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Autostrade, Abertis rileva per 594 milioni il 51,5% di A4 Holding (Brescia-Padova)

Abertis entra nel mercato italiano delle concessioni autostradali con l’acquisto del 51,4% del consorzio a4 Holding (da Intesa, Astaldi e famiglia Tabacchi). Ieri, nella sede di Verona, la conclusione dell’accordo: 594 milioni la cifra da pagare entro il 2023. La durata della concessione è stabilita a fine dicembre 2026.

A4 Holding ha come asset principali le autostrade A4 (la Serenissima Brescia Padova) e A31: 235 chilometri in quelle che vengono definite «le regioni più prospere d’Italia; queste arterie sono fondamentali per collegare il nord del Paese con il centro economico d’Europa».

La chiusura definitiva dell’operazione è stata a lungo rallentata dalla mancanza di un accordo relativo alla Valdastico: uno stallo risolto lo scorso agosto con il via libera del Cipe alla prosecuzione dell’iter di progettazione del corridoio di interconnessione viaria fra Valdastico, Valsugana e Valle dell’Adige, su cui per anni Trento ha posto il veto.

Per il vicepresidente e amministratore delegato di Abertis, Francisco Reynés, questa operazione rende possibile «portare avanti in maniera sicura ed efficace il nostro impegno in un investimento a lungo termine, puntando su mercati con concessioni stabili e sicurezza giuridica, in cui i sistemi di pagamento a consumo sono consolidati».

E Carlos del Rio, nominato ieri nella carica di presidente esecutivo di A4 Holding, ha confermato «l’impegno del Gruppo Abertis – già presente in 13 Paesi con oltre 8.500 chilometri in gestione, 16mila dipendenti e 19 miliardi investiti – per lo sviluppo di queste concessioni, così come la volontà di continuare a crescere nel Paese mediante altre operazioni simili nel prossimo futuro». Troppo presto, però, per indicare altre possibili aree di interesse in Italia : in ogni caso- è stato sottolineato – la strategia di crescita avviata considera solo partecipazioni di controllo, non finanziarie.

Quanto alla Valdastico, dopo la schiarita fra Governo, Regione Veneto e Provincia autonoma di Trento, serviranno almeno due anni per un progetto che solo in parte seguirà la parte già nota del tracciato: prematuro dunque parlare di soluzioni e di gestione della tratta.