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ANSFISA – Strumenti e competenze per i sistemi di gestione delle infrastrutture

Le Linee Guida ANSFISA per l’implementazione, la certificazione e la valutazione delle prestazioni dei sistemi di gestione della sicurezza (SGS-ISA) per le attività di verifica e manutenzione delle infrastrutture stradali e autostradali

ANSFISA – Foto in primo piano – photo credit: Timo Volz da Pexels

È sempre più diffusa, nel nostro Paese, la consapevolezza che il verificarsi di “incidenti” (e purtroppo anche dei “disastri”) sia riconducibile non già a circostanze occasionali, ovvero a carenze meramente operative, bensì a carenze di ordine strutturale e sistemico, addebitabili a errori latenti o a scelte (o mancate scelte) strategiche di fondo, nonché a carattere generale nella politica aziendale.

In questo contesto, l’ingegneria dei sistemi assume un ruolo centrale sotto il profilo dell’approccio metodologico riferito alla sicurezza di infrastrutture di trasporto, non essendo certamente sufficiente un approccio basato sulla sola “conformità regolamentare”.

In altri termini, nella consapevolezza che il rischio non possa essere annullato, il mero rispetto di Norme e Leggi non costituisce garanzia di prevenzione rispetto al verificarsi di incidenti o disastri e, pertanto, risulta di cruciale importanza utilizzare l’analisi e la gestione dei rischi all’interno di un Sistema di Gestione della Sicurezza (nel seguito SGS).

Questo approccio è, d’altronde, confermato dall’obbligatorietà degli SGS nel mondo navale, ferroviario e dell’aviazione, mentre nel settore stradale la gestione dei rischi è ancora affidata a Norme e buone pratiche di tipo volontario.

Le Linee Guida ANSFISA
1. Le Linee Guida ANSFISA per l’implementazione, la certificazione e la valutazione delle prestazioni dei sistemi di gestione della sicurezza (SGS-ISA) per le attività di verifica e manutenzione delle infrastrutture stradali e autostradali

È in questo contesto che l’Agenzia, nell’attuazione dei compiti affidati dalla legge di promozione dell’adozione da parte dei Gestori stradali e autostradali di SGS per le attività di verifica e manutenzione delle infrastrutture 1, previa ampia consultazione di Stakeholder ed Esperti Tecnici dei gestori delle reti stradali e autostradali, ha definito una linea guida inerente agli SGS applicabile alle infrastrutture stradali che, di fatto, colma un gap normativo e procedurale tuttora esistente. 


1 D.L. 109/2018, art.12, comma 4: – con riferimento alla sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali e fermi restando i compiti e le responsabilità dei soggetti gestori, l’Agenzia, anche avvalendosi degli altri soggetti pubblici che operano in materia di sicurezza delle infrastrutture: (…)

– b) promuove l’adozione da parte dei gestori delle reti stradali e autostradali di Sistemi di Gestione della Sicurezza per le attività di verifica e manutenzione delle infrastrutture certificati da organismi di parte terza riconosciuti dall’Agenzia; (…).


Adottare un sistema di gestione della sicurezza per le infrastrutture stradali e autostradali

Appare superfluo sottolineare che gli utenti della strada hanno la legittima aspettativa di poter percorrere infrastrutture sempre più sicure. Ci sono molte possibili ragioni per adottare SGS per le infrastrutture stradali e autostradali, prima tra tutte quella di consentire l’integrazione della sicurezza delle infrastrutture con quella del traffico stradale e quella degli addetti ai cantieri di lavori stradali.

Non a caso, infatti, la recente pubblicazione delle Norme UNI ISO 39001:2016 “Sistemi di gestione della sicurezza del traffico stradale (RTS) – Requisiti e guida all’utilizzo” e delle Norme UNI ISO 45001:2018 “Sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro – Requisiti e guida per l’uso” ha evidenziato, su base mondiale, l’esigenza di disciplinare all’interno di idonei sistemi di gestione i temi della sicurezza del trasporto stradale.

