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Gianni Vittorio Armani: l’uomo che… velocizza l’Italia

Intervista a Gianni Vittorio Armani, Presidente e Amministratore Delegato di ANAS SpA

Gianni Vittorio Armani: l’uomo che... velocizza l’Italia

Amiamo il Sud e d’estate utilizziamo la Salerno-Reggio Calabria: la domanda che segue nasce, dunque, spontanea…

“S&A”: “Tra le Grandi Opere, il pensiero corre subito alla Salerno-Reggio Calabria ma anche alla E78, specialmente nel tratto umbro-marchigiano. Per quanto concerne la prima, è ancora plausibile pensare al completamento entro il 2016? Quali invece potrebbero essere le tempistiche per la piena percorribilità della seconda?”.
“GVA”: “Gli oltre 440 km della A3 Salerno-Reggio Calabria sono tutti a due corsie per senso di marcia (tre nel tratto campano tra Salerno e Sicignano), con standard autostradale. Con l’apertura della galleria Fossino, al confine tra Basilicata e Calabria, avvenuta a fine Luglio, sono state aperte al traffico tutte le tratte con lavori in completamento; allo stato attuale, quindi, il solo intervento in corso riguarda il Macrolotto comprendente il viadotto Italia. Faremo ogni sforzo per completare entro l’anno prossimo. Il traguardo raggiunto è molto importante e strategico per l’Italia e il Mezzogiorno. Per quanto riguarda i 270 km dell’itinerario E78 Grosseto-Fano, ad oggi sono stati ultimati ed aperti al traffico 127 km, di cui 33 km nel tratto marchigiano, mentre 11,5 km sono interessati da lavori in corso, nell’ambito del tratto toscano (tra Grosseto e Siena). Con il contratto di programma 2015 abbiamo  stanziato 237 milioni di Euro per la realizzazione di ulteriori 15 km circa, contigui all’intervento in esecuzione che, quindi, a breve potranno essere avviati. Nel frattempo, stiamo anche studiando soluzioni alternative d’intervento per la rimanente parte del tracciato che consentano il potenziamento della viabilità già esistente, limitando i tratti da realizzarsi in variante in modo da contenere i costi, ma soprattutto i tempi di realizzazione e, quindi, di riconsegna al territorio di un’arteria funzionale”.

“S&A”: “Vi è sempre il problema dei contenziosi che rallentano le opere. Cosa può suggerire la Riforma degli Appalti per bloccare il contenzioso velleitario?”.
“GVA”: “Noi abbiamo proposto una riforma del Codice degli Appalti in dieci punti che va molto al di là di questo. Abbiamo proposto:

  1. un potenziamento del sistema di garanzie a tutela dell’esecuzione dei contratti pubblici;
  2. l’introduzione di un sistema di rating degli operatori economici gestito dall’ANAC e basato anche su criteri reputazionali;
  3. la revisione del sistema di qualificazione delle Imprese nel settore dei lavori pubblici al fine di garantire una selezione più rigorosa;
  4. il potenziamento degli strumenti deflattivi del contenzioso;
  5. l’introduzione di un sistema di rating delle stazioni appaltanti gestito dall’ANAC che tenga conto delle reali capacità organizzative e professionali nonché del numero e valore di contratti annualmente stipulati dalle stesse;
  6. la limitazione delle responsabilità precontrattuali della Stazione Appaltante;
  7. la valorizzazione della fase progettuale negli appalti pubblici;
  8. limitazione per il Subappaltatore di ricorrere all’Istituto dell’avvalimento al fine di colmare la carenza, in proprio, dei requisiti;
  9. la limitazione dell’obbligo di indicazione da parte del concorrente, in sede di gara, della terna dei subappaltatori alle sole ipotesi di subappalto necessario;
  10. una profonda rivisitazione, sulla base del modello anglosassone del modello del Contraente Generale”.

