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Luciana Iorio: la donna che… incrementa la sicurezza stradale a livello mondiale

Intervista in esclusiva a Luciana Iorio, Presidente del Forum Globale per la sicurezza stradale della Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite

Luciana Iorio Presidente Forum Globale

Luciana Iorio: la donna che… incrementa la sicurezza stradale a livello mondiale

Nicolas-Joseph Cugnot è l’Ingegnere francese noto per essere stato, nel 1770, l’inventore della prima automobile: si trattava del Fardier, un veicolo a vapore – universalmente riconosciuto come la prima automobile della storia – composto da tre ruote, un telaio in legno e una ruota anteriore motrice e sterzante.

Cugnot aveva sì studiato il modo per far muovere il veicolo, ma aveva tralasciato il sistema frenante; così, durante uno dei primi esperimenti, il carro a vapore finì contro a un muro del quartiere dove conduceva i suoi test: l’impianto non fu in grado di frenare, rallentare e fermare una massa di alcune tonnellate.

È la storia a dirci quindi, inequivocabilmente con i fatti, che gli incidenti stradali sono nati proprio in concomitanza con l’avvento dell’automobile.

Decisamente successive sono le prime innovazioni nel campo della sicurezza stradale e della regolamentazione del traffico: è William Phelps Eno, uomo d’affari americano considerato “il padre della sicurezza stradale”, che nel 1903 scrive “le regole della strada”, il primo Codice di comportamento stradale al mondo contenente i principi per la regolamentazione del traffico che hanno fornito il modello per i piani di circolazione stradale della città di New York e delle principali città europee.

Questa breve premessa storica perché la nostra Redazione torna sempre e con grande consapevolezza a parlare di incidentalità e di sicurezza stradale, due tra i grandi temi più discussi oggi con l’obiettivo di far nascere, crescere e consolidare nel tempo una vera cultura – non solo attraverso la comminazione di Norme – che ponga al centro il rispetto della vita e della persona.

Luciana Iorio
1. Il gruppo di lavoro al Global Forum

Conosciamo i numeri e li ripetiamo (purtroppo) troppo spesso: ogni anno, gli incidenti stradali provocano la morte di circa 1,35 milioni di persone e ne feriscono gravemente più di 50 milioni. Ma queste cifre non sono solo numeri: sono vite fatte di sogni e aspettative.

Chi almeno una volta non ha conosciuto vite interrotte bruscamente o cambiate irreversibilmente da incidenti stradali? Ecco che, lasciando ad ognuno la propria attenta e profonda riflessione sulla risposta, vi proponiamo un’ulteriore occasione per dimostrare quanto sia ampio e indispensabile il potere e la forza delle partnership volti alla sicurezza stradale.

Lo facciamo ora attraverso la viva voce di Luciana Iorio, Presidente del Forum Globale per la Sicurezza Stradale della Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite.

Con lei comprendiamo ancora una volta quanto, per trasformare potenziali e capacità in un impatto reale sul campo, si abbia bisogno di maggiori finanziamenti e risorse: non solo dichiarazioni politiche da parte dei Governi ed espressioni di buona volontà del settore privato, ma di un impegno finanziario concreto e di sostegno per l’attuazione dei progetti che il Fondo delle Nazioni Unite ha in essere.

“Strade & Autostrade”: “Che cos’è l’UNECE (United Nations Economic Commission for Europe) e di cosa si occupa?”.

“Luciana Iorio”: “Bella domanda. Per inquadrare bene la risposta, direi che nel corridoio storico che porta dall’immediato Dopoguerra alla ricostruzione e poi al boom economico, troviamo l’espressione di tre grandi elementi: la storia, la geopolitica e la visione del futuro economico.

Con la fine del Secondo Conflitto Mondiale e delle determinazioni della Conferenza di San Francisco (Giugno 1945), si arriva all’istituzionalizzazione internazionale di Organismi e strumenti legali atti a regolamentare la rinascita e lo sviluppo del mondo post-bellico.

Si dice che la storia sia la geografia nel tempo e in effetti l’UNECE, istituenda della sua creazione, riverbera il “global order” del momento, una visione eurocentrica post Yalta con Europa e Nord America e, su decisione dell’ECOSOC (il Consiglio Economico Sociale, uno degli Organismi fondanti delle Nazioni Unite), insieme all’Assemblea Generale e al Consiglio di Sicurezza, dal 1991 entra in ECE Israele.

