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Matts-Åke Belin: l’uomo che… fa della sicurezza la sua visione

Uomini che hanno fatto tanta strada: intervista in esclusiva a Matts-Åke Belin, Direttore della Vision Zero Academy presso l’Amministrazione dei Trasporti svedese

sfondo intervista

  Vision Zero – For English version: https://www.stradeeautostrade.it/en/front-page-interviews/matts-ake-belin-the-man-who-makes-safety-his-vision/

Il 16 Novembre 2020, la nostra Redazione ha presenziato al Webinar – organizzato in modalità online causa pandemia – dal titolo “Sicurezza stradale: Obiettivo zero vittime”, terzo appuntamento nell’ambito di un ciclo formativo dedicato ai vari settori specialistici del mondo delle strade e della sicurezza stradale.

Il tema della sicurezza è stato, ovviamente, al centro delle discussioni dei Relatori dell’evento, organizzato da ANAS SpA (Gruppo FS Italiane) in collaborazione con PIARC Italia (Associazione mondiale della strada).

In quell’occasione, “Strade & Autostrade” ha avuto modo di apprezzare – tra gli altri – il messaggio così cruciale lasciato dal Dott. Matts-Åke Belin, Direttore della Vision Zero Academy presso l’Amministrazione dei Trasporti svedese.

Gli incidenti stradali con vittime rappresentano un grave problema di salute pubblica a livello mondiale: l’OMS (Organizzazione Mondiale per la Sanità) ha infatti stimato che ogni anno nel mondo muoiono 1,35 milioni di persone per incidenti stradali, che rappresentano l’ottava causa di mortalità.

Tra i giovani compresi tra i cinque e i 29 anni, gli incidenti stradali sono il primo motivo di mortalità nel mondo intero.

In passato si pensava che morire in un incidente stradale fosse quasi una fatalità rispetto alla quale non si potesse fare molto: dipendeva un po’ da ciascuno di noi, in quanto utenti individuali, fare del nostro meglio per sopravvivere in una situazione pericolosa. Anche se non veniva detto in modo esplicito, l’idea era che si sarebbero dovute accettare delle fatalità e che questo fosse il prezzo da pagare per la mobilità.

Ad un certo punto, però, in molti Paesi si è cominciato a pensare che si dovesse fare qualcosa per trovare una soluzione; benché si ritenesse che non si potesse eliminare completamente il rischio, mitigarlo gradualmente sarebbe stato già un buon risultato: non era infatti più accettabile che delle persone fossero uccise o subissero lesioni gravi nel momento in cui percorrevano una strada.

Vision Zero
1. Misure per la riduzione della velocità (photo credit: Kerstin Ericsson, Trafikverket – Swedish Transport Administration)

Così, il Parlamento svedese è stato di fatto il primo al mondo ad affrontare la questione in modo attivo ed esplicito adottando, nel 1997, il progetto “Vision Zero”. Quando “Vision Zero” fu avviato, la Svezia registrava un tasso di mortalità di sette vittime ogni 100.000 abitanti: in 20 anni, l’indice è sceso a due vittime ogni 100.000 abitanti.

Si sta quindi assistendo alla diffusione di “Vision Zero” nel mondo intero, sia come politica che come strategia e si percepisce una volontà di reazione che ha del rivoluzionario.

Tra l’altro, la dichiarazione finale della Terza Conferenza mondiale ministeriale organizzata a Stoccolma nel Febbraio 2020 cita “Vision Zero”, promuovendo tale modalità di approccio nei confronti della sicurezza stradale.

A fronte di questo incontro, che ha visto come centrale una tematica che anche per “S&A” è fondamentale, abbiamo pensato di approfondire il discorso direttamente con Matts-Åke Belin, Direttore della “Vision Zero Academy” presso l’Amministrazione dei Trasporti svedese.

L’Academy, che è un centro di conoscenza globale con lo scopo generale di diffondere la conoscenza di “Vision Zero”, supporta e collabora con diverse parti interessate in tutto il mondo per i sistemi di trasporto su strada sicuri.

“Strade & Autostrade”: “Come spiegherebbe ai nostri lettori l’essenza della “Vision Zero (VZ) Strategy”?”.

