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Il Ponte sullo Stretto, un’EXPO lunga 100 anni

Fattibilità tecnica, sostenibilità economica e ambientale, ricadute positive sul territorio, sono questi i temi discussi sabato a Messina nel convegno “Il ponte, un’Expo lunga 100 anni” organizzato dall’associazione Rete Civica per le Infrastrutture nel Mezzogiorno. “Il Ponte – ha dichiarato il Rettore dell’Università di Messina, l’economista Pietro Navarra, durante il suo saluto iniziale – può avere ricadute positive sulla città per un periodo molto più lungo della durata dei lavori, è però necessario creare la giusta informazione sul territorio. Occorre parlare ai giovani di vent’anni: è loro il futuro che si deve costruire e sono loro, quindi, che dovrebbero essere maggiormente interessati alla realizzazione dell’opera”.

Il Presidente di Rete Civica, Fernando Rizzo, ha illustrato i motivi che rendono essenziale la realizzazione del collegamento stabile sullo Stretto. “Le grandi navi portacontainer – ha spiegato l’avvocato messinese – che escono dal Canale di Suez potrebbero fermarsi ad Augusta, trasformando la Sicilia nel vero Hub del Mediterraneo, evitando così alla navi la circumnavigazione dell’Europa per raggiungere porti del Nord”.

All’incontro è poi intervenuto il prof. Alberto Zasso, direttore della Galleria del Vento al Politecnico di Milano. L’ingegnere Zasso, la cui struttura di appartenenza vanta la partecipazione nella progettazione dei più importanti ponti al mondo, ha fornito una dettagliata spiegazione di tutti gli studi compiuti per il Ponte sullo Stretto. L’impalcato del ponte, che presenta una conformazione a tre cassoni separati (due laterali per le carreggiate stradali e uno centrale per la sede ferroviaria) è dotato di adeguati accorgimenti aerodinamici ed “è stato progettato con caratteristiche particolarmente severe, mai richieste per alcun ponte al mondo. Tali caratteristiche consentiranno che il ponte non venga mai chiuso al traffico a causa del vento”. Zasso ha quindi ricordato che “le conoscenze acquisite e maturate nella progettazione del ponte sullo Stretto di Messina sono state messe in atto per la realizzazione di ponti in tutto il mondo”.

Il convegno è proseguito con i saluti del giornalista Folco Quilici che con un video ha sottolineato l’importanza dell’ambiente e ha evidenziato: “Il Ponte sullo Stretto sarà una variante delle condizioni dell’ambiente, a favore della società”. Gli approfondimenti ambientali sono stati poi analizzati dalla dottoressa Caterina Caminiti, responsabile degli studi relativi all’impatto ambientale del Ponte. La studiosa ha evidenziato “quanto siano stati approfonditi e meticolosi gli studi previsti dalla normativa e come, proprio per la straordinarietà dell’opera e la valenza territoriale, sia stata analizzata una superficie ben dieci volte superiore a quella imposta dalla legge”.

E’ toccato poi all’ingegnere Giovanni Caminiti – già responsabile dell’Ufficio Programmi Complessi del Comune di Messina – illustrare tutti i vantaggi che l’opera genera per il territorio, a cominciare dalla realizzazione di una tangenziale a servizio di tutta la riviera nord di Messina, con due svincoli aggiuntivi, e di una metroferrovia con tre fermate. Per non parlare della bonifica dei laghi, drammaticamente inquinati, e il rifacimento del sistema fognario di Ganzirri e Torre Faro.

L’ultimo argomento tecnico è stato affrontato dall’ingegnere Giacomo Guglielmo, esperto in programmazione di fondi europei, che ha smentito decisamente la ricorrente affermazione secondo la quale “non ci sono i soldi”. Il professionista ha dimostrato che è possibile “finanziare subito l’intera opera con i fondi della riprogrammazione attualmente a rischio. Oggi il nostro paese restituisce all’Unione Europea ben 6,5 miliardi di euro non spesi tra fondi Pon, Fas e Fers. Il Ponte potrebbe, paradossalmente, essere costruito senza l’intervento dei privati, recuperando le risorse necessarie dalla riprogrammazione dei fondi inutilizzati”.