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Le tematiche emergenti per il Codice della Strada

I nuovi paradigmi del sistema della mobilità e le opportunità del cambiamento (che rischiamo di perdere)

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Nonostante l’urgenza di intervenire e l’importanza dei temi in gioco, stiamo accumulando troppi ritardi nel creare i presupposti per lo sviluppo. Una tale situazione deve essere attribuita, principalmente, alla difficoltà di creare una strategia nazionale, una “identità nazionale” che deriva dal non poter costituire una task force governativa (Istituzioni, industria e Università) che porti veramente alla condivisione di scenari, percorsi, strategie, obiettivi.

Gli indubbi benefici che questi settori potrebbero portare – primo tra tutti quello della sicurezza stradale – richiedono un quadro legislativo/tecnico/normativo che ad oggi risulta ancora inadeguato per l’incapacità di affrontare in modo sinergico con tutti i vari Stakeholder sia le problematiche giuridiche che quelle più prettamente tecniche, legate, ad esempio, ai necessari processi di standardizzazione, che debbono necessariamente garantire architetture interoperabili, interaccessibili, scalabili, sicure, flessibili, come richiesto dalla continua innovazione.

Anche le sperimentazioni previste sia dalla programmazione nazionale che dalle Direttive Europee stanno rallentando. Questa situazione può portare anche a dei rischi che sarebbe meglio evitare, come consentire “fughe in avanti” di coloro che hanno come unico obiettivo l’occupare il mercato sperando di condizionare le scelte, oppure il rischio di rallentare lo sviluppo industriale perché le Aziende non avendo chiari gli obiettivi dell’Italia non investono.

Ritardare ogni intervento significa anche assumersi la responsabilità di tutto quello che continua accadere sulle strade. È opportuno evidenziare che, ad oggi, non esiste nulla di alternativo a questo!

Ed è documentato che, attualmente, oltre il 90% degli incidenti è da attribuire alla non osservanza delle regole indicate dal Codice della Strada; quindi, si tratta di eventi da dover attribuire al “comportamento” di chi guida e non alla infrastruttura stradale. Ma tutto questo sembra non essere sufficiente per accelerare nelle decisioni.