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Il futuro sostenibile è già qui

Ferrovie Emilia Romagna: avviata nel Reggiano l’elettrificazione delle prime linee prioritarie

L’elettrificazione delle prime linee da GCF

Stazione di Ciano d’Enza, lunedì 20 Settembre, ore 20:35. Sullo sfondo di un cielo nuvoloso particolarmente buio si staglia la silhouette di due operai specializzati che, dal cestello giallo dell’autoscala motorizzata, provvedono a fissare il primo ormeggio al portale in acciaio, là dove la ferrovia ha inizio.

Con manovre esperte assicurano agli speciali dispositivi di tensionamento una fune portante in rame di 120 mm2 e due fili di contatto di 100 mm2, in rame e argento, che poco più avanti sono avvolti sulle grandi bobine di un carro di tesatura frenata.

A terra, tra i binari e sui motocarrelli, una ventina di operai in divisa arancione, ognuno intento alle ultime, meticolose operazioni preparatorie.

Poco più in là, con giubbetto giallo, un gruppo attento di Dirigenti e Addetti FER: un occhio allo spettacolare convoglio di tesatura della GCF – Generale Costruzioni Ferroviarie, l’altro alle manovre preliminari in corso.

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1. L’ormeggio iniziale alla stazione di Ciano d’Enza (RE)

Una decina di minuti e il locomotore si mette in marcia scandendo il ritmo dei diversi componenti del treno di tesatura. Mezzi e uomini, sincronizzati e con progressione costante, concorrono a tesare la nuova e moderna linea TE: fissando la fune all’isolatore portante delle mensole, assicurando i fili di contatto ai bracci di poligonazione, disponendo con cura e serrando veloci gli innumerevoli “pendini”, i cavetti in rame che – oltre ad assicurare la connessione elettrica tra la corda e i fili – mantengono la linea dei fili di contatto perfettamente orizzontale, a 5,20 m dal piano del ferro.

Poco meno di un’ora e il convoglio prosegue oltre la stazione lasciandosi alle spalle la nuova linea TE.

La prima notte di tesatura della Ciano-Reggio Emilia è qualcosa di più di un primo passo: è l’atto ufficiale con cui si entra nella fase conclusiva – per questa linea reggiana – dell’ambizioso programma di elettrificazione delle linee ferroviarie regionali dell’Emilia Romagna.

Il piano dell’Emilia per la sostenibilità delle ferrovie

Mobilità sostenibile è la parola chiave. Dopo che la “cura del ferro” ha consentito di rinnovare interamente, in due anni, la flotta dei treni facendo guadagnare all’Emilia il podio di Regione con il parco rotabile più giovane d’Europa, ora il nuovo Piano ferroviario regionale si rivolge all’infrastruttura al fine di rendere le linee ferroviarie più sicure, moderne e competitive, tanto da rendere il trasporto ferroviario sempre più alternativo al mezzo privato, a tutto vantaggio dell’ambiente.

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2. Il carro di tesatura in fase di partenza

“Se vogliamo contrastare gli effetti del cambiamento climatico – aveva sottolineato annunciando il Piano ai Media il Presidente della Regione, Stefano Bonaccini, la scorsa primavera – abbiamo bisogno di intervenire sulle infrastrutture ferroviarie per renderle più adeguate e sicure. Per questo stiamo investendo: per promuovere sempre più l’uso del mezzo collettivo per i nostri viaggi quotidiani, che siano per il lavoro, lo studio o il tempo libero”.

Tre sono gli assi su cui si sviluppa il Piano da 325 milioni in quattro anni:

  • sicurezza: 118,5 milioni per dotare tutta la rete ferroviaria regionale del sistema controllo marcia treno (SCMT) e per la soppressione dei troppi passaggi a livello, causa frequente di incidenti;
  • ricucitura Urbana: 124,7 milioni che, a Bologna e Ferrara, consentiranno di procedere all’interramento delle tratte urbane, rispettivamente, delle linee Bologna-Portomaggiore e delle Ferrara-Ravenna e Ferrara-Codigoro;
  • transizione ecologica: 81 milioni per l’elettrificazione delle linee regionali, con priorità per le tre reggiane: la Reggio Emilia – Ciano (11,6 milioni, con termine cantiere previsto per Dicembre 2021), la Reggio Emilia-Guastalla (5,6 milioni, termine primavera 2022) e la Reggio Emilia-Sassuolo (5,9 milioni, termine estate 2022). A seguire, la Guastalla-Suzzara (15,2 milioni), la Suzzara-Poggio Rusco (23 milioni) e la Parma-Guastalla (20 milioni).
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3. La vecchia cisterna per i treni a vapore e la nuova linea TE in costruzione

I benefici attesi della transizione ecologica

“L’elettrificazione delle linee ferroviarie – spiega Fabrizio Maccari, Ingegnere FER, Responsabile Area Tecnica – comporterà, come primo risultato, il concretizzarsi dell’interoperabilità completa, anche a livello di trazione, tra la rete regionale e quella nazionale.

Inoltre, sempre per quanto concerne il Servizio Trasporto Pubblico Locale Ferroviario regionale, indubbi benefici deriveranno dall’impiego di treni elettrici che sono maggiormente performanti in termini di comfort a bordo e ripresa, peculiarità particolarmente apprezzabile su linee caratterizzate da un’alta densità di stazioni e fermate”.