Ama sciare e, quando riesce, continua a praticare questa disciplina sportiva. Il suo ultimo libro letto è “Il signore delle mosche”, romanzo di William Golding, Nobel per la Letteratura nel 1983. In chiusura domandiamo…

“S&A”: “Uno dei problemi che spesso vengono citati è proprio quello del collegamento tra porti e interporti e la rete stradale esistente: cosa può dirci in merito?”.
“GVA”: “Io penso che l’obiettivo debba essere quello di combattere le inefficienze e fare dell’Italia un importante hub nel Mediterraneo considerando la sua naturale posizione geografica. L’Italia, storicamente, ha sempre guardato a se stessa come a un Paese mediterraneo ed europeo nello stesso tempo, senza rinunciare al suo destino mediterraneo, al suo essere un naturale ponte tra il Mediterraneo e l’Europa. Prima però dobbiamo potenziare le infrastrutture, renderle più efficienti e creare un sistema che renda più fluidi gli scambi commerciali e più competitivi i porti italiani. Posso fare un esempio concreto: il 21 Settembre scorso ho accompagnato il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio sul cantiere della Variante di La Spezia, i cui lavori, a lungo bloccati per alcune vicissitudini legate all’avvicendamento delle Imprese esecutrici, sono stati di recente riavviati. La variante collegherà l’hub portuale di La Spezia alle autostrade A10 e A12, che fanno parte a loro volta di importanti itinerari europei. Il circuito infrastrutturale creato migliorerà l’efficienza di aree vaste in cui poli e nodi logistici costieri e interni saranno integrati in modo funzionale ad altre infrastrutture e terminali di trasporto multimodale, facilitando l’integrazione tra soggetti economici interni ed esterni al sistema marittimo portuale della Liguria, costituito dai porti di La Spezia, Savona, Vado Ligure e Genova”.

Sicuramente nel contesto attuale in cui alcune opere d’arte della rete stradale sono state recentemente interessate da problemi di dissesti e crolli – anche con movimenti franosi che hanno destabilizzato le strutture -, il suo si configura come un compito grande e difficile, ma con le premesse che ci ha preannunciato siamo certi riuscirà a portare a compimento brillantemente il suo incarico.

Quindi ringraziamo e salutiamo il nostro gentile ospite – in partenza per Bruxelles per un’importante riunione a livello europeo -, ricordando l’aforisma: “Nessun problema diventa tale se non esistono le forze capaci di risolverlo. Il dire che si è acquistata coscienza di un problema non vuol dire altro che questo: che si sono sviluppate delle forze, le quali sentono di dover assolvere un compito di interesse generale, credono e sanno che nel loro trionfo è il bene, è la speranza, è l’avvenire del mondo intero”.

Alla prossima!

La World Road Association

Il Comitato Nazionale dell’Associazione Mondiale della Strada ha stabilito che l’Ing. Gianni Vittorio Armani sia il nuovo Presidente per l’Italia della World Road Association, la maggiore Associazione mondiale del settore “strade” a cui aderiscono 122 Stati attraverso i rispettivi Governi.

La World Road Association riunisce i massimi Esperti di strade del mondo. Nei 17 Comitati Tecnici internazionali si confrontano le esperienze e le conoscenze sulle infrastrutture stradali, le modalità di finanziamento innovativo, la gestione e la manutenzione, la sicurezza stradale, il controllo della circolazione. È la sede in cui ogni Paese mette in comune con gli altri le proprie eccellenze tecniche, esperienze e innovazioni. L’Italia vi partecipa con autorevoli Esperti dei Ministeri, dell’ANAS, delle principali Università, Imprese ed Associazioni di categoria.

Armani ha messo in rilievo come, recentemente, sia stato utile il confronto con gli altri Paesi sul tema del finanziamento delle Amministrazioni stradali, anche in vista dell’autonomia finanziaria di ANAS a cui l’Azienda sta lavorando con il Governo. Il Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti, per esempio, ha inviato all’Italia uno studio realizzato appositamente per le nuove esigenze italiane di finanziamento innovativo dell’Amministrazione stradale. Su questi temi Armani incontrerà rappresentanti della Commissione Europea e delle Amministrazioni spagnola e irlandese. Anche a proposito della sicurezza stradale – ha spiegato – il confronto internazionale è fondamentale”.

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