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Un’Unione che è forte solo se unita

Come ormai consuetudine da molti anni, si riporta il discorso sullo stato dell’Unione del Presidente della Commissione Europea, quest’anno focalizzato su guerra in Ucraina, crisi energetica e democrazia

La bandiera dell'Unione

Per la foto in primo piano, photo credit: Dušan Cvetanović da Pexels

Il discorso di Ursula Von der Leyen sullo stato dell’Unione nasce in maniera particolare; mai prima d’ora, infatti, un discorso di questo tipo è stato pronunciato mentre sul suolo europeo infuria la guerra. Ma proprio in questo momento, un intero continente si è unito all’insegna della solidarietà. Gli Europei non si sono tirati indietro e “hanno trovato il coraggio di fare la cosa giusta”.

La Presidente della Commissione rimarca come questa non sia solo una guerra mossa dalla Russia contro l’Ucraina, ma “una guerra contro la nostra energia, la nostra economia, i nostri valori e il nostro futuro.

È uno scontro tra l’autocrazia e la democrazia”. La Presidente si dice convinta che, grazie al coraggio e alla solidarietà, l’Europa avrà la meglio. L’UE oggi deve avere il “coraggio di stare dalla parte degli eroi” (gli Ucraini) e la solidarietà nei confronti di quel Paese deve essere salda. Per l’Europa questo “è il momento della risolutezza, non delle concessioni”.

Per questo, le sanzioni nei confronti della Russia resteranno in vigore e, se necessario, saranno ampliate. L’UE ha stanziato un supporto finanziario all’Ucraina di 19 miliardi di Euro (senza contare il sostegno militare); si tratta di un impegno a lungo termine che servirà in gran parte alla ricostruzione del Paese. Inoltre, sono state già effettuate alcune azioni significative, come il collegamento dell’Ucraina alla rete elettrica europea (previsto inizialmente per il 2024) che permetterà al Paese di esportare energia elettrica in Europa.

Altre azioni verranno messe in opera a breve (includere l’Ucraina nello spazio di roaming gratuito, sospensione dei dazi sulle merci ucraine esportate in UE), con lo scopo finale di “collaborare con l’Ucraina per darle accesso al mercato unico senza soluzione di continuità”.

Il discorso sullo stato dell’Unione
1. La Presidente della Commissione presenta il discorso sullo stato dell’Unione davanti al PE (photo credit: Commissione Europea 2022)

D’altra parte, è fondamentale che l’UE riduca la dipendenza dalle energie provenienti dalla Russia. Per questo motivo, è stato trovato un accordo sullo stoccaggio in comune. Attualmente l’UE è all’84%, più dell’obiettivo previsto. Inoltre, l’UE ha diversificato l’approvvigionamento, abbandonando la Russia in favore di fornitori affidabili: Stati Uniti, Norvegia, Algeria e altri.

Lo scorso anno il gas russo rappresentava il 40% delle importazioni, oggi la percentuale è scesa al 9% per il gas via gasdotto. “Ma la Russia continua a manipolare attivamente il mercato dell’energia. Preferisce bruciare il gas piuttosto che consegnarlo. Questo mercato non funziona più”. Per di più, la crisi climatica incide pesantemente sulle bollette; le ondate di caldo fanno crescere la domanda di energia elettrica, mentre la siccità costringe a chiudere le centrali idroelettriche e nucleari.

Di conseguenza, i prezzi del gas sono aumentati di oltre dieci volte rispetto a prima della pandemia e per milioni di Imprese e famiglie è sempre più difficile far quadrare i conti. “Ma gli Europei stanno affrontando con coraggio anche questa situazione”, cercando nuovi sistemi per risparmiare energia.

Ridurre la domanda durante le ore di punta farà durare più a lungo le scorte e farà scendere i prezzi; ecco perché la Commissione propone misure che consentiranno agli Stati membri di ridurre il loro consumo complessivo di energia elettrica. Ma “non basterà”: la Commissione proporrà quindi “un massimale per le entrate delle Imprese che producono energia elettrica a basso costo”.

Questa proposta raccoglierà oltre 140 miliardi di Euro che gli Stati membri potranno usare direttamente per mitigare la situazione.

Le misure che l’UE sta mettendo a punto sono tutte temporanee e di emergenza. Bisogna continuare a impegnarsi per abbassare i prezzi del gas e garantire tanto la sicurezza dell’approvvigionamento quanto la competitività a livello globale. L’UE elaborerà quindi – insieme agli Stati membri – una serie di misure che tengano conto delle specificità delle sue relazioni con i fornitori.

In agenda c’è anche un altro tema importante: il mercato del gas è cambiato radicalmente, con il passaggio dal gas trasportato via gasdotto a quantità sempre maggiori di GNL (gas naturale liquefatto).

Tuttavia, l’indice di riferimento in uso nel mercato, il TTF, non è stato adattato. La Commissione si adopererà per definirne uno più rappresentativo. Occorre anche arginare l’influenza dominante del gas sul prezzo dell’energia elettrica; a tal fine la Commissione procederà a una riforma del mercato dell’energia elettrica.

