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Autostrade, traffico in ripresa e boom degli utili

Gli investimenti effettivi annui delle 27 società autostradali concessionarie del Ministero delle Infrastrutture (Mit) continuano a calare – nel 2015 per il quarto anno consecutivo, che diventerà il sesto nel 2016 – mentre nel frattempo il traffico complessivo ha invertito la rotta (+3,1% nel 2015, +4,6% a gennaio-maggio 2016), i ricavi netti da pedaggio hanno superato i livelli pre-crisi e gli utili netti cumulati hanno raggiunto il livello record di 1,422 miliardi di euro, un valore pari al 26% del fatturato.

I dati emergono nella Relazione 2015 del Ministero delle Infrastrutture sul settore autostradale in concessione, le 27 società che dipendono dalla vigilanza del Mit, pubblicata nei giorni scorsi.

Dal 2007 (delibera Cipe 15 giugno 2007, n. 39) gli adeguamenti tariffari legati al piano di investimenti scattano solo “ad avanzamento lavori”, solo cioè per spesa effettivamente realizzata, dunque gli eventuali ritardi nelle opere (che sia “colpa” delle amministrazioni pubbliche, delle concessionarie, dei costruttori, dei giudici, dei proprietari di terreni espropriati ….) comportano minori aumenti tariffari. Dunque nei numeri non c’è l’effetto, che ci poteva essere e c’è stato fino al 2007, di tariffe che crescevano per ammortizzare investimenti che nel frattempo non venivano fatti.

Tuttavia aumenti tariffari ci sono stati negli ultimi anni, perché – pur nella babele dei sei diversi regimi tariffari – tutte le formule di adeguamento prevedono aumenti legati all’inflazione. E comunque anche se gli investimenti effettivi sono stati solo pari al 68,8% di quanto previsto dai piani tariffari, la quota realizzata ha fatto scattare un’altra parte di aumenti tariffari.

Nel caso di Autostrade per l’Italia, che gestisce il 48,5% della rete e (nel 2015) il 56,6% del traffico (veicoli km complessivi), nel periodo 2008-2016 c’è stato un aumento complessivo del 24,36%, composto da +11,50% inflazione, +0,52% K Investimenti, +11,38% X investimenti, -0,6% recupero produttività, +0,97 % qualità, +0,59% altri incrementi.
Per la Brescia-Padova l’aumento è stato del 30,74%: +10,7% per l’inflazione, + 19,34% per il parametro K legato agli investimenti effettivi, + 0,14 % qualità, -0,94 % recupero produttività, +1,50% altri incrementi.
Nel caso dell’Autobrennero (si tratta solo di esempi) l’aumento 2008-2016 è stato del 15,82%, risultato di un +14,4% di recupero dell’inflazione reale , -2,26% di recupero produttività e +3,68% aumento qualità.

Il traffico (veicoli km) è in ripresa, dopo il tonfo del -7,2% del 2012 : +0,9% nel 2014, +3,1% nel 2015, con dato assoluto di 78,976 milioni di veicoli km, comunque ancora al di sotto degli 83-84 milioni del 2009-2011. Gli ultimi dati Aiscat segnalano +4,6% nei primi cinque mesi, il che farebbe salire il dato finale annuo a 82 milioni.

I ricavi netti da pedaggio delle società concessionarie (al netto cioè dei canoni pagati allo Stato) sono rimasti sostanzialmente stabili intorno ai cinque miliardi di euro (5,0 nel 2011, 4,875 nel 2012, 4,967 nel 2013, per risalire a 5,233 nel 2014 e 5,488 nel 2015, +10% in due anni).

In crescita progressiva anche gli utili netti cumulati: dai 953 milioni di euro del 2010, al miliardo/miliardo e 100 degli ann 2011-2014, fino al boom a 1,422 miliardi nel 2015, +35% rispetto a 1,052 miliardi nel 2014.

In crescita lo scorso anno anche il risultato operativo, 2,545 miliardi e +19,6% sul 2014.
In netta crescita anche gli indici di redditività. Il Roe (return on equity, redditività del capitale dei soci), è schizzato al 18,5% complessivo, dato più alto dal 2009, rispetto al 13,6% del 2014; e il Roi (retunrn on investment, redditività degli investimenti totali), è salito al 9,0% dall’8% (era il 9,5% circa nel 2009-2011).

Risultati molto positivi nel 2015 in particolare per Autostrade per l’Italia, con ricavi netti da pedaggio a 2,759 miliardi di euro (+5%), utile netto di 954 milioni (+35,7%), Roe al 59% e Roi all’11,18%.

Gli investimenti sono invece in progressivo calo da 2.030 milioni del 2010 ai 1.632 del 2013, 1.477 nel 2014 e 1.398 nel 2015, con quota di realizzazione rispetto ai Pef scesa da oltre il 100% al 68,8% nel 2015, scesa ancora al 67,6% nel primo semestre 2016.