Fra le eccellenze nel mondo delle infrastrutture italiane, spicca il settore delle gallerie. In un Paese dalla variegata orografia, come la nostra penisola, le gallerie svolgono un ruolo cruciale nel consentire a strade e ferrovie di superare le barriere che il territorio pone al trasporto di merci e persone. In una costante sfida ingegneristica e costruttiva, l’industria italiana dell’underground realizza opere d’arte tanto complesse quanto essenziali per l’economia del Paese e la vita dei suoi 59 milioni di abitanti.
A sua volta, il mondo delle gallerie si muove veloce, abbracciando da sempre le migliori soluzioni scientifiche e tecnologiche per portare innovazione, efficienza ma anche sicurezza e sostenibilità in tutte le fasi della loro realizzazione. A riunire la costellazione di soggetti che opera nel settore è un’associazione che quest’anno ha tagliato il traguardo dei 50 anni di vita.
Parliamo della Società Italiana Gallerie, di cui è Presidente l’ing. Renato Casale. Istituita nel 1974, SIG cura la promozione, il coordinamento e la divulgazione di studi e ricerche nel campo e nell’arte della costruzione delle gallerie e delle grandi opere sotterranee.
La sua attività è finalizzata all’organizzazione di convegni, congressi, corsi, visite tecniche sui principali cantieri di opere in sotterraneo in realizzazione oltre che alla stampa e diffusione di pubblicazioni tecnico-scientifiche e al coordinamento della partecipazione dei soci a convegni internazionali.
Con l’ing. Casale cerchiamo di fare il punto sul contesto in cui si trovano a operare le imprese, toccando i temi più attuali e dando uno sguardo alle sfide presenti e future.
Vorrei iniziare questa intervista chiedendole di ritornare su un tema molto importante da lei messo in luce su queste pagine esattamente un anno fa (si veda Strade & Autostrade n° 163, pag. 33).
Mi riferisco all’innovazione e in particolare al ruolo che l’intelligenza artificiale può giocare nel mondo del tunnelling. Quali vantaggi può garantire questa tecnologia?
Ne “il punto di vista” pubblicato nel numero 163 di Strade & Autostrade mettevo in evidenza la necessità di governare, in questo straordinario contesto del tunnelling infrastrutturale italiano, almeno quattro temi particolarmente rilevanti:
- la sostenibilità ambientale complessiva, di breve e lungo termine;
- l’industrializzazione dei processi, che garantisca affidabilità di tempi, costi, qualità e durabilità delle opere;
- la sicurezza delle persone, in fase sia di costruzione sia di esercizio;
- l’enorme quantità di materiali, macchine e risorse umane necessarie in un periodo di tempo molto limitato.
Una simile complessità, soprattutto in relazione a una notevole molteplicità di dati da governare, può essere gestita compiutamente solo da sistemi basati, almeno parzialmente ma progressivamente, sull’intelligenza artificiale, cioè sulla capacità delle macchine di risolvere autonomamente problemi propri dell’intelligenza dell’uomo.
L’IA è in grado, infatti, di intervenire su tutta la filiera del processo, quindi di:
- ottimizzare la progettazione, anche attraverso la simulazione e i gemelli digitali;
- pianificare e gestire i progetti, anche con tecniche evolute di risk management;
- implementare e gestire piattaforme di monitoraggio e sorveglianza strutturale in tempo reale;
- governare la manutenzione di opere complesse attraverso l’interpretazione tempestiva dei dati di monitoraggio.
I vantaggi che tale tecnologia può certamente fornire sono:
- elevatissima affidabilità di processi produttivi e di controllo connotati da una completa definizione degli ambiti applicativi;
- straordinaria rapidità di verifiche a elevata connotazione compilativa e ripetitiva;
- recupero di risorse da dedicare ad attività che richiedono elevate competenze creative e progettuali;
- accelerazione in generale di tutti i processi migrati dai sistemi manuali, semiautomatici e automatici verso l’IA.
Occorre tuttavia passare rapidamente a una completa integrazione dei processi, sfruttando appieno tutti i livelli funzionali dell’intelligenza e riservando ai progettisti e al personale tecnico quelle operazioni ad altissimo valore specifico, nelle quali peraltro l’esiguità dei dati disponibili rende poco efficaci gli algoritmi utilizzabili.