L’idrogeno può essere la chiave di volta per l’Europa. Bisogna però passare da un mercato di nicchia a un mercato di massa. Con REPowerEU è stato raddoppiato l’obiettivo: entro il 2030 l’Unione Europea vuole produrre 10 milioni di t d’idrogeno rinnovabile all’anno.

Impresa al lavoro
2. Le Imprese europee necessitano di un contesto favorevole (photo credit: Anamul Rezwan da Pexels)

Per questo motivo, la Commissione ha intenzione di creare una nuova “Banca europea dell’idrogeno” che contribuirà a garantire l’acquisto di idrogeno rinnovabile, in particolare utilizzando le risorse del Fondo per l’innovazione e potrà investire 3 miliardi di Euro per aiutare a costruire il futuro mercato dell’idrogeno.

L’Europa deve impegnarsi alacremente per adattarsi ai cambiamenti climatici e fare della natura il suo primo alleato. Per questo motivo, l’UE insisterà per un  accordo ambizioso per la natura a livello mondiale in occasione della prossima Conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversità.

A breve termine, però, dovrà anche attrezzarsi meglio per affrontare i cambiamenti climatici. Ecco perché l’UE intende, ad esempio, raddoppiare le sue capacità antincendio nel corso del prossimo anno con l’acquisto di dieci aeromobili anfibi leggeri e tre elicotteri supplementari. “È quello che intendiamo per solidarietà europea in azione”. Gli ultimi anni hanno fatto capire quanto l’Europa possa realizzare quando è unita.

Dopo una pandemia senza precedenti, la sua produzione economica ha superato in tempi record i livelli pre-crisi. “È stato possibile perché tutti ci siamo mobilitati per un piano comune per la ripresa”. NextGenerationEU ha costituito un’iniezione di fiducia per l’economia europea e il suo cammino è appena iniziato.

Il piano garantirà un flusso costante di investimenti per sostenere l’occupazione e la crescita, darà sollievo all’economia, ma soprattutto porterà innovazione. “NextGenerationEU è stato concepito quasi due anni fa, ma è esattamente ciò di cui l’Europa ha bisogno in questo momento. Quindi atteniamoci al piano previsto e utilizziamo sul campo i finanziamenti disponibili”.

Entro fine anno, la Commissione presenterà nuove idee di governance economica. Gli Stati membri dovrebbero disporre di una maggior flessibilità nel loro percorso di riduzione del debito.

Dovrebbe esserci tuttavia maggior responsabilità nell’attuare quanto concordato e servono Norme più semplici che tutti siano in grado di seguire. Occorre una maggiore responsabilità da parte degli Stati membri e il conseguimento di migliori risultati per i cittadini.

“Riscopriamo lo spirito di Maastricht: stabilità e crescita vanno necessariamente di pari passo”.L’UE ha bisogno di un contesto imprenditoriale favorevole, di una forza lavoro competente e di un accesso alle materie prime.

La Commissione presenterà un pacchetto di aiuti per le PMI che includerà anche una proposta riguardante un corpus unico di Norme fiscali per l’attività imprenditoriale in Europa.

Ridurre la burocrazia significa migliorare l’accesso a un mercato continentale dinamico. La Commissione rivedrà inoltre la Direttiva sui ritardi di pagamento, perché non è giusto che un fallimento su quattro sia dovuto al mancato pagamento delle fatture entro le scadenze previste.

Ma l’UE deve investire molto di più nella formazione e nello sviluppo delle competenze; un primo passo importante consiste nel migliorare e accelerare il riconoscimento delle loro qualifiche in Europa.

Di conseguenza, la Commissione propone che il 2023 diventi l’anno europeo delle competenze e in particolare della formazione continua. Infine, la Commissione proporrà una Normativa europea sulle materie prime critiche, per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento e la loro lavorazione.

È infine importante affrontare un ultimo capitolo la difesa della democrazia europea. “Guardando alla situazione in cui versa il mondo oggi, spesso si può avere la sensazione che ciò che un tempo appariva così stabile stia ora svanendo”.

La produzione di energie rinnovabili
3. L’UE vuole incentivare la produzione di energie rinnovabili (photo credit: Kervin Edward Lara da Pexels)

Questo momento rappresenta uno spartiacque nella politica internazionale e richiede un ripensamento del programma europeo di politica estera. È il momento di investire nella forza delle democrazie e realizzare una “Comunità politica europea”.

L’UE deve inoltre proteggersi meglio dalle ingerenze malevole; la Commissione presenterà un pacchetto per la difesa della democrazia, per individuare influenze straniere occulte e finanziamenti sospetti, per lottare contro la corruzione (che venga dall’interno dell’UE o dall’esterno) e promuovere la solidarietà fra popoli e generazioni.

La Presidente dalla Commissione ha chiuso il suo discorso citando le parole di David Sassoli, Presidente del PE, scomparso all’inizio di quest’anno: “La democrazia non è passata di moda, ma deve aggiornarsi per continuare a essere strumento per migliorare la vita delle persone”.

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