Keeping the promise
2. (photo credit: United Nation Communication Office)

Per essere più precisi, fu direttamente l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite – in riunione plenaria l’11 Dicembre 1946 – a raccomandare all’ECOSOC la creazione urgente di una Commissione Economica per l’Europa per dare un aiuto efficace ai Paesi devastati dalla guerra. E, infatti, l’ECE ebbe nel suo mandato istituzionale la promozione di politiche per facilitare la nuova dinamica di scambi e cooperazioni, lo sviluppo socioeconomico dell’Europa geografica e delle zone viciniore, atta a favorire una vera integrazione macro-regionale.

Nel tempo, si è instaurata una proficua collaborazione con le altre Commissioni Regionali 1 create nei decenni seguenti.


1 Commissione Economica per l’Africa (ECA), Commissione Economica e Sociale per l’Asia e il Pacifico (ESCAP), Commissione Economica per l’America Latina e i Caraibi (ECLAC), Commissione Economica e Sociale per l’Asia Occidentale (ESCWA).


Tuttora, il mandato ECE si esprime su materie come le politiche ambientali, gestione delle risorse, qualità habitat urbano, politiche dei trasporti su strada e acque interne, facilitazione del transito doganale sui corridoi logistici Europa-Asia, con un focus rilevante sulla cooperazione tecnica per i Paesi con economie in transizione.

Pietra miliare è l’azione continua di negoziazione o di aggiornamento di strumenti giuridici internazionali, sviluppo di regolamenti, Norme, standard e Convenzioni, lo scambio e l’applicazione delle migliori pratiche e delle competenze economiche e tecniche per facilitare l’armonizzazione e la cooperazione internazionale all’interno e all’esterno della regione”.

“S&A”: “Per quel che concerne il Global Forum for Road Traffic Safety (WP1), all’interno dell’UNECE e da lei presieduto, come è nato e quali sono i suoi fini?”.

“Luciana Iorio”: “Sempre facendo un passo indietro, proprio la spinta internazionale dell’ONU e l’intuizione della evoluzione del boom economico post-bellico portarono alla elaborazione dei due Trattati dedicati all’armonizzazione di principi comuni regolanti il traffico su strada (Convenzione sulla circolazione stradale firmata a Ginevra nel 1949 e a Vienna nel 1968 e Convenzione sulla segnaletica stradale firmata a Vienna nel 1968).

È evidente e chiaro l’intento di offrire un quadro regolamentare di riferimento per Codici della Strada a livello nazionale e, soprattutto, per armonizzare e uniformare il traffico internazionale. A questo scopo, nel 1950 l’ECE istituì il primo gruppo di lavoro ad hoc sulla prevenzione degli incidenti stradali.

Mobilità critica
3. Mobilità critica in alcune regioni del mondo (photo credit: David Mark da Pixabay)

Con il passare dei decenni, seguendo la spinta delle grandi strategie ONU e l’urgenza di offrire linee regolamentari aggiornate, il gruppo di lavoro ha visto un ampliamento del suo mandato unitamente all’ambito geografico della sua agenda.

Ad oggi, il Global Forum for Road Traffic Safety è l’unico Organismo permanente nel sistema delle Nazioni Unite ad avere nel suo mandato il miglioramento della sicurezza stradale a livello mondiale.

La sua funzione primaria è quella di fungere da custode degli strumenti giuridici delle Nazioni Unite volti all’armonizzazione delle regole del traffico, delle Convenzioni prima citate e di altri strumenti giuridici (risoluzioni/raccolta di Best Practices).

Il Global Forum partecipa poi, in forma consultiva, alla stesura della risoluzione biennale dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite “Improving Road Safety” (l’ultima A/RES/74/299) e agli eventi dedicati alla promozione della Decade of Action (Mosca 2009, Brasilia 2015 e Stoccolma 2020).

In dettaglio, tutto il work plan viene presentato ogni anno all’Inland Transport Commitee (ITC) per la validazione: riflette tutta la grande strategia delle Nazioni Unite che corre ideologicamente dall’Agenda Agenda 2030 – con i 17 obiettivi e 169 target tra cui due specifici come il 3.6 e 11.2 – all’ultima dichiarazione di apertura della decade 2020-2030 (deliberata durante la Conferenza Ministeriale di Stoccolma del Febbraio 2020), alle dichiarazioni di Quito e Habitat III per la sostenibilità urbana fino ad oggi, all’ultima determinazione dell’assemblea generale delle Nazioni Unite A/RES/74/299 e, infine, al piano globale per la sicurezza stradale per questa decade.

