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I minatori del terzo millennio nella infrastruttura più grande del Paese

Il potenziamento dei collegamenti del sistema portuale ligure con le principali linee ferroviarie del Nord Italia e con il resto d’Europa grazie alla galleria di Valico

La galleria di Valico

Il Terzo Valico dei Giovi-Nodo di Genova è una delle infrastrutture più importanti tra quelle oggi in esecuzione in Italia: si tratta di un progetto pensato e realizzato per essere sostenibile e integrarsi con il territorio urbano ed extraurbano, un’opera che amplifica lo sviluppo del nostro Paese, già dalla fase della sua costruzione. Alla sua realizzazione contribuiscono infatti oltre 2.300 Imprese che danno lavoro a circa 5.000 persone, in una filiera composta al 99% da Aziende italiane.

È un’opera monumentale per numeri e mezzi che, nel rispondere alle sfide realizzative di un tracciato in gran parte sotterraneo, mette in campo tecnologie all’avanguardia e il lavoro di Ingegneri e Personale di alto profilo.

Una volta ultimata, con i suoi 53 km complessivi, accrescerà la competitività dell’Italia, conferendole maggiore centralità nei collegamenti transeuropei e permetterà l’integrazione della rete di Genova e del suo porto, rendendolo sempre più funzionale come hub internazionale, grazie alle interconnessioni verso Torino, Milano e l’Europa.

Per approfondimenti sulla storia pregressa, si vedano gli articoli pubblicati sui fascicoli n° https://www.stradeeautostrade.it/ferrovie-e-metropolitane/punto-sul-terzo-valico/ e n° con https://www.stradeeautostrade.it/ferrovie-e-metropolitane/terzo-valico-lopera-si-fara-ma-con-qualche-modifica/.

infrastruttura più grande del Paese
1. I dati del cantiere

In termini di sostenibilità, favorirà una riduzione del 33% dei tempi di percorrenza tra Genova e Milano, con conseguente riduzione del 55% delle emissioni di CO2 rispetto al trasporto su gomma.

Genova e il suo porto diventeranno una porta privilegiata per le merci e il loro transito, dal mare al cuore produttivo dell’Italia. Potranno partire 100 treni al giorno verso Piemonte, Lombardia e Veneto, regioni al cui interno viene movimentato il 50% delle merci nazionali e prodotto il 45% del PIL del Paese.

Per il tessuto produttivo italiano si apriranno nuove possibilità di sviluppo verso l’Europa e oltre: il Terzo Valico dei Giovi sarà una tratta strategica della Corridoio Reno-Alpi, rete ferroviaria europea ad Alta Velocità che collegherà il Mediterraneo al Mare del Nord. 

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2. L’allargo del canalone interno all’imbocco Sud della galleria di valico presso Fegino

Raggiunto il 75% degli scavi in galleria

Nel cantiere del progetto unico Terzo Valico dei Giovi-Nodo di Genova si scava giorno e notte: a poche ore dall’anniversario di Santa Barbara – patrona tra gli altri anche dei minatori – che si festeggia il 4 Dicembre, è avvenuto infatti il breaktrough della canna GN14C lungo il binario pari della galleria Polcevera-Fegino.

Una volta completata l’opera, ad esempio la distanza tra Genova e Milano sarà coperta in meno di un’ora e il Capoluogo ligure sarà collegato con Venezia in poco più di tre ore e con il Nord Europa fino a Rotterdam attraverso una linea veloce e sostenibile.

L’opera, realizzata dal General Contractor guidato da Webuild (Capofila del Consorzio Cociv) per conto di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane), sotto l’egida del Commissario Straordinario di Governo Calogero Mauceri, raggiunge così il 75% circa degli scavi in galleria, mettendo di fatto in collegamento oltre 22 km di scavo sotterraneo nella tratta ligure del Terzo Valico.

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3. Il momento del breakthrough della galleria Serravalle avvenuto il 16 Aprile 2021

Il progetto permetterà non soltanto la riduzione dei tempi di spostamento ma anche una notevole riduzione dell’inquinamento: rispetto al trasporto su gomma, il treno permette infatti di abbattere del 29% i consumi energetici e del 55% le emissioni di CO2, mentre nei confronti del trasporto su nave i tempi di percorrenza si abbattono del 56% e del 71% si ridurranno le emissioni di anidride carbonica.

Il cantiere di Fegino ospita anche la galleria Campasso e i due rami dell’interconnessione di Voltri, fondamentale per le merci da e per il porto di Genova che – grazie a un complesso intreccio di gallerie di circa 8 km – saranno messi in collegamento con il Terzo Valico.

L’interconnessione è anche necessaria al collegamento delle opere relative al nodo di Genova, i cui cantieri sono ripartiti con Webuild lo scorso anno e consentiranno il transito delle merci che arrivano al porto.