“Matts-Åke Belin”: “Vision Zero è stato adottato dal Parlamento svedese nel 1997 come obiettivo a lungo termine per quanto riguarda la sicurezza stradale. L’anno prossimo celebreremo il 25esimo anniversario. In poche parole, Vision Zero è un imperativo etico, il quale afferma categoricamente che non possiamo accettare che le persone vengano uccise o gravemente ferite mentre si spostano da un luogo A a un luogo B.

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2. Una strada con barriera mediana (photo credit: Kerstin Ericsson, Trafikverket – Swedish Transport Administration)

Vision Zero è anche una nuova strategia di sicurezza stradale che si differenzia dagli approcci tradizionali. Secondo Vision Zero, le morti e gli incidenti gravi sono causati dagli errori e dai fallimenti del sistema piuttosto che dall’incapacità o dalla volontà dei singoli utenti della strada.

Gli esseri umani commetteranno sempre errori: pertanto, invece di puntare alla creazione di individui perfetti che si comportano sempre correttamente, il sistema stradale deve compensare alle mancanze delle persone.

Quindi, secondo Vision Zero la responsabilità ultima in merito al livello di sicurezza è di chi, a livello professionale, ha impatto su progettazione, manutenzione e utilizzo del sistema stradale di trasporto.

Certamente i singoli utenti della strada continuano ad essere responsabili del proprio comportamento ma se morti e incidenti gravi continuano ad accadere, la responsabilità della sicurezza ricade su tutti i Professionisti del settore, che dovranno fornire ulteriori aiuti agli utenti della strada”.

“S&A”: “Qual è stato lo strumento principale che ha permesso a “Vision Zero Strategy” di ridurre drasticamente in 20 anni le morti per incidenti stradali?”.

“MAB”: “Per ottenere un sistema sicuro bisogna mantenere il controllo sulle energie dannose. Gli esseri umani hanno una discreta tolleranza nei confronti dell’energia cinetica, pertanto il compito più importante per noi Professionisti è assicurarci che gli utenti della strada non siano esposti a queste energie dannose.

Sulla base di quanto esposto, la Svezia ha implementato un buon numero di contromisure, come strade 2+1 con barriere intermedie in gran parte della nostra rete rurale, interventi per ridurre il traffico in aree urbane, riduzione del limite di velocità in aree sia urbane che extraurbane e telecamere che supportino il rispetto di tali limiti”.

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3. Utenti della strada vulnerabili (photo credit: Kasper Dudzik, Trafikverket – Swedish Transport Administration)
“S&A”: “In Svezia lavorare in sicurezza è parte della cultura: non teme che in altri Paesi potrebbe essere più difficile introdurre il concetto di VZ?”.

“MAB”: “È vero, la sicurezza è tenuta in grandissima considerazione all’interno della nostra società, ma credo che questo sia altrettanto in tutte le altre comunità. Nessuno vuole perdere la vita o quella dei propri cari né rimanere disabile a causa di un incidente stradale. Per questo motivo Vision Zero si sta diffondendo a gran velocità in tutto il mondo”.

“S&A”: “Le “zona 30” che molti Comuni italiani stanno adottando potrebbero essere già un sufficiente contributo alla “Vision Zero”?”.

“MAB”: “Sì, ma è importante assicurarsi che non ci siano limiti di velocità superiori a 30 km/ora in ogni area/incrocio in cui si verifichi una mescolanza di utenti stradali protetti e non protetti.

In contesti in cui si crei conflitto tra auto e pedoni/ciclisti, i bisogni degli utenti vulnerabili dovrebbero essere considerati prioritari”.

“S&A”: “Esiste una tendenza a realizzare piste ciclabili semplicemente dipingendo una striscia gialla a lato della carreggiata, sostenendo inoltre di ottenere velocità veicolari minori (a causa della sezione più ridotta della carreggiata stessa). È secondo lei una soluzione percorribile?”.

“MAB”: “Sì, in base all’”Handbook of Road Safety Measures”, probabilmente il più importante documento collettivo per quanto riguarda la sicurezza stradale (https://books.google.se/books/about/The_Handbook_of_Road_Safety_Measures.html?id=JuTAZmIseeAC&redir_esc=y, mentre https://www.tshandbok.no/del-2/1-vegutforming-og-vegutstyr/doc617/ per la versione norvegese aggiornata) sembra che tutti gli infortuni vengano ridotti del 22% e sì, se la configurazione è appropriata si ridurrà anche la velocità per i veicoli a motore”.