E allora – mi dirà lei – dove arriviamo con tutte queste dichiarazioni programmatiche? Arriviamo ai tavoli di lavoro, al Global Forum e agli altri gruppi di lavoro, per trasformare i documenti in risultati attesi con cambiamenti tangibili, in politiche che salvano vite sulle strade del mondo.

Questo è il ruolo da svolgere, questa è la vera sfida: altrimenti le parole restano linee di inchiostro senza principio vitale, senza anima, che non arrivano oltre l’archivio, non raggiungono la società in movimento”.

Mobilità critica nel mondo
4. Mobilità critica in alcune regioni del mondo
“S&A”: “Quali sono gli obiettivi dell’Agenda 2030 relativamente alla sicurezza stradale?”.

“Luciana Iorio”: “In Agenda risaltano i temi della evoluzione della tecnologia automotive, ITS, guida autonoma e assistita. Siamo testimoni e attori, come Policy Makers, della Quarta Rivoluzione Industriale, un momento epocale che ha trasformato e trasformerà per sempre il modo di vivere, lavorare e muoversi su strada.

Si passerà dal traffico “convenzionale “(parola quanto mai adatta, in considerazione che i Codici della Strada vigenti si sono basati sui principi della Convenzione come Trattato istitutivo) al traffico “automatizzato”, con i sistemi di guida sempre più performanti nell’assistenza o nella supplenza della funzione di guida una volta ascritta unicamente e fisicamente al guidatore umano.

Proprio per questa progettualità interattiva, sono entrati a far parte dell’Agenda del Global Forum nuovi elementi: dall’aggiornamento continuo di alcuni articoli della Convenzione alla elaborazione di risoluzioni ad hoc (strumento più flessibile, meno vincolante e di più facile revisione), ad analisi a più ampio spettro di carattere giuridico-etico e sociologico, tutte derivate da necessarie valutazioni afferenti all’interdipendenza e forse dipendenza dall’automazione e alla gestione della coesistenza uomo-macchina nelle fasi di guida.

È un lavoro giuridicamente laborioso e complesso, che richiede considerazioni multi-prospettiche in diversi campi; essendo complesso, a volte può sembrare lento e meticoloso se paragonato all’evoluzione costante, pressante, continua e sfidante della tecnologia automotive che si avvantaggia delle potenzialità neuromorfiche infinite derivanti dall’Intelligenza Artificiale, del ML – Machine Learning, del DL – Deep Learning, che vanno a imitare (e speriamo a migliorare) il comportamento umano al volante.

Questa sinergia, questa cooperazione tra tecnologia e guidatore – pur inebriante e in certi sensi rassicurante in tutte le sue potenzialità e opportunità – va regolata con attenzione affinché non ci siano ombre o vuoti normativi che comprometterebbero la certezza della titolarità delle azioni di guida e della conseguente responsabilità in ogni momento.

Luciana Iorio
5. La prima riunione UNRSTF nell’Agosto 2018

Ma non solo: le trasformazioni automotive significative vanno validate da una strategia di più ampio respiro con visioni strutturate a medio e lungo termine. Nella costruzione della nuova mobilità, l’automazione del veicolo è il primo mattone, poi il tutto va sviluppato armonicamente, coordinatamente con una messa a sistema di tutti i fattori e agenti necessari.

Bisogna visualizzare un proprio consono e recettivo ambiente del traffico in cui, tramite una nuova architettura fisica e digitale ITS, ICT e l’implementazione delle potenzialità derivanti dal 5G e oltre, si renderà tangibile e usufruibile la nuova mobilità automatizzata che – ripeto – va vista come un insieme trasformante della qualità della vita e, soprattutto, della sicurezza degli utenti della strada, in primis quelli più vulnerabili.

Al Global Forum e insieme agli altri gruppi di lavoro si lavora per far quadrare tutti gli elementi in senso cronologicamente logico, ma anche e soprattutto affinché il tutto risulti socialmente vantaggioso, senza dimenticare che le linee regolamentari della nuova mobilità devono essere universali, cioè replicabili in tutte le regioni del mondo”.

