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Banda ultralarga, la Lombardia mette sul piatto 450 milioni

La banda ultra larga per risolvere i numerosi problemi di digital divide della Lombardia con un piano da 450 milioni di euro al via grazie all’approvazione di una delibera di Giunta della Regione. Internet facilmente accessibile per tutti e a grandissima velocità in linea con l’Agenda Digitale Europea che si prefigge di portare entro il 2020 il 100% dei cittadini a poter usufruire dei 30 Megabit per secondo nelle proprie case e l’85% dei cittadini almeno con una velocità di 100 Megabit per secondo. Il finanziamento è figlio di un piano nazionale e di un accordo con il Pirellone che prevede da parte del Governo l’impegno di 381 milioni di euro e dei restanti 69 milioni da parte della Regione.

Caratteristica di questa operazione è che la rete di fibra ottica rimanga pubblica: «Questi sono i nuovi obiettivi che l’Europa ci ha chiesto di raggiungere – ha fatto presente l’assessore all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile, Claudia Maria Terzi -: prima si comincia, prima si possono raggiungere gli obiettivi che ci siamo preposti; con la fine delle gare d’appalto, che stanno per essere bandite, le aziende a cui verranno assegnate le opere, avranno 36 mesi di tempo per concludere i cantieri. Un investimento così consistente non è mai stato fatto sul territorio lombardo, né da pubblici né da privati».

Se i tempi e il piano verranno rispettati, gli obiettivi del 2020 potranno essere raggiunti prima di questo termine. Verranno realizzate così le autostrade digitali di cui il territorio lombardo ha bisogno: «Abbiamo i mezzi e le capacità – ha aggiunto l’assessore – per poter andare oltre e poter dare ad aziende e cittadini maggiori servizi che non mancheranno di rendere il nostro territorio più competitivo su scala internazionale». Per altro il piano di infrastrutturazione strategico della Lombardia è stato preceduto da alcune iniziative mirate che hanno già consentito ad alcuni ambiti specifici di raggiungere gli obiettivi dell’Agenda digitale.

Ancor prima del finanziamento da 450 milioni in Lombardia hanno voluto sperimentare lo sviluppo della banda larga sia in città che per le comunità montane. È il caso di Monza e Varese dove l’Ati Sielte-Italtel si era aggiudicato nel giugno del 2015 l’appalto per la realizzazione di una rete di fibra ottica. Nel 2015 un’altra Ati, fatta da Italtel-Fastweb per 1,3 milioni di euro ha dato l’avvio alla sperimentazione di una piattaforma integrata di servizi, da veicolare attraverso la rete in fibra ottica posata. A Monza la realizzazione di questa infrastruttura digitale ha consentito di abilitare servizi a Banda Ultra Larga e di collegare circa 600 unità immobiliari tra residenziali e business, più alcuni punti strategici individuati dal Comune, come la Villa Reale, l’Autodromo, due farmacie e l’ospedale San Gerardo, comprese strutture della pubblica amministrazione.

Stesso discorso per Varese dove altrettanti soggetti saranno connessi tra punti di interesse territoriale, imprese private e residenti. Ma si è sperimentato anche presso la Comunità montana Valle Sabbia che ha beneficiato di un contributo regionale pari a 2,6 milioni di euro, con un investimento complessivo, unitamente alla quota privata, pari a 4,7 milioni di euro. Il progetto definitivo ha consentito di collegare in fibra ottica quasi tutta la popolazione residente abilitando al servizio non solo le utenze private ma anche le imprese.