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4. Un dosso – dissuasore di velocità – fuori da una scuola (photo credit: Thomas Berggren, City of Gothenburg)
“S&A”: “Riallacciandosi alla domanda precedente, a suo parere, c’è il rischio che si scivoli verso la demagogia perdendo di vista il fine ultimo?”.

“MAB”: “No, ma potrebbe pensarlo chi non è aggiornato sul tema delle corsie speciali per le biciclette”.

“S&A”: “Un vecchio detto recita che sia meglio prevenire che curare: potrebbe essere uno slogan per “VZ”?”.

“MAB”: “Non vogliamo utilizzare uno slogan per il programma svedese “Vision Zero”, poiché si tratta di un obiettivo a lungo termine e di una strategia di sicurezza stradale basata sui fatti”.

“S&A”: “Il fattore umano è tra le principali cause incidentali e tale valore è in continua crescita (anche, per esempio, per l’uso di cellulari et similia alla guida): come si può intervenire?”.

“MAB”: “Certamente è vero che i fattori umani siano la causa principale di incidenti stradali, ma non sono la causa principale di decessi e gravi infortuni. È il modo in cui progettiamo il sistema che determina se un errore umano finirà o meno in tragedia.

Ad esempio, perché a un individuo è permesso mandare un messaggio mentre è alla guida a velocità superiore ai 30 km/ora? Perché il telefono cellulare non inibisce la funzione di messaggistica? Tecnologicamente parlando, sarebbe possibile”.

“S&A”: “L’uomo sbaglia, ma può anche essere indotto a fallire: qual è il valore di una segnaletica realizzata a norma di Codice e ben mantenuta?”.

“MAB”: “Se funziona va bene; se non funziona, è compito di noi Professionisti del settore rimetterci al tavolo e riprogettare”.

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5. Telecamere di sicurezza per il traffico (photo credit: Kerstin Ericsson, Trafikverket – Swedish Transport Administration)
“S&A”: “Non basta imporre una velocità ridotta: bisogna anche farla rispettare. Sanzioni a parte, come si può intervenire a livello progettuale?”.

“MAB”: “La Svezia ha uno dei più grandi sistemi di telecamere per il traffico al mondo per rapporto telecamere/abitanti ma comminiamo poche multe. Questo perché le telecamere di per sé spingono gli individui a rispettare i limiti di velocità: nei tratti in cui sono state installate queste tecnologie, il rispetto del limite di velocità aumenta dal 50 al 90% e la percentuale sale ancora di più nei tratti in cui – tra i vari sistemi – sono stati installati anche i dissuasori di velocità”.

“S&A”: “A suo giudizio, Norme più stringenti nel Codice della Strada potrebbero contribuire a raggiungere l’impegno che prevede, entro il 2030, il dimezzamento del numero dei morti?”.

“MAB”: “Sì, potrebbero aiutare a migliorare un poco la situazione, ma nell’ottica di “Vision Zero” non è una soluzione sostenibile sul lungo periodo”.

“S&A”: “Potrebbe essere vantaggioso inserire, nei Bandi di gara, elementi di premialità che conducano alla ricerca di ulteriori soluzioni pro-VZ?”.

“MAB”: “Questo è decisamente uno dei modi più promettenti per migliorare la sicurezza. Non solo per quanto riguarda riconoscimenti e premi ma anche per i normali processi di approvvigionamento.

È grazie ai processi di approvvigionamento che, per esempio, in Svezia il 90% degli autobus dedicati alle scuole e i taxi hanno installato Alcolocks (i Comuni si affidano alle Compagnie di trasporti per questo tipo di mezzi)”.

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6. Strisce pedonali rialzate e corsia dedicata ad autobus e tram separata da un sistema di protezione per la sicurezza in area urbana (photo credit: Thomas Berggren, City of Gothenburg)
“S&A”: “Esistono anche categorie di persone che lavorano sulla strada (si pensi ad esempio alla segnaletica stradale, agli asfalti, alle Forze dell’Ordine…): è possibile trovare una strategia per proteggere anche queste persone, oltre agli utenti?”.

“MAB”: “Sì, si tratta anche in questo caso di soggetti vulnerabili. Per questo motivo è importante rendere prioritaria la loro necessità di sicurezza, abbattendo quegli elementi che possano creare loro del danno. Barriere e interventi per la riduzione della velocità hanno un’importanza primaria”.