“S&A”: “L’Agenda 2030 si pone l’obiettivo di costruire una mobilità sicura, sostenibile e inclusiva. A che punto siamo con il programma del decennio in corso?”.

“Luciana Iorio”: “Come dicevamo, le iniziative in agenda del Global Forum seguono in primo luogo l’implementazione dei target 3.6 e 11.2 dell’Agenda 2030, obiettivi legati alla sicurezza su strada e alla qualità della vita negli ambienti urbani. Ma, in effetti, il Global Forum segue in pieno l’Agenda dell’UNECE come Commissione Regionale ONU e, più in generale, le indicazioni strategiche del Segretario Generale ONU, Mr. Antonio Guterres, e del suo Vice, Ms. Amina Mohammed, che è la vera autrice dell’Agenda 2030.

Questo per evidenziare come sia importante il gioco di squadra, il NOI. Così, anche gli obiettivi e i relativi target non sono a sé stanti, ma sono concatenati l’uno all’altro per creare le condizioni ideali per un mondo migliore.

Allora, tornando agli input del Global Forum nell’implementazione dell’Agenda 2030, tutte le azioni previste nel work programme mirano a inquadrare ed a offrire gli strumenti regolamentari, le Linee Guida per realizzare una mobilità sicura che sia precursore di cambiamento, di trasformazione, di progresso.

Ma attenzione: non un progresso meramente economico – che risulterebbe fragile di per sé -, ma progresso articolato per generare stabilità socio-economica e governance, per un benessere collettivo (quello che in Italia abbiamo definito con il BES).

Meeting al Palais des Nations
6. Giorni di Meeting al Palais des Nations

Mobilità sicura, quindi, come strumento di crescita sociale, garantendo – per esempio in zone critiche del pianeta – l’accesso a strade sicure, a opzioni di trasporto affidabili, a opportunità educative, lavorative e a cure mediche. Si arriva così a creare le condizioni per una vita diversa in ambiente urbani riqualificati, inclusivi”.

“S&A”: “Avere in agenda le politiche di sicurezza stradale significa anche portare sicurezza sulle strade del mondo: quali sono i progetti in corso nelle aree a cui vi state dedicando?”.

“Luciana Iorio”: “Infatti è così. Essere Global Forum significa guardare oltre il Palais, oltre il destino storico geografico dell’ECE. In agenda occorre tenere conto anche delle aspettative e delle esigenze di regioni del mondo dove il muoversi in sicurezza su strada è ancora critico a causa di gravi deficit infrastrutturali, ma anche mancanza di policies coerenti e armonizzate che facciano riferimento agli strumenti legali internazionali riconosciuti come le Convenzioni o le Risoluzioni.

Per questo, da anni, lavoriamo al South East Asia Project, in particolare nella collaborazione con il Governo dell’India e il College di Traffic Management (IRTE), con sede a Delhi.

Lavoriamo inoltre con il Gruppo EuroMed, con focus particolare sulle politiche di sicurezza stradale e di efficienza dei trasporti dei Paesi dell’Arco Mediterraneo – dal Marocco alla Siria – per promuovere politiche trasformative, rinascita economica, stabilità sociale e capacità di governance, fondamenti che passano tutti attraverso le politiche di mobilità sicura, accesso alle opportunità e riqualificazione del territorio urbano e rurale.

È facile visualizzare come tutti questi fattori siano prodromici a ogni progresso socio-economico e benessere favorevole alle generazioni di oggi e di domani. Le altre collaborazioni “global” passano attraverso il supporto alla strategia del Fondo delle Nazioni Unite e all’azione dello Special Envoy per la Sicurezza Stradale”.

“S&A”: “Il Fondo per la Sicurezza Stradale delle Nazioni Unite: di cosa si tratta e qual è la sua importanza?”.

“Luciana Iorio”: “Ricordo quando, nell’Aprile 2018, ero alle Nazioni Unite HQ a New York e il Fondo delle Nazioni Unite per la sicurezza stradale (UNRSF) fu lanciato alla presenza del Vice Segretario Generale delle Nazioni Unite, Amina Mohammed…

Si tratta di un Fondo del Sistema ONU regolarmente amministrato dall’Ufficio del Fondo Fiduciario Multipartner (UN MPTF), con sede a New York, che ha un Advisor Board e uno Steering Committee.

