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Il Decreto del MIT n° 560 del 01/12/2017

In ottemperanza alle disposizioni dell’art. 23 del D.Lgs. 50/2016 (Codice dei Contratti), nel Dicembre 2017 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha emanato il D.M. 560 che dà una risposta all’esigenza di modulare l’entrata in vigore dell’obbligo di utilizzo delle metodologie digitali (c.d. BIM) nella gestione della fase della progettazione, dell’esecuzione dei lavori di realizzazione e della gestione delle opere pubbliche

sfondo mit
  • l’art. 31 (ruolo del RUP), al comma 9 prevede la possibilità di istituire un ufficio di supporto al RUP con formazione anche in materia di metodi e strumenti elettronici specifici quali quelli di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture;
  • all’art. 113 (Incentivi per funzioni tecniche), il comma 4 recita: “Il restante 20% delle risorse finanziarie del fondo di cui al comma 2… è destinato all’acquisto da parte dell’Ente di beni, strumentazioni e tecnologie funzionali a progetti di innovazione anche per il progressivo uso di metodi e strumenti elettronici specifici di modellazione elettronica informativa per l’edilizia e le infrastrutture …”, individuandone, quindi, la fonte di finanziamento all’interno dei quadri economici degli interventi.

Si rammenta inoltre che le Linee Guida ANAC n° 3 (RUP) prescrivono che il RUP possieda una specifica formazione professionale che, per i “lavori particolarmente complessi”, deve comprendere – dalla data di entrata in vigore del sistema di qualificazione delle Stazioni Appaltanti – le competenze in materia di Project Management (punto 4.3) e di tecnologie e strumenti informatici per la pianificazione, gestione e controllo dei progetti (punto 4.4).

Infine il Decreto 49/2018 (direzione lavori) all’art.15 prevede, per la tenuta della contabilità, “l’utilizzo di strumenti elettronici specifici, che usano piattaforme, anche telematiche, interoperabili a mezzo di formati aperti non proprietari”.

Il Decreto 560/2017

Esaminiamo ora gli aspetti peculiari del D.M. 560/2017:

  • all’art. 2 (Definizioni), comma 1, lettera e), è interessante osservare come la definizione di “lavori complessi” del Codice dei Contratti (art. 3, comma 1, lettera oo) venga meglio declinata puntando l’attenzione all’interdisciplinarietà, alla gestione dei rischi (sicurezza, aumento di costi e tempi contrattuali), alla gestione della complessità (tecnologica, informativa), alla gestione delle informazioni e al ciclo di vita dell’opera;
  • l’art. 3 (Adempimenti preliminari delle Stazioni Appaltanti) pone l’accento sulle competenze della Stazione Appaltante, subordinando l’utilizzo dei metodi e strumenti di cui all’art. 23, comma 13, del Codice dei Contratti pubblici all’adozione di uno specifico piano di formazione del Personale in relazione al ruolo ricoperto, alla dotazione di adeguati e aggiornati strumenti informatici e all’adozione di un atto organizzativo che espliciti il processo di controllo e gestione, i Gestori dei dati e la gestione dei conflitti;