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L’uomo che… condivide il sapere (tecnico) sulle strade

Intervista in esclusiva a Gianni Vittorio Armani, AD di ANAS e Presidente del Comitato Italiano di AIPCR

sfondo intervista
“S&A”: “Come si sta operando per raggiungere gli obiettivi europei riguardo all’incidentalità stradale?”.

“GVA”: “ANAS pone un impegno costante sulle proprie strade per assicurare la sicurezza di chi è in viaggio. Oggi su oltre il 60% della nostra rete ANAS eseguiamo interventi finalizzati a incrementare il livello di sicurezza degli utenti nei suoi due aspetti di sicurezza attiva (prevenzione degli incidenti) e passiva (riduzione delle conseguenze).

Sul fronte sicurezza, dunque, le soluzioni realizzate hanno l’obiettivo di ridurre il tasso di incidentalità e di mortalità, aumentare i livelli di fluidità del traffico, monitorare costantemente la rete e migliorare il comfort alla guida.

Iniziative quali l’implementazione dei sistemi di controllo da remoto della velocità media e istantanea, sicuramente contribuiscono alla riduzione sia degli incidenti che delle conseguenze sugli utenti.

Sul fronte della sicurezza passiva ricordo che ANAS ha messo il proprio know how al servizio della tutela di tutti gli utenti della strada, con un occhio di riguardo anche per gli utenti più vulnerabili perché meno protetti e più esposti ai rischi e alle conseguenze di un urto (ciclisti, motociclisti).

ANAS ha, infatti, progettato e sta progressivamente installando una gamma completa di barriere di sicurezza stradali di tipo continuo che sono state ideate proprio per tutelare e proteggere queste categorie di utenti in caso di incidente”.

La parte terminale della risposta concernente ciclisti e motociclisti mi tranquillizza considerato che, come padre e come nonno, mi preoccupo quando i giovani usano le due ruote. Ricordo ai miei (due) Lettori che l’ANAS per anni si è impegnata nel settore dell’educazione stradale editando una sorta di telegiornale con alcuni minuti dedicati espressamente a questo importante capitolo del vivere quotidiano. Per un attimo sogniamo ad occhi aperti di veder realizzato tale progetto su larga scala e, magari, includendo anche i pedoni e l’uso del marciapiede.