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Squinzi: «Bene i dati sul lavoro. Il nostro obiettivo non è ridurre i salari»

«Mi auguro che il Governo lo abbia capito, che senza impresa non ci può essere ripresa». Giorgio Squinzi, dall’assemblea degli industriali di Varese, commenta con favore gli ultimi dati diffusi dall’Istat sulla disoccupazione ma invita da un lato l’esecutivo a non perdere la rotta sulle riforme, dall’altro il sindacato a «rendersi conto che i tempi sono cambiati», traducendo infine in modo concreto l’accordo sulla rappresentanza.

I recenti dati sul Pil e sul lavoro – osserva Squinzi – confermano il miglioramento delle condizioni economiche ma restano dubbi sull’origine di questi segnali. «La mia impressione è che la ripresa sia molto legata all’export – spiega – grazie anche a fattori esterni come il tasso di cambio. Sicuramente c’è anche un impatto del Jobs Act e di alcuni provvedimenti del Governo, ma i dati andranno rivisti nel giro di qualche mese, perché la mia sensazione è che il mercato interno non sia ancora ripartito».

Ripresa ancora incerta dunque, con la necessità di far ripartire i consumi e l’attività di alcuni settori specifici, come ad esempio l’edilizia, area in cui i consumi di cemento dal 2007 ad oggi si sono ridotti da 47 a 18 milioni di tonnellate.

«Dobbiamo tenere alta la pressione sul Governo per le riforme, sia quelle istituzionali che altre legate ad esempio alla pubblica amministrazione, alla semplificazione, spingendo anche la leva delle infrastrutture». Settore in parte frenato per Squinzi anche dal recente cambio ai vertici del ministero, e tuttavia «fondamentale per la ripresa dell’occupazione». E sul lavoro il leader di Confindustria ribatte al segretario Cgil Susanna Camusso, respingendo l’interpretazione data al suo discorso in occasione dell’assemblea generale di Confindustria. «Sono rimasto un po’ sorpreso – spiega – perché secondo la signora Camusso il nostro obiettivo sarebbe quello di ridurre i salari. Non l’ho detto e non lo penso, noi vogliamo più salariati a livelli competitivi con salari più alti, in grado di dare soddisfazione a chi lavora: questo è il nostro obiettivo vero».

Squinzi, che ricorda le difficoltà con i sindacati nel tradurre in regolamenti attuativi l’accordo sulla rappresentanza («facciamo molta fatica, ma il sindacato si renda conto che i tempi ora sono cambiati») riconosce al Governo gli sforzi nella riforma del mercato del lavoro: «un processo da completare – spiega – e a noi risulta che sarà completato in modo favorevole alle imprese».

Squinzi ricorda i primi risultati della riforma Pesenti, «il 70% delle associazioni ha cantieri aperti per possibili aggregazioni» e sul tema della rappresentanza lancia un messaggio all’esecutivo. «A parole il Governo pare non credere all’utilità dei corpi intermedi – spiega – e credo con la riforma Pesenti Confindustria abbia dato una risposta importante, abbiamo dimostrato di andare nella giusta direzione negli interessi del Paese». Affrontando i problemi – conclude – possiamo tornare allo spirito degli anni ’60, rilanciando il nostro futuro in particolare grazie alla manifattura. «Non è dal pubblico o da i servizi che può arrivare la ripresa. Non c’è ripresa senza impresa, mi auguro che questo governo l'abbia capito e si muova per facilitarci nel nostro ruolo, si ponga l'obiettivo di rimettere l'impresa al centro del paese».