Oltre al miglioramento dei tempi di percorrenza, della qualità del servizio e all’incremento dei passeggeri – il numero dei fruitori del trasporto regionale (circa 45 milioni l’anno) è già in costante crescita, segno del gradimento che un trasporto ferroviario efficiente incontra anche su scala locale -, dall’elettrificazione ferroviaria ci si attendono, inoltre, consistenti ricadute ambientali sia in termini di drastiche riduzioni di emissioni inquinanti da parte dei treni elettrici, sia per quanto concerne l’inquinamento acustico.

In particolare, la rumorosità prodotta dai treni elettrici in fase di corsa del treno come di manovra a bassa velocità è, a confronto con le emissioni sonore delle motrici diesel, praticamente irrilevante.

Molte le attese, dunque, e molti i risultati che, presto, saranno tangibili lungo i circa 80 km delle tre linee prioritarie del Reggiano che, aggiudicatrice dell’appalto, la GCF – Generale Costruzioni Ferroviarie sta provvedendo, elettrificandole, a renderle idonee al trasporto sostenibile del prossimo futuro.

La tesatura sul ponte
4. La tesatura sul ponte adiacente via Val d’Enza

Gli interventi prioritari per l’elettrificazione: le linee del Reggiano

“I lavori per la completa elettrificazione delle linee oggetto dei contratti applicativi – conferma Filippo Sasso, Project Manager GCF – procedono a tamburo battente.

Dopo la tesatura dei 27 km della Reggio-Ciano, linea a binario unico attrezzata con 800 pali dotati di mensole in alluminio di tipo Omnia, contiamo di avviare a breve la tesatura dei 25 km della ferrovia Reggio-Guastalla, già attrezzata con pali in acciaio LSU e mensole Omnia e la cui consegna è prevista per la prossima primavera. Ultima consegna in programma, entro l’estate 2022, la Reggio-Sassuolo, ulteriori 22 km di linea dotata di 750 sostegni attrezzati con mensole Omnia”.

Tra le opere aggiudicate e in corso di realizzazione da parte di GCF anche una cabina TE e due sottostazioni elettriche, tutte dotate di moderni sistemi di diagnostica SCADA.

Mentre la Reggio-Ciano sarà alimentata “a sbalzo”, le altre due linee reggiane avranno infatti una doppia alimentazione assicurata, a Reggio Emilia, da una nuova cabina TE a servizio di ciascuna tratta oltre che, a Dinazzano (per la Reggio-Sassuolo) e a Guastalla, da una sottostazione elettrica: “In pratica – spiega Alessandro Severi, Responsabile Costruzioni SSE di GCF – per sottostazione si intende quell’insieme di apparecchiature che provvedono a prelevare energia elettrica dal Gestore – in questo caso ENEL – a trasformarla da 15 kV in corrente alternata a 3kV in corrente continua e, infine, attraverso l’uscita di pali con sezionatori di prima fila, a immetterla nella linea di contatto per l’alimentazione dei treni elettrici”.

Il fissaggio della fune
5. Il fissaggio della fune all’isolatore portante delle mensole

A Guastalla, dove i lavori sono ormai terminati, per ospitare il complesso sistema della SSE (il quadro di media distribuzione, il comparto di trasformazione con i due gruppi da 3,6 mW, i raddrizzatori, le celle filtro e il dipartimento degli alimentatori ne costituiscono le componenti principali), si è scelto di rinnovare un vecchio edificio lato ferrovia, non distante dalla stazione, in stato di abbandono da oltre 20 anni.

“Il progetto GCF – sottolinea il Direttore di cantiere Antonio Rauso – ha voluto privilegiare il recupero edilizio ed il riuso di un vecchio fabbricato della FER che un tempo era adibito dalle Ferrovie Padane ad officina di manutenzione dei treni.

Una scelta di valorizzazione che ha evitato la costruzione di nuovi fabbricati e che ci è parsa in sintonia con l’obiettivo di sostenibilità che ha ispirato l’intero Piano della Regione”.

Intanto sono già terminati, nel Bolognese, i lavori di elettrificazione eseguiti da GCF lungo la Budrio-Mezzolara: un tratto di 3,5 km di linea che, dopo l’inondazione del 2019, è stato sopraelevato, messo in sicurezza e consegnato alle nuove locomotrici elettriche.

FER (Ferrovie Emilia Romagna)

FER (Ferrovie Emilia Romagna) dal 1° Febbraio 2012 è il Gestore unico della rete ferroviaria regionale di 364 km a servizio del mercato di trasporto passeggeri e merci con 52 stazioni e 68 fermate viaggiatori e otto punti di carico e scarico merci risultando il secondo Gestore di infrastruttura ferroviaria del Paese per estensione di rete.

Dal 2016, FER Srl è diventata una Società unipersonale sottoposta al controllo totale della Regione Emilia-Romagna, Socio unico che detiene il 100% del capitale sociale.

Il castello di Rossena
6. Il suggestivo profilo del castello di Rossena

Per tutte le immagini, photo credit: Meo Nallino

Dati tecnici

  • Stazione Appaltante: Ferrovie Emilia Romagna Srl
  • Contraente Generale: GCF – Generale Costruzioni Ferroviarie SpA
  • Project Manager: Ing. Filippo Sasso
  • rogetto esecutivo: Sistema Ingegneria
  • RUP: Ing. Fabrizio Maccari
  • Direzione dei Lavori: Ing. Andrea Rufini
  • Responsabile Sicurezza: Ing. Cesare Guidetti
  • Direzione di Cantiere: Ing. Antonio Rauso
  • Esecutori dei Lavori: GCF – Generale Costruzioni Ferroviarie SpA
  • Subappaltatori: HiTec Srl
  • Importo dei lavori: 15.952.187,59 Euro
  • Data di consegna: Aprile 2020
  • Data di ultimazione: Giugno 2022

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