Com’è la situazione in Italia sotto il profilo dell’innovazione nel mondo del tunnelling, ci sono le condizioni necessarie? E cosa sarebbe auspicabile?
Il mondo del tunnelling italiano è pieno di iniziative a carattere fortemente innovativo in questo periodo particolarmente denso di progettazione e costruzione di opere in sotterraneo dedicate prevalentemente alle infrastrutture di trasporto ferroviario, stradale e metropolitano, che coinvolgeranno a breve in modo massiccio anche il recupero e l’upgrading funzionale dell’enorme patrimonio di gallerie esistenti nel nostro Paese.
Ci sono pertanto tutte le condizioni economiche, programmatiche, ambientali e tecniche necessarie per uno sviluppo deciso dell’innovazione, la quale potrebbe nel giro di una sola decade portare addirittura alla realizzazione di gallerie e opere accessorie completamente da remoto, con evidenti e innegabili benefici per la sicurezza e la qualità del lavoro: questo è il mio auspicio.
Ci sono case history di eccellenza che vorrebbe citare?
L’Italia è oggi tra i Paesi leader per numero e lunghezza totale di gallerie. Ma oltre a questa posizione di assoluta eccellenza, come più volte detto oggi è protagonista di una stagione di grandi investimenti in progetti complessi e sfidanti in grado di modificare sostanzialmente la conformazione della rete di trasporti nazionale e di connetterci al resto dell’Europa in modo più efficace. Sono tantissimi i progetti strategici su cui si sta lavorando, come le linee ferroviarie Milano-Genova, Milano-Verona, Napoli- Bari e Palermo-Messina-Catania, mentre in città come Roma, Milano, Napoli, Torino e Catania sono in fase di realizzazione nuove linee metropolitane. A queste vanno aggiunte le infrastrutture stradali e autostradali, idrauliche ed energetiche. Una buona sintesi dei più rilevanti case histories in Italia è raccolta nella recente pubblicazione “The Italian Art of Tunnelling” edita da Società Italiana Gallerie in cui sono raccolti player, progetti e realtà di assoluto prestigio nel panorama del tunnelling italiano.
Parliamo di progettazione e di sfide ingegneristiche, qual è l’ultima frontiera in questo ambito?
La progettazione nelle opere in sotterraneo riveste certamente un ruolo di primissimo rilievo nel dare compiutezza allo sviluppo dei grandi temi cardine di cui accennavo qualche momento fa. Il grande e rapido sviluppo tecnologico, l’attenzione alla sostenibilità, la necessità di garantire condizioni di sicurezza per le persone e per l’ambiente in contesti complessi, la necessità di industrializzazione e l’importanza degli aspetti logistici sono sicuramente tutte sfide pienamente accettate da chi oggi progetta gallerie in Italia. Il numero e la complessità delle opere in fase di progettazione e realizzazione oggi, insieme alle tempistiche particolarmente sfidanti dettate degli impegni presi a livello europeo, rendono necessario fare ricorso al meglio delle competenze e dell’esperienza che oggi l’Italia ha da mettere a disposizione.
Un altro tema con cui il settore è chiamato a confrontarsi è quello della sostenibilità ambientale.

Quali i più recenti approcci su questo fronte?
In ambito sia internazionale (ITA International Tunnelling Association) sia nazionale, i temi della sostenibilità sono ormai considerati indissolubili da quelli della realizzazione delle opere in sotterraneo. Esse si trovano già in una posizione estremamente privilegiata rispetto ad altre tipologie di infrastrutture per ottemperare ai criteri ESG (Environmental – Social – Governance) dato il loro ridottissimo o del tutto assente impatto visivo sul paesaggio e la possibilità da loro offerta di liberare la superficie del territorio, naturale o urbanizzato, dalla congestione del traffico privato, dei trasporti di merci, dei servizi, dei depositi, della veicolazione di fluidi, dell’energia e delle comunicazioni (acqua, gas, cavi, linee e utilities in genere).
Sia ITA sia SIG sono impegnate per diffondere in tutti i possibili ambienti il concetto, a cui credono fermamente, che si può riassumere con il motto “underground is better”.
