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Codice della Strada: una bozza di riforma irrilevante

Chiediamo una netta discontinuità al nuovo Governo

sfondo finco

L’applicazione (finalmente) della Direttiva TEN (Decreto Legislativo 35/11) comporta peraltro – ed è un aspetto rilevante – che le Forze di Polizia verbalizzino, in caso di incidente, anche la situazione “ambientale” e della manutenzione stradale oltre che il comportamento alla guida, e i gestori si avvalgano di “audit della sicurezza” che certifichino la situazione e quindi impongano interventi correttivi.

In questo quadro va reso perentorio l’obbligo, con le connesse responsabilità in caso di inadempienza, anche per la mancata manutenzione ordinaria con particolare riferimento allo stato di pulizia e visibilità della segnaletica per vetustà, ostruzioni arboree alla vista, ecc…

In generale, va compiutamente affrontato il tema della responsabilità degli Enti proprietari o Concessionari delle strade. Nel giro di pochi anni potrebbe divenire impossibile porre rimedio, in tempi programmabili, al disastro delle strade italiane.

Disastro ovviamente morale, per l’altissimo costo in termini di vite e menomazioni umane che l’attuale stato dell’arte provoca, ma anche economico, se si pensa che il solo impegno sanitario relativo all’incidentalità arriva a superare nel nostro Paese i 20 miliardi annui.

Non solo: tutta la filiera industriale di settore è in crisi gravissima con chiusura di cantieri (“i mille piccoli cantieri…”) e perdita di occupazione e professionalità.

Eppure in questo settore, per una volta e almeno in parte, le risorse (provenienti dai proventi contravvenzionali) ci sarebbero, ed è gravissimo che esse non vengano impiegate per la destinazione prevista dalla Normativa.

Occorre una svolta inerente a tutto l’assetto finanziario derivante dalla mobilità e che, solo per quanto riguarda i proventi contravvenzionali provenienti dalle sanzioni comminate da Vigili Urbani, Polizia Stradale, Carabinieri, ecc… ammonta a quasi quattro miliardi di Euro annui.

Sono anni e diverse Legislature che non si riesce a mettere ordine a una Normativa che a questo punto dobbiamo ritenere volutamente complessa. Alla luce di questa brevissima analisi empirica chiediamo con decisione al nuovo Governo un deciso cambio di passo.