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L’Autostrada Roma-Latina, l’opera del Lazio più attesa

Sarà la soluzione ai problemi della Pontina. E il primo atto di un nuovo asse che arriverà fino a Napoli. Non solo: farà bene anche al GRA. Scopriamo perché dalle parole di Vincenzo Pozzi, Commissario Straordinario Governativo per la realizzazione del Corridoio Tirrenico Meridionale

L’Autostrada Roma-Latina, l’opera del Lazio più attesa

“S&A”: “Lei è anche Presidente della CAL, in Lombardia, l’Ente Concedente di opere come Pedemontana, Brebemi e TEEM. Casi di successo di Project Financing, che però hanno anche incontrato notevoli difficoltà finanziarie. Teme che per la Roma-Latina possa avvenire lo stesso?”.
“VP”: “No, e le spiego il perché. In Lombardia, queste tre autostrade vennero concepite prima della crisi, con dati di traffico molto diversi da quelli attuali. Qui, invece, ci basiamo sui dati del 2013, a crisi già in corso e con una prospettiva futura di ripresa. E su numeri piuttosto elevati: sul tratto Roma-Pomezia-Aprilia, ad esempio, c’è un flusso di pendolari da 80.000 veicoli al giorno. Già solo questo traffico, con i cittadini che da anni chiedono a gran voce la costruzione di un’autostrada, consentirebbe al Project Financing di navigare in acque tranquille. Quando poi ci saranno le altre infrastrutture del corridoio, i flussi non potranno che aumentare ulteriormente”.

“S&A”: “Roma-Latina, Cisterna-Valmontone, Corridoio Tirrenico Meridionale. La loro realizzazione, per lei, oltre a un impegno professionale è anche un sogno, una questione “personale”?”.
“VP”: “Amo tenere i piedi per terra e più che di sogni io preferisco parlare di realizzazioni professionali. Ho sempre creduto in quello che ho fatto, cercando di impegnarmi al massimo: senza demagogie, il mio impegno è quello di consegnare opere utili alla comunità. Questo è il mio lavoro. Accettando anche sfide difficili, come la realizzazione dei 35 km di autostrada tra Aosta e il Monte Bianco. Oppure vivendo in prima persona i drammi del nostro settore, come l’incidente del Monte Bianco nel 1999: fui tra i primi ad entrare là dentro, assieme ai Vigili del Fuoco, e le immagini che ho visto le ricorderò per sempre. O, infine, accettando la sfida di guidare Enti come l’ANAS. Alla fine, qualche risultato credo di averlo ottenuto”.

“S&A”: “Già, l’ANAS. In poche parole, qual è stato il bilancio di quell’esperienza?”.
“VP”: “Estremamente positivo. La trasformazione in SpA ha permesso all’Ente di scoprire risorse importanti bloccate da decenni, che neppure sapevamo di avere. Solo questo ci ha permesso di realizzare 4,5 miliardi di Euro di investimenti. È stata una grandissima soddisfazione personale”.

Con queste parole, l’Ing. Pozzi torna alle sue “sudate carte”, sia sul tavolo laziale che su quello lombardo. Ha appena vinto la sfida dell’apertura al traffico della Brebemi, ora altri sogni, o meglio, altre “realizzazioni professionali”, come lui ama chiamarli, lo attendono.