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L’auto a guida autonoma per fermare la strage

Sicurezza stradale: nel panorama mondiale l’Italia è sulla “buona strada”, ma c’è ancora molto da fare

sfondo crocco

Solo nell’ultimo anno sono 1.200.000 morti, di cui 260.000 bambini e 59 milioni di feriti. Sta diventando la settima causa di morte sul Pianeta. Ma non è la Terza Guerra Mondiale: è il bollettino dell’esito degli incidenti stradali nel mondo.

Perché le strade sono indispensabili: collegano il mondo, consentono gli scambi, trasportano il cibo e l’energia per la vita. Ma le strade possono anche toglierla, la vita.

Grazie alle nuove tecnologie e alle Campagne di prevenzione, i decessi si sono ridotti – drasticamente – a circa 25.000 nell’Unione Europea e a 3.325 in Italia, dove le strade sono sempre più sicure e con un tasso di mortalità inferiore del 20% rispetto al 2015.

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    Inizialmente saranno soprattutto le autostrade a beneficiare della guida autonoma (Photo credit: www.startmag.it)

Dal 2001 ad oggi il numero delle vittime della strada si è ridotto in Italia del 52%. È un numero destinato a scendere ulteriormente grazie alle strade più sicure e ai veicoli sempre più intelligenti.

Ma per vincere la sfida della sicurezza stradale occorre prevenire, reprimere i comportamenti sbagliati e investire sempre più sulla ricerca tecnologica: gli orientamenti internazionali più diffusi tendono infatti a puntare sulle tecnologie in grado di evitare l’incidente e le sue conseguenze anche al di là del pur auspicabile corretto comportamento umano.

Dalle statistiche risulta che il continente con le strade più sicure sia l’Europa, dove il numero di morti dal 2001 ad oggi è più che dimezzato. Il Paese con le strade più sicure del mondo è la Svezia: qui il numero dei morti è calato a 264 l’anno, crollando di quattro quinti rispetto al 1970 nonostante da allora il parco macchine sia raddoppiato.