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Inchiesta grandi opere, pressing per le dimissioni di Lupi

Vertice a palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, il ministro dell'Interno e leader di Ncd, Angelino Alfano, e il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture e esponente di Ncd, Maurizio Lupi.

 L'incontro, terminato verso le 14 per la partenza alla volta di Bruxelles di Renzi, ha avuto al centro del colloquio l'opportunità di dimissioni di Lupi, il cui nome è emerso nell'inchiesta
sulle grandi opere della Procura di Firenze.

La conferenza dei capigruppo della Camera ha intanto deciso che l'informativa del ministro Lupi sull'inchiesta relativa alle grandi opere si terrà nell'Aula di Montecitorio oggi 20 marzo alle 11.

Lupi tenterà di difendersi dalle accuse politiche (non è penalmente indagato) che gli vengono mosse per la vicenda Incalza-grandi opere, ma potrebbe essere anche l'occasione istituzionale giusta per presentare le sue dimissioni da Ministro.

Cresce infatti il pressing del Pd, e dello stesso premier Renzi, affinché il Ministro si dimetta spontaneamente, non per motivi penali ma per opportunità politica, per non indebolire l'azione del suo ministero e la credibilità stessa del governo alla vigilia dell'Expo.

Se invece Lupi non si dimetterà (il presidente del Consiglio non ha in base alla Costituzione il potere di revocare l'incarico a un Ministro) l'attuale titolare delle Infrastrutture dovrà ottenere, sempre alla Camera, il voto di fiducia individuale in seguito alla mozione di sfiducia presentata da M5S e Sel, voto che avverrà dalle 15 di martedì prossimo.