Share, , Google Plus, LinkedIn,

Print

Renzi accelera sui cantieri, pronti per il Cipe piano Anas e sblocco del Terzo Valico

Ci saranno sicuramente il contratto di programma Anas e lo sblocco del terzo lotto ("ridotto" da 1,5 miliardi a 600 milioni) del Terzo valico Milano-Genova nel menù del Cipe che giovedì prossimo dovrebbe varare un pacchetto di opere pubbliche.

Era stato Matteo Renzi ad annunciare sabato a sorpresa per il 25 giugno una «riunione di governo per sbloccare le opere pubbliche». Il premier aveva aggiunto che «l'Italia si è rimessa in moto, ma se ora vogliamo accelerare, dobbiamo sbloccare l'edilizia».

La «riunione di governo» dovrebbe essere in realtà una riunione del Cipe cui il premier vuole dare la massima visibilità, con tanto di conferenza stampa e slides a Palazzo Chigi. Ieri, per altro, lo stesso Renzi è tornato sul nodo spinoso della banda larga cui dovrebbero essere assegnati – secondo i piani del governo – 4,2 miliardi del Fondo sviluppo coesione (Fsc) per portare le infrastrutture nel Mezzogiorno. «Stiamo valutando – ha detto ieri Renzi – se per la banda larga serve un decreto o basta il Cipe». Una mezza frenata che corrisponde alle informazioni raccolte nei palazzi dei ministeri più direttamente interessati alla riunione del Cipe.

La distribuzione del Fsc andrà più in là, considerando che si attende anche un decreto della presidenza del Consiglio che dovrebbe ripartire le competenze sui fondi Ue e connessi (come il caso del Fsc) e affidare al ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, il coordinamento di una cabina di regia sui piani finanziati con il Fsc dove siedano anche gli altri ministeri interessati ai fondi e Regioni.

Una delle grandi sfide infrastrutturali delle prossime settimane è infatti la divisione dell'immensa torta del Fsc 2014-2020 (oltre 50 miliardi) per cui la legge di stabilità 2015 prevede una delibera Cipe che programmi l'80% delle risorse disponibili. «Sceglieremo circa 100-120 progetti rispetto ai 20mila finanziati nei precedenti cicli di programmazione», aveva detto Delrio nell'intervista al Sole 24 Ore del 17 maggio scorso. La partitona sul Fsc non sembra ancora matura e allora il Cipe potrebbe limitarsi, su questo versante, a rimodulare cifre limitate della programmazione 2007-2013.

Quel che andrà di sicuro al comitato interministeriale – quasi a segnare il cambiamento di rotta impresso da Graziano Delrio all'Anas con l'arrivo del nuovo presidente e ad Gianni Armani – è il contratto di programma della società stradale. Di fatto si tratta del piano investimenti e manutenzione, documento centrale dell'intera strategia dell'azienda e del settore.

Il tratto centrale del piano lo ha indicato ieri lo stesso Delrio. «Ho chiesto – ha detto – di revisionare tutto il piano Anas e il suo contratto di programma, perché abbiamo trovato una situazione in cui dei 450 milioni di euro disponibili nel 2014, c'erano 363 milioni di euro per nuove strade e gli interventi per la sicurezza erano limitati a 16 milioni di euro. Il nuovo contratto di programma Anas prevede invece 550 milioni di euro per la manutenzione straordinaria e ordinaria». Delrio ha spiegato la sua strategia. «Voglio che per i prossimi 4-5 anni (pari alla nuova durata del contratto di programma) si mettano 550 milioni all'anno per la sicurezza. Oggettivamente – ha concluso il ministro delle Infrastrutture – non abbiamo bisogno di nuove strade, in quanto non c'è un gap infrastrutturale in Italia, ma di risolvere il vero problema che ci portiamo dietro, il gap manutentivo».

Per quanto riguarda il terzo valico ferroviario, non c'è ancora una via libera definitivo delle Infrastrutture, ma dovrebbe concludersi l'operazione che, per utilizzare i finanziamenti di 600 milioni previsti dallo sblocca-Italia, si riduce l'entità del lotto costruttivo, precedentemente fissata a 1,5 miliardi. In questo modo i cantieri dovrebbero partire in poche settimane.