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Mario Virano: l’uomo che… spera di accorciare l’Europa

Intervista in esclusiva a Mario Virano, Direttore Generale di TELT Sas (Tunnel Euralpin Lyon Turin), Società binazionale incaricata della costruzione e della gestione Della sezione transfrontaliera della nuova linea ferroviaria Torino-Lione

sfondo intervista
“S&A”: “Con la recente approvazione da parte del CIPE per la variante di cantierizzazione in Italia con il nuovo progetto che prevede lo spostamento dell’area principale dei lavori da Susa a Chiomonte, siamo entrati a pieno titolo nella fase realizzativa dell’opera anche in Italia: cosa possiamo dire?”.

“MV”: “L’intero iter approvativo dell’opera, in Italia e Francia, si è concluso a Marzo 2018 quando il 21 il CIPE ha approvato il progetto di Variante dei cantieri sul versante italiano, che era l’ultimo passaggio formale ancora necessario per partire con i cantieri.

Ricordo che la realizzazione dell’opera è sancita da ben quattro accordi internazionali sottoscritti dai Governi di Italia e Francia nel 1996, nel 2001, nel 2012 e nel 2015 (integrato con il Protocollo addizionale del 2016). Questi accordi sono stati ratificati da Camera e Senato di ciascuno dei due Paesi e notificati dai rispettivi Presidenti della Repubblica. L’ultima ratifica autorizza e impone al Promotore pubblico TELT di procedere ai lavori definitivi”.

Il CIPE, lo ricordiamo ai Lettori, è l’acronimo del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, istituito nel Suo scopo è quello di assicurare l’intesa dei ministeri competenti nella definizione dell’indirizzo economico e di armonizzare le scelte nazionali con gli indirizzi dell’Unione Europea.

È tempo per dare uno sguardo al futuro…

“S&A”: “Cosa prevede questa variante e perché è stata decisa?”.

“MV”: “La Variante risponde a una prescrizione del 2015 del CIPE con cui si chiedeva al promotore pubblico lo studio di una “localizzazione alternativa dei cantieri in funzione delle esigenze di sicurezza delle persone e nel rispetto delle esigenze operative dei lavori”.

Per questo TELT ha affidato lo Studio di sicurezza ad un soggetto altamente specializzato, il Consorzio NITEL, costituito da 20 Atenei italiani con oltre 500 Ricercatori.

Al termine dell’analisi con varie opzioni, è stato proposto di allestire il cantiere principale del tunnel di base in Italia nell’area di Chiomonte invece che a Susa. La nuova configurazione è stata condivisa e approvata dalle Autorità competenti in materia di ordine pubblico come la più adatta a garantire le migliori condizioni di sicurezza, riducendo al minimo il consumo di suolo e i disagi per i residenti.

Cambiano i luoghi della cantierizzazione, ma non il progetto: l’opera e il suo tracciato restano invariati. Così facendo vengono eliminate tutte le lavorazioni in Val Clarea, con indubbi benefici ambientali, e si riduce di 36 mesi la durata dei lavori a Susa. L’accesso al cantiere e la movimentazione del materiale avverrà via ferro per le lunghe distanze e via autostrada per le movimentazioni a corto raggio, utilizzando il nuovo svincolo di Sitaf (che poi rimarrà a servizio del territorio).

Il materiale estratto sarà stoccato e lavorato a Salbertrand e oltre il 60% sarà trasformato in calcestruzzo per i conci di rivestimento della galleria o per i rilevati ferroviari, mentre lo smarino non reimpiegato nel cantiere sarà trasportato su treno fino ai siti di destinazione”.