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Il nuovo volto del Passante Nord. Il piano consegnato da Autostrade

Previsti indennizzi per quasi 155 milioni di euro. Dieci anni per completare l’opera lunga 40 chilometri.

Il dvd contiene una mole di dati sterminati: 3 gigabyte. Dentro c’è il nuovo progetto preliminare del Passante Nord. «È la prima volta che vedo un progetto preliminare così dettagliato, evidentemente Autostrade stavolta fa sul serio», dice uno dei dirigenti comunali che stanno visionando in queste ora i faldoni consegnati da Autostrade ai sindaci e agli urbanisti degli undici Comuni che saranno attraversati dall’infrastruttura.

Le ragioni

Nella premessa della relazione curata dagli ingegneri di Autostrade, il nodo di Bologna viene definito «uno dei sistemi infrastrutturali più importanti della rete regionale e nazionale». La relazione sottolinea l’inadeguatezza della tangenziale, che «ha funzionato egregiamente» fino a quando «l’incremento negli anni dei volumi di traffico» ha causato una «caduta nei livelli di servizio». Il risultato è stato il «dirottamento di sempre maggiori» quote di traffico urbano sulla viabilità cittadina e «il conseguente aggravamento delle condizioni ambientali». Da qui si ribadisce la necessità di un intervento che alleggerisca sistema: il Passante Nord.

Il tracciato

Il nuovo tracciato è lungo in tutto quasi 40 chilometri: i primi due non sono altro che l’ampliamento (con la costruzione della quarta corsia) dell’attuale sede della A14; la seconda parte, di 37,8 chilometri, rappresenta il bypass vero e proprio ed è costituito dalla variante «fuori sede» dell’attuale tratto urbano dell’A14. Il nuovo tracciato sarà lungo 14 chilometri in più rispetto all’attuale itinerario dell’autostrada. Il percorso attraverserà in misura variabile 11 Comuni, da Zola Predosa a San Lazzaro. Autostrade sostiene nella relazione di avere «recepito e sviluppato» le «richieste di modifiche» arrivate dagli enti locali. L’obiettivo è convogliare sul Passante almeno il 70% dei mezzi che vogliono proseguire il loro viaggio oltre Bologna (in particolare i tir), lasciando sull’attuale sede della A14 il traffico di ingresso in città. Un sistema di caselli dovrebbe convogliare i mezzi pesanti sul bypass. La tangenziale, dall’uscita 5 (Lame) alla 9 (San Donato-Granarolo), sarà potenziata con una terza corsia.

Gli esprorpi e i costi

La relazione di Autostrade conferma che il costo «massimo netto» dell’opera non supererà 1 miliardo e 280 milioni di euro, con l’impegno a individuare eventuali strumenti «di contenimento del costo». Dovrebbero restare fuori da questo importo le opere di compensazione destinate a conciliare il tracciato con la viabilità esistente. Il piano di espropri è pronto. Ai privati che cederanno i loro terreni (soprattutto agricoli) andranno 154,8 milioni di euro. La cifra comprende anche un’indennità per l’occupazione temporanea dei territori a causa dei cantieri, più eventuali interessi e spese legali. Cifre alla mano, il Comune dove saranno versati più soldi per gli espropri è Castenaso, quello meno toccato Budrio. Ecco le cifre: a Zola Predosa Autostrade pagherà 15 milioni di euro; a Bologna 7,9 milioni di euro; a Calderara 15,4 milioni; a Sala Bolognese 1,9 milioni; a Castel Maggiore 12 milioni; ad Argelato 7,6 milioni; a Bentivoglio 13,5 milioni; a Granarolo 15,9 milioni di euro; a Budrio 1,6 milioni di euro; a Castenaso 18,3 milioni di euro; a San Lazzaro 11,6 milioni di euro. A Bologna saranno versati anche 391.000 euro di espropri per la banalizzazione della tangenziale. Per le opere di mitigazione ambientale, in tutto, saranno spesi 33,4 milioni di euro.