Inoltre, nella consapevolezza delle forti differenze organizzative fra i molteplici Gestori di infrastrutture stradali, l’applicazione diffusa di detti sistemi di gestione certamente favorirà:

  1. a) un approccio proattivo alla sicurezza, in luogo del superato approccio reattivo, basato principalmente su analisi post-evento incidentale;
  2. b) la riduzione delle perdite di vite umane e degli infortuni grazie alla prevenzione di sinistri stradali, incidenti e inconvenienti;
  3. c) la possibilità di analizzare in modo mirato le limitazioni in termini di performance di sicurezza;
  4. d) la maggiore soddisfazione degli operatori, attraverso il loro completo coinvolgimento nei processi della sicurezza;
  5. e) la gestione dei processi manutentivi in forma adeguata rispetto alla domanda di sicurezza delle infrastrutture con ottimizzazione degli investimenti finanziari;
  6. f) un approccio alla conformità regolamentare, definito in termini di processo e un’interfaccia più efficiente con le Autorità di Vigilanza.
ANSFISA - Infrastrutture stradali e autostradali
2. Per l’implementazione dei SGS-ISA, nei prossimi mesi si attende la risposta da parte degli operatori del settore con la prospettiva di valutare i ritorni di esperienza e in ottica del miglioramento continuo e della certificazione dei sistemi stessi (photo credit: Pixabay da Pexels)

In altre parole, adottare un SGS equivale a scegliere un metodo di lavoro strutturato, competente e professionale basato sulla conoscenza finalizzata alla prevenzione e, pertanto, indispensabile se si vuole evitare di affrontare l’incertezza, in regime di risorse molto limitate, senza strumenti per governarla.

Il costo di implementazione e manutenzione di tali Sistemi di Gestione è certamente, anche in fase di avvio, poco significativo se comparato ai costi della disorganizzazione, dell’improvvisazione, della mera reazione all’evento o, addirittura, dell’assenza di iniziativa. 

Il percorso di sviluppo

La Direzione Generale per la Sicurezza delle Infrastrutture Stradali e Autostradali dell’Agenzia ha avviato, fin dalla sua prima operatività nel Novembre 2020, il percorso di sviluppo delle Linee Guida sui Sistemi di Gestione della Sicurezza per la Infrastrutture Stradali e Autostradali (SGS-ISA), istituendo un gruppo multidisciplinare che ha incluso Professionisti di due Direzioni Generali dell’Agenzia (sicurezza delle infrastrutture stradali e sicurezza delle ferrovie), sviluppando una prima elaborazione e consultazione interna.

Successivamente, ha istituito tre tavoli tecnici rivolti al coinvolgimento dei diversi portatori di interesse, istituzionali e privati: il primo per la rete autostradale e nazionale, il secondo per la rete stradale locale e il terzo per gli operatori della valutazione e della conformità. I tavoli tecnici si sono riuniti diverse volte, nel corso del 2021, contribuendo significativamente al miglioramento delle specifiche, anche sulla base dell’esperienza sul campo.

Infine, le Linee Guida sono state adottate con Decreto del Direttore dell’Agenzia del 22 Aprile 2022, e pubblicate sul sito internet dell’Agenzia 2.


2 https://www.ansfisa.gov.it/linee-guida2.


ANSFISA - Adottare un SGS
3. Adottare un SGS equivale a scegliere un metodo di lavoro strutturato, competente e professionale

 

Le caratteristiche principali del sistema di gestione della sicurezza

I SGS-ISA armonizzano i contenuti dell’annesso 19 ICAO, dell’SGS EASA, del RISM ITF e dell’SGS ERA oltre che le specifiche previste dal Reg UE 762/2018 e dalla Direttiva Seveso III.

Il modello di SGS di ANSFISA è pensato per raggiungere quattro livelli crescenti di prestazione misurabile in tutti i sottocomponenti.

All’interno del sistema è anche prevista una specifica parte che riguarda il coordinamento e la gestione dell’emergenza anche in coerenza con le Norme UNI ISO 22325:2019.

Il modello di SGS-ISA è stato elaborato con doppio sistema di controllo della performance in relazione agli obiettivi di sicurezza e agli obiettivi di conformità regolamentare, compatibili con il miglioramento continuo e ciclo P, D, C, A nel sistema e nei processi.

Il Sistema è, inoltre, integrabile con altri Sistemi di Gestione secondo i principali aspetti definiti nelle ultime Norme IWA ISO 31:2020 e con riferimento agli altri Sistemi di Gestione basati sulle Norme ISO che seguono la Struttura di Alto Livello (HLS), in particolare le UNI ISO 45001, UNI ISO 39001 e UNI 10617 (Seveso III).

Infine, l’SGS ANSFISA è compatibile con i metodi di valutazione del rischio contenuti nella Norma ISO/IEC 31010:2019 “Risk management – Risk assessment technique” ed è interfacciabile con i sistemi di gestione della manutenzione delle infrastrutture stradali e autostradali.

