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Le tematiche emergenti per il Codice della Strada

I nuovi paradigmi del sistema della mobilità e le opportunità del cambiamento (che rischiamo di perdere)

sfondo cds

Tutto questo lascia quanto meno perplessi sia in relazione alla perdita di opportunità nella competitività del nostro Paese nel non dare un impulso maggiore alle attività connesse con IS, Smart Road, auto connessa, ecc, ma anche e soprattutto a fronte di numeri e quantità assai eloquenti che sanciscono il livello di insicurezza stradale del nostro Paese, che richiede con urgenza ogni sforzo possibile.

Non si tratta di tenere fermo un settore piuttosto che un altro ma è una questione che attiene alla scelta delle priorità del Paese. E non solo. L’Intelligent Trasport System (ITS), l’Automotive, le Telecomunicazioni, ecc. costituiscono oggi – senza dubbio – settori di intervento strategico anche a carattere strategico-commerciale nazionale, non solo per le Telco che per i car makers, ma per l’intero Sistema Paese; settori che un recente studio ha stimato in 42 miliardi di Dollari la dimensione del solo mercato derivante dalle auto connesse (siamo ancora al primo livello della guida autonoma! – driverless cars).

La strategicità del settore si rileva anche per le potenzialità di ampliamento dell’offerta dei servizi ai cittadini, migliori non solo in termini di costo e di qualità, ma anche di accessibilità per i soggetti condizionati dal “digital divide” e per l’elevato livello di sicurezza (stradale) che queste tecnologie riescono a garantire, sia all’interno del mezzo ma anche e soprattutto al di fuori, sempre più intimamente connesso con l’ambiente esterno.

A fronte di questo, con una certa delusione, si rileva che l’attuale testo del Codice della Strada (CdS) in discussione alla Camera – che è lo strumento che regola tutto ciò che riguarda il veicolo, la strada, la mobilità – tratta le più svariate tematiche, ma nulla di quelle che sono quelle nazionali emergenti che coinvolgono l’Italia sia a livello di sviluppo industriale che a livello di mercato rispetto agli altri Paesi e ancor di più rispetto agli sviluppi tecnologici che possono ridurre incidenti, morti e feriti in modo significativo.

Sembra, quindi, emergere che il perseguire la sicurezza stradale – da intendersi come riduzione di morti/feriti/incidenti – costituisca un aspetto secondario a tutti gli altri.