Ma per convincere tutti i potenziali decisori, pubblici e privati, è necessario dimostrare non solo a parole ma fattivamente che le opere in sotterraneo sono più rispettose dell’ambiente e contrastanti il cambiamento climatico, sono meno impattanti sulle comunità e favoriscono l’occupazione e la sicurezza del lavoro e l’inclusione dei territori dove sono inserite; non ultimo, sono più resilienti, sicure e affidabili. Per questo SIG e ITA sono impegnate, attraverso le attività dei loro gruppi di lavoro – in particolare WG2 Research, WG14 Mechanization of excavation e WG15 Underground and environment -, di cui parlerò più diffusamente in seguito, nella messa a punto di criteri oggettivi di valutazione del raggiungimento degli obiettivi ESG, specializzando alle opere in sotterraneo i protocolli già esistenti (ENVISION, BREEAM, CAM), per poter fornire uno strumento decisionale di confronto sia tra diverse alternative infrastrutturali sia tra varie alternative di realizzazione della stessa infrastruttura in sotterraneo e sia, infine, tra le molteplici soluzioni possibili dal punto di vista ambientale, sociale e organizzativo-gestionale della stessa opera sotterranea. Scendendo nel concreto, credo che gli approcci più significativi siano quelli legati a:
- la gestione dei materiali di scavo, nei riguardi della loro corretta messa a dimora dal punto di vista paesaggistico e, se possibile, addirittura risolutiva per rimarginare le ferite esistenti dei territori;
- il trattamento dei materiali di scavo additivati con polimeri e/o schiumogeni in caso di scavo meccanizzato;
- la gestione corretta delle acque di cantiere per evitare inquinamenti e di quelle drenate dall’ammasso, nella misura minima possibile per evitare il depauperamento delle falde;
- l’attenzione per installazioni di cantiere inserite nell’ambiente e facenti affidamento il più possibile sulle energie alternative;
- l’ottimizzazione dei trasporti e della logistica di cantiere, prediligendo quelli su ferro e l’impiego di veicoli elettrici e di nastri trasportatori;
- la rinaturalizzazione delle aree di cantiere a seguito del completamento dei lavori e l’attenzione all’inserimento delle opere nel paesaggio;
- la gestione della ventilazione sia in fase di costruzione sia in esercizio per ridurre l’inquinamento atmosferico;
- la riduzione dell’impatto acustico sia in fase di costruzione sia in esercizio;
- l’utilizzo di materiali di riciclo, la massimizzazione dell’impiego di manufatti prefabbricati e di impianti a basso consumo energetico;
- il coinvolgimento delle popolazioni dei territori interessati fin dalle origini del progetto (stakeholder engagement);
- la costante attenzione all’innovazione e alla ricerca di soluzioni più sicure e responsabili sia in fase di costruzione sia in esercizio.
Vi sono novità in fatto di materiali – ma anche di tecnologie di recupero e riciclo dei materiali di scavo – che possono dare vantaggi in termini di sostenibilità, economia o resilienza dell’infrastruttura?
In questo momento stiamo vivendo un grande sviluppo nel mondo del tunnelling nel quale l’attenzione alla sostenibilità è massima. La vecchia concezione del mondo delle costruzioni, storicamente considerato tra i più tradizionali e restii al cambiamento, oggi è sostituita da un settore dinamico, in forte crescita ed estremamente propenso all’innovazione e al cambiamento.
Driver importanti di questa transizione sono l’introduzione di processi circolari, di innovazione nei prodotti e nei processi e di contaminazione con altri settori e discipline. Nascono così realtà e progetti di assoluta eccellenza in grado di introdurre nuovi materiali spesso di risulta da processi di riutilizzo o riciclo nei processi di realizzazione di nuove opere in sotterraneo o di manutenzione di quelle esistenti nello stretto rispetto delle normative ambientali.
Nascono progetti di riutilizzo di acqua, particolarmente importanti laddove le grandi necessità idriche connesse alla realizzazione di nuove opere si scontra con la carenza idrica figlia dei grandi cambiamenti climatici a cui stiamo assistendo.
Nascono infine centri in cui mediante l’utilizzo di robotica avanzata si rendono più sicuri e sostenibili processi complessi come la realizzazione di elementi prefabbricati. L’innovazione è un processo continuo: ogni anno nuovi prodotti, nuovi materiali, nuove tecnologie vengono sperimentate e rese disponibili e nuovi processi concepiti e implementati. È estremamente importante alimentare questo processo virtuoso e noi come SIG cerchiamo di fare la nostra parte alimentando il confronto, lo scambio di buone pratiche e la redazione di documenti tecnici a cura dei nostri Gruppi di Lavoro.