ANSFISA - Ponte
4. All’interno delle Linee Guida SGS-ISA è stata anche proposta un’Istruzione Operativa volta a stabilire criteri uniformi per la valutazione delle competenze dell’“Ingegnere Esperto in sicurezza delle infrastrutture e dei trasporti e Sistemi di Gestione della Sicurezza”

Gli strumenti operativi del SGS-ISA

Le Linee Guida ANSFISA sugli SGS-ISA includono anche una “cassetta degli attrezzi”, ovvero un insieme di strumenti operativi utili per avviare rapidamente, ed efficacemente, il sistema di gestione “stand-alone”. In particolare, anche per scopi di autovalutazione preliminare del Gestore, sono stati realizzati e perfezionati:

  • un modello tipo di Registro dei Pericoli che consente di identificare e registrare i pericoli, effettuare la valutazione dei rischi, individuare le eventuali misure di mitigazione e costruire un programma temporale di attività descrivendo chi e quando dovrà fare che cosa;
  • un modello tipo di Politica di Sicurezza che richiama i contenuti fondamentali di una politica di sicurezza dell’organizzazione;
  • un modello tipo di Rapporto di sicurezza, che fornisce i contenuti essenziali da utilizzare per implementare un “reporting system” aziendale e gestire a più livelli di valutazione la reportistica di sicurezza in occasione di eventi indesiderati;
  • un modello tipo di contenuti del Manuale SGS che descrive i contenuti essenziali del Manuale del SGS per le infrastrutture stradali e autostradali;
  • una guida per elaborare la relazione sulla gestione del cambiamento, un modello tipo con le indicazioni fondamentali per descrivere le valutazioni di rischio associate e una dettagliata check list di verifica di ogni aspetto del “change management”;
  • un modello tipo per il monitoraggio degli Indicatori di Prestazioni sulla Sicurezza, che contiene gli indicatori di prestazione di sicurezza del SGS e può essere arricchito di ulteriori indicatori al fine di effettuare un monitoraggio delle tendenze su base periodica;
  • un modello tipo per il monitoraggio degli Indicatori di Prestazioni del SGS, che contiene gli indicatori di prestazione del SGS e può essere arricchito di ulteriori indicatori al fine di effettuare un monitoraggio delle tendenze su base periodica;
  • un modello tipo per la risoluzione dei problemi in team con il metodo 8D.
Infrastrutture ferroviarie
5. L’ingegneria dei sistemi ha un ruolo centrale sotto il profilo dell’approccio metodologico riferito alla sicurezza di infrastrutture di trasporto, non essendo certamente sufficiente un approccio basato sulla sola “conformità regolamentare”

Le competenze dell’“Esperto in sicurezza”

All’interno delle Linee Guida SGS-ISA è stata anche proposta un’Istruzione Operativa volta a stabilire criteri uniformi per la valutazione delle competenze dell’“Ingegnere Esperto in sicurezza delle infrastrutture e dei trasporti e Sistemi di Gestione della Sicurezza”.

Infatti, è solo attraverso la definizione del perimetro delle competenze professionali che è possibile formare operatori in grado di effettuare valutazioni oggettive e incrementare, col necessario livello di competenza, terzietà e indipendenza, le condizioni di sicurezza delle infrastrutture.

Inoltre, la promozione di una figura professionale con elevate conoscenze nel campo della Sicurezza delle infrastrutture e dei sistemi di trasporto e in grado di gestire le attività di predisposizione, monitoraggio e aggiornamento dei SGS per le attività di verifica e manutenzione delle infrastrutture stradali in riferimento al quadro normativo vigente, concorre alla valorizzazione di tale ruolo nell’ambito della Comunità Scientifica, della Pubblica Amministrazione e dell’Opinione Pubblica.

Questa Istruzione, in coerenza col quadro normativo e regolamentare vigente, rappresenta un tassello fondamentale nella qualificazione delle competenze degli operatori addetti alla sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali. 

Conclusioni e sviluppi futuri

L’Agenzia, con il contributo di tutti gli attori principali coinvolti nel complesso sistema della mobilità su strada, ha fornito un primo contributo che consente di colmare un gap esistente a livello europeo nell’ambito dei sistemi di gestione delle infrastrutture stradali, nell’ottica della massima integrazione possibile degli sforzi protesi al raggiungimento degli obiettivi di sicurezza e alla riduzione delle criticità infrastrutturali e dell’incidentalità stradale.

Nei prossimi mesi, si attende la risposta da parte degli operatori del settore, nell’implementazione dei SGS-ISA, anche nella prospettiva di valutare i ritorni di esperienza, nell’ottica del miglioramento continuo e della certificazione dei sistemi stessi.

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