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Protezione delle armature dai fenomeni di corrosione

La Redazione ha posto alcune domande sul tema della protezione catodica galvanica all’Ing. Federico Laino della Building Line di Mapei SpA, che ci ha parlato anche di un caso applicativo: quello per il nuovo cordolo del viadotto Mollere sull’Autostrada dei Fiori, nel tronco A6 Torino-Savona. A otto anni di distanza, il sistema di controllo installato conferma che la struttura è ancora protetta

sfondo mapei
“S&A”: “Come si procede, invece, nel caso di interventi preventivi, volti a evitare che il fenomeno di corrosione si inneschi su strutture nuove?”.

“FL”: “Fondamentalmente, il concetto di protezione contro la corrosione è il medesimo, sia per una struttura esistente già contaminata, sia per opere di nuova realizzazione che “vivranno” in un ambiente particolarmente aggressivo.

L’obiettivo è sempre quello di trovare la miglior soluzione per evitare che i cloruri (e anche la carbonatazione) possano ridurre la vita utile delle strutture in calcestruzzo armato. Nelle nuove strutture, la protezione catodica galvanica (definita prevenzione in quanto eseguita su armature nuove) può essere applicata in modo semplice utilizzando una piccola quantità di anodi sufficienti a garantire una protezione di lunga durata a costi contenuti [3]”.

“S&A”: “Vuole parlarci di un caso applicativo che considera di particolare interesse fra quelli affrontati finora?”.

“FL”: “Il caso pratico di cui mi piace portare testimonianza è la protezione delle armature del nuovo cordolo del viadotto Mollere sull’autostrada dei Fiori nel tronco A6 Torino-Savona, in provincia di Cuneo.

Questo elemento strutturale era soggetto a corrosione dovuta ai cloruri provenienti dai sali disgelanti utilizzati nei mesi invernali per evitare la formazione di ghiaccio in carreggiata. L’intervento è stato realizzato nel Giugno 2010 attraverso l’utilizzo di Mapeshield I, anodi sacrificali di zinco puro rivestiti da una speciale pasta elettrolitica che li mantiene attivi a lungo nel tempo anche in ambienti alcalini o con scarsa umidità.

Per poter controllare nel tempo il funzionamento del sistema e di conseguenza lo stato delle armature è stato installato, in una porzione del cordolo, un sistema di controllo che ha permesso di monitorare la situazione secondo ISO 12696”.