Nell’occasione del festeggiamento di Santa Barbara, “Strade & Autostrade” ha approfondito alcuni dettagli di questo importantissimo traguardo con l’Ing. Giuseppe Irace, Direttore del Tronco di Genova di Webuild per la progettazione e la costruzione del Progetto Unico Terzo Valico Nodo di Genova.

  • infrastruttura più grande del Paese
    4A Il diaframma GN23E
    4A. L’abbattimento del diaframma GN23E - GN15B il 17 Luglio 2021
  • infrastruttura più grande del Paese
    4B Il diaframma GN23E
    4B. L’abbattimento del diaframma GN23E - GN15B il 17 Luglio 2021
“Strade & Autostrade”: “Quali gallerie compongono il nodo di Genova e come sarà strutturato?”.

“Giuseppe Irace”: Gli interventi previsti nell’ambito del cantiere del nodo di Genova consentiranno il potenziamento delle linee ferroviarie afferenti alla città di Genova, attraverso l’integrazione delle linee esistenti con nuovi tracciati e l’adeguamento e il potenziamento di strutture e impianti esistenti.

Nel dettaglio, è previsto il sestuplicamento delle linee tra la stazione di Genova Piazza Principe e Genova Brignole e il quadruplicamento della linea Genova-Ventimiglia tra le stazioni di Genova Voltri e di Genova Sampierdarena.

Per consentire il quadruplicamento della linea Genova-Ventimiglia è in corso di realizzazione un nuovo tracciato alternativo alla linea costiera che da Genova Voltri, mediante il prolungamento dell’esistente Bretella di Voltri fino a Bivio Polcevera, consentirà un nuovo collegamento tra le due stazioni Genova Voltri e Genova Sampierdarena e l’interconnessione del Terzo Valico con il porto Prà-Voltri, attraverso la costruzione di una nuova galleria naturale a doppio binario (galleria Polcevera) di 2,167 km.

Inoltre, il collegamento tra le due principali stazioni di Genova, Genova Piazza Principe e Genova Brignole, che attualmente avviene attraverso due gallerie a doppio binario denominate Traversata Nuova e Traversata Vecchia, verrà potenziato con la realizzazione di due nuovi binari dedicati esclusivamente al traffico regionale/metropolitano.

minatori
5. Il nodo del cantiere di Brignole

Il sestuplicamento si realizzerà mediante il completamento di due gallerie ferroviarie a singolo binario: la galleria Colombo per il binario dispari (direzione Est) e la galleria San Tomaso per il binario pari (direzione Ovest).

Nel dettaglio, il potenziamento della linea ferroviaria avviene mediante la realizzazione delle seguenti gallerie naturali, la cui realizzazione è stata affidata da RFI – Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) in qualità di committente dell’opera al Contraente Generale guidato da Webuild, con il supporto della Società di Ingegneria Italferr (Gruppo FS Italiane) in qualità di Alta Sorveglianza e Direzione Lavori:

  • galleria a singolo binario Nuova San Tomaso di lunghezza complessiva 1,500 km, scavata con impiego di fresa ad attacco puntuale;
  • galleria a singolo binario Nuova Colombo di lunghezza complessiva 1,409 km, scavata con impiego di fresa ad attacco puntuale;
  • galleria a doppio binario Polcevera di lunghezza complessiva 2,167 km, scavata con metodo tradizionale mediante l’utilizzo di martellone e di esplosivo.

A supporto della linea è previsto l’adeguamento degli impianti e la realizzazione dei tratti all’aperto che consentiranno il collegamento delle nuove linee alle linee esistenti”.

“S&A”: “Qual è lo stato avanzamento lavori?”.

“GI”: “Ad oggi (Gennaio 2022, NdR) è stato completato lo scavo galleria a singolo binario Nuova San Tomaso e anche lo scavo della galleria a singolo binario Nuova Colombo è stato quasi ultimato. Sono da completare inoltre 405 m di scavo della galleria a doppio binario Polcevera.

  • La galleria San Tomaso
    6A La galleria San Tomaso
    6A. La galleria San Tomaso alla data del 21 Dicembre 2021
  • Il breakthrough della galleria San Tomaso
    6B Il breakthrough della galleria San Tomaso
    6B. Il momento del breakthrough della galleria San Tomaso il 21 Dicembre 2021

Per quanto riguarda le opere di adeguamento delle linee, sono in corso di realizzazione gli interventi propedeutici dei tratti all’aperto che consentiranno rispettivamente il collegamento della Bretella di Voltri, attraverso la galleria Polcevera, alle linee esistenti Ovadese e Succursale e il collegamento delle stazioni di Genova Brignole e Genova Porta Principe sotterranea con le nuove gallerie Nuova San Tomaso e Nuova Colombo”.

