazione

Una sola ora di ritardo nell’attraversamento del valico del Brennero costerebbe al nostro Paese 370 milioni di euro all’anno: per questo gli autotrasportatori, «operatori logistici, imprese e investitori per poter operare al meglio chiedono decisioni vincolanti, a tutela della libera circolazione interna, non soggette a ripensamenti contingenti dei singoli Stati: non ci dimentichiamo che in gioco ci sono anche le ingenti risorse europee destinate alla rete TEN-T per un valore complessivo tra risorse pubbliche e private di 700 mld di euro, di cui 24 mld messi a budget al 2020» ha aggiunto Uggè.

I vantaggi della libera circolazione

Confcommercio ricorda inoltre che la regola della libera circolazione all’interno dell’area Schengen per essere efficace deve essere stabile e certa, se le sue deroghe diventano così frequenti rischia di essere fragile e quindi poco efficace. E che la Commissione europea ha stimato che il pieno ripristino dei controlli di frontiera nello spazio Schengen genererebbe costi diretti immediati fra i 5 e i 18 miliardi di euro all’anno (pari allo 0,05%-0,13% del PIL). In questo contesto «i valichi alpini rappresentano un crocevia fondamentale, sia per la sicurezza che per lo scambio di merci dell’Unione Europea».

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