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L’apporto del Project Management per il nuovo Polcevera

Rina Consulting SpA si è aggiudicata il coordinamento progettuale, la Direzione Lavori, il controllo qualità e il coordinamento della sicurezza in fase esecutiva per la demolizione dei resti del viadotto Polcevera, storica opera genovese crollata il 14 Agosto 2018, e per la realizzazione del nuovo viadotto. L’incarico riguarda sia le opere di demolizione che la costruzione del nuovo ponte basato sull’idea di Renzo Piano, che diventerà un tratto fondamentale per il sistema infrastrutturale nazionale e per il porto della città

sfondo rina
“S&A”: “Si può quindi affermare che RINA Consulting SpA abbia rappresentato in questo cantiere l’interfaccia tecnica della Struttura Commissariale?”.

“RC”: “Esatto, noi rappresentiamo il braccio tecnico della Struttura: la supportiamo nella parte manageriale, di coordinamento, di revisione e analisi del progetto e, naturalmente, in quella di esecuzione dei lavori”.

“S&A”: “Come avete pianificato la difficile e complessa operazione di abbattimento del viadotto, sia per le pile a cavalletto che per quelle sul lato ovest? Ci può ricostruire le fasi cruciali della demolizione?”.

“RC”: “Il processo di demolizione, per cui erano disponibili diverse soluzioni, ha avuto una primissima fase di progetto: per la parte a ponente è stato scelto lo smontaggio, mentre per quella a levante si è optato per la demolizione tramite esplosivo (almeno in larga parte, perché la trave tampone tra le pile 10 e 11 è stata sostanzialmente calata per smontaggio).

I principi informatori delle scelte che abbiamo compiuto con i Progettisti in questa fase sono stati tre: tempo, sicurezza sia delle operazioni che della salute pubblica (qualità dell’aria, rumore, ecc.), e coordinamento con le operazioni di costruzione, che sono partite quasi subito.

Questo è stato un aspetto fondamentale nella scelta delle metodologie di demolizione. Soprattutto sul lato ponente, il fatto di aver scelto lo smontaggio per taglio di grossi pezzi ha permesso di partire in sicurezza con le opere di preparazione delle fondazioni e le fondazioni stesse.

Molti dei pali sono stati messi in opera mentre i resti del ponte preesistente erano ancora in piedi. Ci sono stati molti aspetti da considerare: stiamo parlando di un intervento che andava realizzato in tempi molto ristretti e nella massima sicurezza, in un sito che di fatto è all’interno della città.

Il ponte taglia una delle due valli principali di Genova, la Val Polcevera; dunque i lavori sulla nuova infrastruttura avrebbero potuto comportare l’interruzione delle quattro vie di comunicazione principali.

Un criterio fondamentale nella definizione delle fasi di demolizione e di costruzione è stato quello di garantire sempre il pieno esercizio di almeno due delle vie di accesso alla valle. Nella pratica, tranne che per pochi giorni, siamo riusciti sempre a mantenerne aperte addirittura tre. Insieme ai demolitori e ai ricostruttori abbiamo fatto di tutto per creare i minori disagi possibili ai cittadini, che hanno sempre compreso lo sforzo che si stava facendo”.