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Delrio, il Neoministro che vuole città ciclabili come in Europa

"Una migliore qualità di vita, una migliore capacità di impossessarci del nostro tempo e della nostra comunità arriverà proprio dalla promozione della bicicletta". Con queste parole il neoministro delle Infrastrutture e trasporti, Graziano Delrio, apriva nell'ottobre 2012, da sindaco di Reggio Emilia, gli Stati generali della Bicicletta, sulla spinta del movimento dal basso che aveva portato qualche mese prima oltre 50.000 ciclisti a manifestare a Roma.

Una mobilitazione che spinse Delrio, allora anche presidente dell'Anci, a convocare nella sua città una tre giorni di riflessione con Legambiente, #salvaiciclisti e Fiab, sotto lo slogan "L'Italia cambia strada".

''L'innovazione e la qualità -sosteneva infatti Delrio-, le modifiche ai comportamenti di vita, nascono dalle città, nascono dal basso.

Bisogna promuovere con tutte le nostre energie, con le forze a nostra disposizione, una diversa cultura nel Paese: far entrare l'Italia in Europa non solamente rispettando i parametri di Maastricht, come il rapporto deficit-Pil, ma anche e soprattutto con quei comportamenti che in Europa sono già realtà''. D'altronde il Delrio sindaco aveva già messo in campo iniziative inusuali in Italia, inaugurando per primo il senso unico eccetto bici, una misura presente in parecchi Stati europei ma al momento ancora non previsto nel nostro paese, anche contro il parere contrario del prefetto.

"Gli Stati generali della bicicletta – aveva detto in quell'occasione – devono essere un grande laboratorio virale di contaminazione di buone pratiche e di contaminazione culturale.

Vogliamo che da questi Stati generali escano indicazioni concrete per un cambiamento radicale, sociale, culturale, politico nel nostro approccio verso la mobilità nuova e anche verso un diverso consumo dell'energia. Un cambiamento che stia su diversi piani: sul piano normativo riguardante la sicurezza stradale; organizzativo per la pianificazione della mobilità urbana; della governance per far interagire i diversi attori, elemento fondamentale per portare a buon frutto, mettere insieme queste energie e incanalare in maniera unitaria il protagonismo 'dal basso' e l'impegno dei cittadini".