Parliamo di sicurezza: quanto sono sicure le gallerie italiane?
La cultura della sicurezza nell’ingegneria italiana, in ogni settore e in particolare in quello del tunnelling, è sempre stata a un livello corrispondente ai più elevati standard internazionali. Certamente negli ultimi anni si è dovuto affrontare con urgenza il progressivo e incrementale deterioramento delle gallerie esistenti, con inevitabili criticità sul fronte della loro fruibilità in condizioni ottimali.
Il sistema dei gestori, dei progettisti e delle imprese ha tuttavia reagito con prontezza, impegno, professionalità e capacità gestionali, avviando un massiccio intervento di radicale riqualificazione delle gallerie esistenti, tuttora in atto, con l’obiettivo comune di un completamento a breve scadenza, che ridarà nuova vita utile a un patrimonio infrastrutturale inestimabile, in grado di generare un importante ritorno in termini di sostenibilità ambientale ed economica.
Per quanto riguarda le gallerie in costruzione, le metodologie progettuali ed esecutive sono da tempo a elevatissimo livello per tutti i fattori della costruzione e, in particolare, per quello legato alla sicurezza, giovandosi dei sempre più efficienti sistemi di automazione dei processi costruttivi, i quali tendono a sottrarre le maestranze dai luoghi sensibili, posti prevalentemente a ridosso del fronte di scavo. A ciò si aggiunge il trasferimento della gestione della sicurezza dal controllo procedurale affidato all’uomo a quello affidato ai sistemi automatici, di per sé caratterizzati da elevati livelli di affidabilità.
Come si possono migliorare le procedure di controllo e monitoraggio?
Le procedure di controllo e monitoraggio rappresentano un elemento cruciale per garantire la sicurezza, la qualità e la sostenibilità delle nostre infrastrutture in sotterraneo. Per migliorarle è necessario adottare un approccio integrato che combini innovazione tecnologica, formazione e collaborazione tra tutti gli attori coinvolti. In primo luogo, constato il crescente ricorso a tecnologie avanzate – come sensori IoT, laser scanner o strumenti più sofisticati per ispezioni visive – e piattaforme di analisi basate su intelligenza artificiale, che consentono già oggi di raccogliere dati in tempo reale e di intervenire in modo tempestivo. Questo non solo aumenta l’efficienza ma riduce anche i rischi e la soggettività di giudizio legati a controlli tradizionali. In secondo luogo, è fondamentale investire nella formazione continua del personale tecnico. Solo un team adeguatamente preparato può utilizzare al meglio le nuove tecnologie e applicare in maniera rigorosa le normative e le best practice del settore: SIG è costantemente impegnata a promuovere soluzioni innovative e migliorative per la sicurezza delle gallerie in costruzione e in esercizio, attraverso le sue frequenti visite tecniche, i webinar e gli eventi scientifici in presenza.
Infine, terzo ma non ultimo punto, l’associazione è parte attiva nel promuovere il dialogo costante con enti di ricerca, università e altre organizzazioni di settore per condividere esperienze e sviluppare standard sempre più avanzati. La collaborazione è il motore del miglioramento continuo e ci permette di affrontare sfide complesse con una visione d’insieme. L’obiettivo, per tutti gli interlocutori del settore gallerie, è garantire infrastrutture sicure, efficienti e resilienti, rispondendo alle aspettative delle comunità che serviamo e contribuendo alla crescita sostenibile del nostro Paese.

Parliamo più da vicino di SIG. Quali sono le istanze di maggior rilievo che la vostra associazione pone sul tavolo nel suo dialogo con governo e istituzioni?
La Società Italiana Gallerie si confronta spesso con le istituzioni, soprattutto con quelle componenti rappresentate dalle principali committenze pubbliche e dalle più importanti università italiane, in occasione di eventi scientifici e didattici.
Il confronto riguarda essenzialmente la condivisione di esperienze, l’impulso alla ricerca e all’innovazione, lo sviluppo di note tecniche, di raccomandazioni a carattere procedurale e contrattuale e best practice di riferimento nazionale e internazionale. Più che porre istanze alle istituzioni, quindi, auspichiamo l’intensificazione di tali iniziative, con l’obiettivo principale di diventare un interlocutore strategico e affidabile, che pone al servizio di tutti i player del mondo del tunnelling la propria conoscenza ed esperienza, maturata durante i cinquant’anni trascorsi dalla propria fondazione (1974), e soprattutto quella che acquisisce quotidianamente nel proprio continuo sforzo di diffusione della cultura dell’ingegneria delle opere in sotterraneo.