La UN Road Safety Fund
7. La mappa della UN Road Safety Fund (photo credit: Press Office UNECE)

Sono stata eletta “Founding Chair”, il primo Presidente dell’Advisory Board: è stata una vera esperienza costruire, dal nulla e con i colleghi del Palais, le basi operative del Fondo: una vera sfida, un dialogo continuo con l’Organismo di controllo, con le altre Commissioni regionali, lunghe riunioni al Palais, discussioni a dir poco vivaci… ma poi ciò che conta è il risultato.

Da non sottovalutare, sia per il Fundraising sia per ogni attività di promozione delle potenzialità di questo Organismo, il fatto che il Fondo ONU per la Sicurezza Stradale ha un Ambasciatore di eccezione – Mr. Jean Todt -, che è l’inviato Speciale della Nazioni Unite (UN Secretary General Special Envoy).

Allora, ci si potrebbe chiedere, perché un Fondo? Non si possono attuare politiche trasformative a favore della mobilità sicura in aree critiche senza investimenti dedicati, progettualità finanziate e i cui risultati sono monitorati dalla Comunità internazionale.

L’attività del Fondo così articolata ha finora visto 15 progetti tematici in aree con criticità importanti: dall’Argentina, al Senegal, alle Filippine, all’Afghanistan.

Questo rende onore ai fondi donati (ad oggi da alcuni Stati Membri, dalla Commissione Europea e Stakeholders): nei posti di intervento, i risultati sono tangibili ed è visibile il passaggio dalla mobilità precaria e pericolosa alla mobilità trasformativa.

I progetti finanziati hanno plasmato le condizioni sorgente, da cui scaturiscono quei prerequisiti strutturali (strade, centri gestione del traffico, training dei guidatori, capacity-building educativi, sistemi di controllo ed enforcement) che poi rendono possibili la cultura della sicurezza su strada, le politiche di governance e di sviluppo, quindi la trasformazione sociale della qualità della vita di cui parlavamo.

In conclusione, vorrei aggiungere che abbiamo otto anni per raggiungere gli obiettivi dello sviluppo sostenibile o almeno per creare delle premesse credibili. È chiaro come le politiche dei trasporti e della mobilità sicura siano attraverso tutti i 17 obiettivi e i 169 target: resta su di noi Policy Makers l’obbligo etico di promuovere la sicurezza su strada, proteggere gli elementi vulnerabili del traffico e aiutare la trasformazione delle aree nelle regioni più fragili del pianeta.

Il concetto del “No one left behind” del momento che viviamo ha la sua eco anche nelle nostre Agende. Come ho detto in un’altra occasione e ripeto al Global Forum, è questo il momento di capitani coraggiosi perché – per citare le parole della poetessa Gorman – “Mentre noi volgiamo gli occhi verso il futuro, la storia tiene gli occhi fissi su di noi””.

Segnaliamo con l’occasione alcuni siti su cui approfondire gli argomenti trattati: https://unece.org/transport/road-traffic-safety, https://unece.org/united-nations-general-assembly-adoptsstrongest-global-road-safety-resolution, https://roadsafetyfund.un.org/ e https://unece.org/projects-2.

Luciana Iorio
8. Luciana Iorio, Presidente del Forum Globale per la Sicurezza Stradale della Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite

Curriculum Vitae di Luciana Iorio

Luciana Iorio ha una Laurea in Giurisprudenza, un MBA e una specializzazione in relazioni diplomatiche e politiche internazionali, in governance pubblica e in sviluppo sostenibile.

Lavora presso il Ministero delle Infrastrutture Sostenibili e della Mobilità Sostenibile (MIMS) in Italia ed è Presidente del Forum Globale per la Sicurezza Stradale della Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite (Global Forum for Road Traffic Safety – WP1, UNECE).

È stata anche Presidente-Fondatrice del Fondo per la sicurezza stradale delle Nazioni Unite. È membro dell’International Advisory Committee del College of Traffic Management, IRTE, a Delhi, India. Ha ricoperto l’incarico di Presidente della giuria del Global Road Safety Film Festival.

Luciana Iorio è regolarmente impegnata con le Università con programmi internazionali di politiche della mobilità, all’avanguardia nel dare forma alla mobilità del futuro, come Belgrado, Birmingham, Delft e Genova.

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