“S&A”: “In particolare, può dare ulteriori dettagli sull’evento del 2 Dicembre e perché non il giorno 4?”.

“GI”: “L’intervento del 2 Dicembre ha rappresentato il completamento dei lavori di collegamento delle gallerie dei cantieri di Fegino e Polcevera. La demolizione dell’ultimo diaframma esistente tra i due cantieri – in particolare “interconnessione binario pari” – è stata eseguita in coerenza con il programma di esecuzione che ne ha visto il completamento il 2 Dicembre, due giorni prima della festività di Santa Barbara”.

L’esperienza di chi lavora sul campo e ascolta la montagna

I minatori del terzo millennio – Ingegneri, Tecnici, operai esperti – sono oggi al lavoro nelle gallerie del Terzo Valico: 37 dei 53 km della nuova linea si sviluppano infatti interamente sottoterra.

La galleria Polcevera
7. Il nodo del cantiere della galleria Polcevera

Giorno dopo giorno, sono i minatori stessi a segnare sulle lavagne del campo base i risultati degli avanzamenti. 4,5 m al giorno nei fronti con esplosivo: tanto viene scavato in galleria quotidianamente (la montagna non si lascia conquistare facilmente…), per un totale di 300-400 m alla settimana tra tutti i fronti di scavo attivi.

“Qui si lavora su quattro turni – racconta Giorgio Bocchino, da oltre 30 anni con il Gruppo Webuild e oggi Capo del cantiere di Fegino -: un turno riposiamo e tre lavoriamo, notte e giorno, sabato e domenica”.

Ai turni partecipa anche Giulia Sarni, un giovane Ingegnere di appena 30 anni, arrivata al Terzo Valico poco dopo essersi laureata. Oggi è un’addetta all’Ufficio Tecnico e impara i segreti del cantiere da chi, dentro le gallerie, ha trascorso un pezzo importante della propria vita.

“Mi sono laureata nel Dicembre del 2019 – racconta – e un mese dopo ho fatto un colloquio per poter svolgere un tirocinio all’interno di quest’opera. Una volta entrata, sono stata accolta benissimo da tutte queste persone con grandissima esperienza”.

“In questo cantiere non c’è una galleria soltanto ma ben sei, sette come in una miniera! – prosegue Bocchino -; dentro i tunnel di Fegino si scava anche con il jumbo, un enorme macchinario dalle sembianze di un robot dotato di tre braccia che assomigliano a lance lunghe fino a 4 m.

Un minatore del terzo millennio
8. Uno dei minatori del terzo millennio

Le lance penetrano la roccia al fronte di scavo realizzando un centinaio di fori all’interno dei quali vengono poi inseriti 300 kg di esplosivo. Ed è qui che entrano in azione i Fuochini, che qualcuno oggi chiamerebbe Artificieri: sono gli abitanti delle gallerie da tempi lontani, esperti di esplosivo e di esplosioni, uomini capaci di calcolare alla perfezione la detonazione necessaria per far saltare quintali e quintali di roccia.

Dopo circa un’ora e mezza di caricamento, la galleria si svuota e rimangono soltanto loro con il compito di tracciare la linea di tiro e di effettuare la volata. Un istante di silenzio, poi una grande esplosione.

Ci vogliono, poi, un paio di ore prima che le gallerie tornino accessibili mentre gli enormi impianti di aerazione spingono i fumi dell’esplosione e la polvere facendola rifluire all’esterno della montagna, attraverso il tunnel scavato e fino all’imbocco della galleria.

Il fronte maggiormente complesso degli scavi, oggi, è lungo quella che viene chiamata la ZSV, la Zona Sestri Voltaggio, ovvero la linea di separazione che divide le Alpi dagli Appennini. In questa cicatrice invisibile, frutto di milioni di anni di lacerazioni della crosta terrestre, si concentrano i segni degli eventi geologici che hanno dato vita a quell’assetto orografico che separa la costa ligure dalla Pianura Padana.

Il camerone della galleria di Valico
9. Il camerone della galleria di Valico

Gli uomini al lavoro sono chiamati a confrontarsi con dolomie, sedimenti di antichi oceani scomparsi, relitti di magmi raffreddati, ma anche rocce amiantifere, gas e acqua imprigionati tra gli ammassi rocciosi.

Qui lo scavo avviene con il metodo tradizionale, perché sarebbe troppo rischioso portare una TBM. E quindi fondamentale è l’esperienza e la capacità degli uomini, addestrati ad “ascoltare” la montagna, percepire e interpretare i segnali della roccia.

In quello che è uno dei contesti geomeccanici maggiormente complessi al mondo, però, si continua a scavare senza sosta per collegare tutte le gallerie dove passerà il treno veloce, capace di unire Genova a Milano in meno di un’ora.

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