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Centauro al lavoro per recuperare il fresato d’asfalto

Giovanni Boccenti & figli è attiva nel settore stradale dal 1908. Oltre cento anni di storia costellati da uno sguardo costante verso il futuro. A dimostrarlo, l’impiego del centauro L 120.56 APR dell’emiliana Cams, in grado di recuperare il 100% dell’asfalto fresato

Entrare nella sede operativa dell’impresa Giovanni Boccenti & Figli significa varcare la soglia di una delle aziende che hanno fatto la storia delle strade tra l’Emilia e la Lombardia.

Situata a Noce di Gragnano, località in provincia di Piacenza incastonata tra i fiumi Po e Trebbia, si occupa di pavimentazioni, costruzione e manutenzione stradale e difesa fluviale dal 1908 (in realtà anche da prima ma la registrazione ufficiale risale a quell’anno).

I numeri parlano chiaro: circa 1.400 progetti completati, oltre 15.600 km di strade realizzate, un centinaio di mezzi a disposizione. Da più di un secolo, inoltre, estrae inerti dalle proprie cave e presso il proprio impianto riceve i materiali di risulta derivanti dalle fresature e dalle scarifiche del manto stradale, che ricicla poi per produrre conglomerati. Ed ecco che per il riciclaggio del fresato scende in campo il Centauro L 120.56 APR dell’emiliana Cams: quando si dice giocare in casa…

Trasportabile in forma compatta, in quanto è mobile su cingoli e in sagoma, la macchina è usata da Boccenti all’interno dell’impianto. «Utilizziamo il Centauro APR dal 2021. Lo abbiamo prima noleggiato, siamo rimasti soddisfatti, quindi lo abbiamo acquistato», spiega Alberto Boccenti, direttore tecnico dell’impresa. «Ci troviamo molto bene, è l’ideale. Prima usavamo dei mulini frantumatori e il bitume spariva. Invece, girando lentamente con un impatto ridotto, il Centauro non genera polvere (di bitume, per l’appunto) e risulta ottimale per il recupero del fresato».

1. Il Centauro L 120.56 APR nell’impianto di Boccenti

DISGREGAZIONE, NON FRANTUMAZIONE

A caratterizzare la versione APR rispetto al Centauro tradizionale, pensato per il riciclaggio di altri materiali differenti dall’asfalto, è la presenza del trituratore secondario che, lavorando a bassi giri, disgrega il materiale senza alterarne la curva granulometrica. Non avviene frantumazione, quindi, ma un vero e proprio processo di disgregazione che permette la separazione ottimale del bitume dall’inerte, a favore di una migliore classificazione del prodotto finito e di un recupero totale del materiale: un trituratore che gira velocemente non consente di recuperare tutto perché gran parte del volume è occupato dal filler, che rischia anche di intasare il filtro e i tamburi.

La tecnologia del Centauro APR invece, consentendo al trituratore di girare lentamente, produce un materiale pulito, evita danni all’impianto e consuma decisamente meno. «Dalle analisi effettuate sul materiale ottenuto con la macchina Cams – continua Boccenti – emerge una maggiore presenza di bitume.

Questo perché, disgregandosi, rimane più integro. Per noi è ineccepibile: facciamo due pezzature, 0-10 e 10-25, e lo utilizziamo per i vari tipi di asfalto. È davvero la macchina perfetta per il fresato». E per quanto riguarda la produzione? «Si aggira intorno alle 120 t/ora. Inoltre, per scelta preferiamo non lavorare materiale umido per evitare intasamenti nell’impianto dell’asfalto ma, volendo, ha la possibilità di trattare anche materiali bagnati».

2. Con il Centauro, Boccenti produce materiale di due pezzature per poi riutilizzarlo nei vari tipi di asfalto

MODALITÀ ELETTRICA O IBRIDA

Ricordiamo che è l’acronimo APR, presente nel nome, a dare identità alla macchina: APR, infatti, significa Asphalt Pavement Recycler e indica la capacità della macchina di recuperare il 100% dell’asfalto, ossia di tutto il materiale rimosso, fresato e placche, preservandone il contenuto di bitume originale. Oltre al già citato trituratore secondario, il Centauro APR è costituito da un trituratore primario supportato da un sistema brevettato di pre-frantumazione, un deferizzatore magnetico e un vaglio vibrante.