“S&A”: “Che consiglio darebbe a un Amministratore di strade italiano?”.

“MAB”: “Ne darei molti: innanzitutto, gli Amministratori delle strade sono i principali portatori di interessi all’interno di “Vision Zero”. In secondo luogo, sono loro che – tramite la progettazione degli ambienti – hanno controllo sulle condizioni basilari di sicurezza per veicoli e utenti. Terzo, grazie alle loro possibilità e ai ruoli che ricoprono, sono anche i più importanti integratori del sistema e questo, nel processo di digitalizzazione del sistema stradale di trasporto, d’ora in avanti sarà particolarmente importante.

Gli Amministratori sono fondamentali anche in quanto compratori di sistemi di trasporto e per l’utilizzo del sistema stradale da parte dei propri Dipendenti. Chi amministra le strade dovrebbe, dunque, attuare politiche di sicurezza importanti per gli Appaltatori e per il proprio Personale”.

Il cammino è ancora lungo sul fronte italiano: non tenendo conto del 2020 – che giocoforza ha rilevato un drastico calo degli incidenti dovuto al ridotto numero di veicoli in circolazione durante la pandemia data da Covid-19 -, secondo l’ultimo rapporto ISTAT, nel 2019 sono stati 172.183 gli incidenti stradali con lesioni a persone in Italia, in lieve calo rispetto al 2018 (−0,2%), con 3.173 vittime e 241.384 feriti.

Tra le principali cause di incidentalità restano prevalenti la guida distratta, l’eccesso di velocità e il mancato rispetto della distanza di sicurezza. Resta comunque saldo il primario obiettivo di ridurre del 50% – entro il 2030 – gli incidenti stradali sulla rete stradale e autostradale e, non di meno, l’aspirazione massima dell’obiettivo “zero vittime”.

Utenti della strada
7. Una strada con barriera mediana (photo credit: Kerstin Ericsson, Trafikverket – Swedish Transport Administration)

L’approccio con il quale ci si deve muovere è quello di rendere la strada un “ambiente sicuro” tanto per le caratteristiche di progettazione e di manutenzione quanto per le abitudini di chi la frequenta.

Curriculum Vitae di Matts-Åke Belin

Il Dott. Matts-Åke Belin ha oltre 30 anni di esperienza all’interno del Governo svedese e ha lavorato principalmente con politiche di sicurezza generali, strategie e collaborazioni con diverse parti interessate. Tra il 2007 e il 2009, ha lavorato per l’Organizzazione Mondiale della Sanità a Ginevra, dove ha partecipato allo sviluppo di strategie globali per la sicurezza stradale e partnership globali.

Ha anche presieduto il Comitato Tecnico 3.1 su Politiche e Programma nazionali per la Sicurezza stradale, Associazione Mondiale della Strada e ha collaborato come Rappresentante internazionale presso il Comitato permanente ANB 10 “Transportation Safety Management” del TRB – Transportation Research Board.

Matts-Åke Belin è anche il Delegato svedese per la UNRSC – United Nations Road Safety Collaboration (collaborazione per la sicurezza stradale delle Nazioni Unite) e ha lavorato come Consulente politico Senior nazionale e internazionale supportando diverse iniziative di “Vision Zero” in tutto il mondo. È stato anche profondamente coinvolto nella preparazione e nell’organizzazione della terza edizione della Conferenza mondiale ministeriale sulla sicurezza stradale tenutasi a Stoccolma nel Febbraio 2020.

Attualmente, è Direttore della Vision Zero Academy presso l’Amministrazione dei trasporti svedese.

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8. Matts-Åke Belin, Direttore della Vision Zero Academy presso l’Amministrazione dei Trasporti svedese

Parallelamente al lavoro all’interno del Governo svedese, svolge anche una carriera accademica: ha un Dottorato di Ricerca in Politica della Salute pubblica presso il Karolinska Institute di Stoccolma; è inoltre affiliato al KTH Royal Technology Institute di Stoccolma dove è Professore a Contratto per il Corso di Sicurezza stradale. È infine Responsabile di un programma di ricerca finanziato dall’Amministrazione svedese per i Trasporti che promuove la ricerca in materia di politiche, implementazione e innovazione nel settore dei trasporti con specifico focus su “Vision Zero”.

  For English version: https://www.stradeeautostrade.it/en/front-page-interviews/matts-ake-belin-the-man-who-makes-safety-his-vision/

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