Come SIG s’interfaccia con il mondo delle università e perché è importante la formazione dei giovani?
SIG da sempre vanta uno strettissimo rapporto con il mondo delle università e dei centri di ricerca. Questo è estremamente importante per dare continuità a quel dialogo fondamentale tra generazioni ma anche di costante rinnovamento a garanzia di passaggio di esperienza e di conoscenza.
Lo studio delle discipline legate al mondo del tunnelling è estremamente radicato in Italia da decenni e tuttora esistono università e dipartimenti che rappresentano un’eccellenza a livello internazionale, producendo attività di ricerca e contribuendo alla formazione delle nuove generazioni di galleristi. Studi specifici sono infatti sviluppati nelle principali università di seguito elencate, in cui i corsi di ingegneria civile, ambientale e delle costruzioni sono integrati con moduli specifici dedicati al tunnelling e alle opere in sotterraneo: Università di Bologna “Alma Mater Studiorum”, Università Politecnica delle Marche, Politecnico di Milano, Università degli Studi del Molise, Università di Napoli “Federico II, Università di Roma “La Sapienza”, Università di Roma “Tor Vergata”, Politecnico di Torino, Università di Trento. Alcune delle seguenti università offrono anche attività di formazione avanzata come master di II livello specificamente orientati alla progettazione e all’approfondimento degli aspetti costruttivi: Politecnico di Torino e Politecnico di Milano – Master in “Tunnelling: design, construction and management”; Università di Roma “La Sapienza” – Master in “Progettazione geotecnica”; Università di Napoli “Federico II” – Master in “Ingegneria Geotecnica delle Infrastrutture”; Politecnico di Torino, Politecnico di Milano e Politecnico di Milano School of Management con il supporto di Autostrade per l’Italia – Master in “Ingegneria e gestione integrata delle reti autostradali”; Politecnico di Torino – Master in “Progettazione sostenibile di opere geotecniche e gallerie” sostenuto da SWS-SYSTRA. In merito all’attenzione che la nostra associazione dedica alle nuove generazioni, mi fa piacere menzionare il fatto che dal 2016 in poi è attivo il gruppo degli Young Members di SIG (ragazzi e ragazze al di sotto dei 35 anni di età) che porta avanti con entusiasmo e competenza attività meritevoli di grande attenzione.
Quali sono i gruppi di lavoro attualmente in essere nell’associazione?
I Gruppi di Lavoro SIG (Working Group – WG) sono 14 e si occupano dei seguenti aspetti relativi alle opere in sotterraneo:
- WG2 – Ricerca – Research
- WG3 – Aspetti contrattuali – Contractual practices
- WG5 – Salute e sicurezza – Health and safety in works
- WG6 – Manutenzione, riparazione e ciclo di vita – Maintenance, repair and life cycle management
- WG9 – Effetti sismici – Seismic aspects
- WG11 – Tunnel immersi e flottanti
- WG12 – Uso del betoncino proiettato – Sprayed concrete in use
- WG14 – Scavi meccanizzati – Mechanized tunnelling
- WG15 – Sotterraneo e ambiente – Underground and environment
- WG17 – Tunnel lunghi e profondi – Long and deep tunnels
- WG19 – Scavi convenzionali
- WG20 – Tunnel in ambiente urbano – Urban problems, underground solutions
- WG22 – Modelli informativi – Information modelling in tunnelling
- WG23 – Progetto e costruzione di pozzi – Design and construction of shafts.
La denominazione in lingua inglese è opportuna perché i WG SIG sono strutturati a specchio di quelli dell’International Tunnelling Association ITA/AITES. Ogni WG è gestito da due coanimatori, un senior e uno Young Member (YM – età < 35 anni) e coordinati da un comitato di tutor che riporta le loro attività direttamente al Consiglio Direttivo. I componenti dei WG sono attualmente circa un centinaio, di cui almeno il 40% YM e forniscono il loro contributo su base completamente volontaria.