È alimentato da un gruppo elettrogeno formato dal motore Diesel Cat C9.3 Stage V e da un alternatore che aziona i motori elettrici che consentono a tutti gli elementi di funzionare. Boccenti, per sue scelte operative, lo utilizza in modalità diesel ma, come tutti gli impianti progettati e realizzati da Cams, anche il Centauro APR è pensato per lavorare in modalità elettrica o ibrida, su cui poter usare lubrificanti biodegradabili e in grado di garantire emissioni acustiche e polverose certificate minime; inoltre, riduce notevolmente i consumi e dà la possibilità di fornire energia elettrica.

 

3. Solo il 60% del fresato d’asfalto viene riutilizzato, la parte restante finisce in discarica con un impatto enorme sull’ambiente

IL FRESATO D’ASFALTO, RISORSA PREZIOSA

Nonostante gli anni, gli appalti, i chilometri di strade realizzati, Giovanni Boccenti – che conduce l’azienda insieme con i figli Alberto, Giovanna e Annamaria – si emoziona ancora a vedere i propri lavori finiti.

«È sempre una soddisfazione vedere una strada terminata o che un lavoro realizzato anni prima duri nel tempo – dicono all’unisono –. Per noi è importante essere pronti a ogni nuovo lavoro che si presenta, per questo motivo preferiamo acquistare mezzi specifici per ogni applicazione piuttosto che noleggiarli».

Evolversi di continuo, non fermarsi mai, cercare sempre nuovi obiettivi: una filosofia che accomuna Boccenti a Cams, realtà che, in costante crescita anche a livello internazionale, dedica energie e risorse nello sviluppo di macchine che possano contribuire in modo concreto a ridurre attivamente l’impatto ambientale.

Questo il messaggio che Cams porta ad Asphaltica (padiglione 19, stand A55), ossia l’urgenza di comprendere quanto sia fondamentale riutilizzare il fresato d’asfalto: in Italia se ne producono annualmente circa 15 milioni di tonnellate, di cui solo il 60% circa viene riutilizzato; i restanti sei milioni finiscono in discarica, con un impatto significativo sull’ambiente. Capire il valore e il ruolo del fresato d’asfalto è oggi fondamentale e prioritario.

Una lunga storia sempre in evoluzione

4. Nel 1967 Boccenti vinse l’appalto per la costruzione di un lotto dell’Autostrada dei vini

Il fatto che un’azienda dalla lunga storia come Boccenti – tuttora orgogliosamente a conduzione familiare – usi una tecnologia innovativa in grado di limitare l’uso delle materie prime è indice di un processo evolutivo continuo. Un processo iniziato nel 1908, quando il fondatore, Giovanni, nonno dell’attuale amministratore, ricevette il primo appalto per un lavoro lungo l’argine del Po: si trattava di un contratto a cottimo per rialzare e allargare una banca lungo l’argine maestro in località Gerra Vecchia, vicino a Rottofreno.

È sempre Giovanni ad acquistare nel 1935 i primi rulli a vapore della città di Piacenza (un esemplare è ancora oggi conservato con cura dall’azienda). Primo grande appalto stradale, nel 1967, quando l’impresa vinse a Torino l’assegnazione della costruzione di un lotto dell’A21, soprannominata “Autostrada dei vini”, un cantiere durato per ben tre anni. Da lì è stato un susseguirsi di lavori importanti, per lo più tra Piacenza, Lodi e Pavia.

Tra gli interventi più significativi degli ultimi anni, ricorda Alberto Boccenti, vi sono «i rifacimenti straordinari a seguito dell’alluvione del torrente Nure nel 2015 per la Regione Emilia Romagna, la ripavimentazione del ponte sul Trebbia tra San Nicolò e Piacenza, la tangenziale di Piacenza, il consolidamento del corpo stradale e la realizzazione dell’asfalto della S.P. 65 Caldarola, la manutenzione straordinaria della Strada della Torre della Razza a Piacenza per il polo logistico Pip Le Mose, i lavori all’Argine Pavesa a Monticelli d’Ongina e gli asfalti ai nuovi poli logistici di Montale e Fiorenzuola.

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