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Addio Legge Obiettivo, torna il Piano generale dei trasporti

Il nuovo Codice appalti cancella la “legge obiettivo” introdotta dal governo Berlusconi I nel 2002. Il che significa due cose.

Primo: cessa di esistere il Programma delle infrastrutture strategiche (PIS) che conta oggi mille lotti per un valore di 285 miliardi di euro (anche se già il Ministro Delrio, con l’ultimo Allegato Infrastrutture, aveva ridotto la lista a sole 32 opere prioritarie, per 72 miliardi di euro di costo)
A guidare sarà il Piano generale dei trasporti e della logistica (PGTL), con le linee strategiche per la mobilità di persone e merci, da approvare ogni tre anni su proposta Mit e delibera Cipe. Poi, entro aprile 2017, il Dpp – stesso iter – conterrà l’elenco delle opere meritevoli di finanziamento. Non c’è più la lista delle opere di serie A, dunque, quelle del PIS (con tutte le altre di fatto di serie B, anche se poi soggetti come Autostrade per l’Italia hanno sempre rifiutato le procedure di legge obiettivo), ma un’unica programmazione nazionale.

Secondo: niente più procedure speciali con delibere Cipe. Tutte le opere vanno in Conferenza di servizi, con le regole del Dlgs Madia: tempi certi e possibilità di scavalcare i veti della Via e degli enti di tutela con delibera del Consiglio dei ministri. Resta tuttavia in piedi, dal punto di vista giuridico, la possibilità di affidare i lavori a general contractor, con progetto a base di gara, però, almeno a livello definitivo.