Le loro attività sono costituite dalla pubblicazione di report, nella partecipazione attiva ai WG ITA in occasione dei congressi internazionali annuali (World Tunnelling Congress) e all’apporto fattivo alle loro attività, che si estrinsecano anch’esse essenzialmente nella pubblicazione di report. I report, sia di ITA sia di SIG, rappresentano linee guida, best practice, approfondimenti tecnici, raccomandazioni tendenti alla diffusione e all’approfondimento della cultura tecnico-scientifica del settore del sotterraneo.

La trasmissione dei contenuti dei report e, in generale, delle attività dei WG avviene anche in occasione di seminari e convegni appositamente organizzati. SIG, come del resto ITA, è particolarmente interessata e attenta al sostegno e allo sviluppo dei Gruppi di Lavoro, il cui impegno costituisce una delle colonne portanti della propagazione qualitativa e quantitativa delle conoscenze del settore, assieme alle visite tecniche, alle pubblicazioni strutturate e ai congressi, convegni e seminari a tema. A partire da questo numero Strade & Autostrade ha il piacere di ospitare il Notiziario SIG (si veda pag. 238). Qui troveranno posto le iniziative e le novità in arrivo dall’associazione.
Rivolgendo invece lo sguardo al 2024 appena concluso, quali sono state le iniziative e le attività più importanti che avete organizzato?
Il 2024 è stato effettivamente un anno particolarmente intenso per la nostra associazione. Nelle pagine del notiziario che Strade & Autostrade ospita sono descritte alcune iniziative di particolare rilievo ma certamente non posso che ricordare con grande soddisfazione e piacere l’evento di novembre a Genova nel quale abbiamo celebrato contestualmente gli Awards dell’ITA) e il 50° anniversario di SIG e ITA. È stato un evento di respiro globale per cui l’Italia è stata scelta anche sulla base della grande tradizione e nel quale con sono stati ricevuti numerosi riconoscimenti a progetti, innovazioni tecnologiche e colleghi che hanno rappresentato in tutto e per tutto l’eccellenza del tunnelling nel mondo.

Quali sono invece i focus dell’associazione per il 2025?
Il 2025 vedrà il rafforzamento e il rinnovamento di due fondamentali pilastri. In primis si concentreranno le energie per uniformare e omogeneizzare il contenuto della proposta formativa, aprendo alla collaborazione con altre e diverse associazioni del settore delle infrastrutture, per ampliare la platea dei partecipanti agli eventi e quindi dei potenziali nuovi soci. Le figure accademiche presenti nel Consiglio Direttivo guideranno questa attività, garantendo che il focus sia sempre rivolto verso i temi più innovativi e attuali, con l’impegno a coinvolgere anche i giovani universitari perché si appassionino al nostro mondo e lo tengano in considerazione per la loro futura carriera.
Sentiamo infatti, tutti noi eletti nel Consiglio Direttivo e io più degli altri essendone il Presidente, la responsabilità di raccontare la meraviglia del lavorare in sotterraneo, il fuoco che anima tutti coloro che hanno scelto di progettare e costruire le gallerie.
Ecco perché il secondo pilastro strategico del 2025 è la ristrutturazione degli strumenti comunicativi come il sito web, la newsletter, la comunicazione social e gli strumenti di promozione e divulgazione della rivista Gallerie: dobbiamo arrivare a tutti, con linguaggio veloce, fresco e incisivo.
Ci sono strumenti straordinariamente adatti e graditi alle nuove generazioni che dobbiamo rapidamente implementare e migliorare, oltre all’adeguare i più tradizionali canali del web e della nostra preziosa rivista: l’obiettivo è aumentare le opportunità di dialogo e scambio di idee tra i soci, con i potenziali tali e con settori, quali quello dell’idraulica, dell’energia e delle costruzioni in generale che sono portatori di idee e punti di vista diversi, complementari e di certo interessanti e stimolanti per tutte le nostre attività divulgative. Mancano pochi mesi alla fine di questo suo mandato.

Cosa le resterà di questa esperienza e quale consiglio sente di poter dare, se decidesse di non ricandidarsi per un secondo mandato, a chi la seguirà nel ruolo di Presidente di SIG?
Certo, mancano circa sette mesi alla scadenza del mio mandato e quindi il lavoro non è ancora terminato. È stata una bellissima esperienza, vissuta intensamente con l’intero Consiglio Direttivo e, in particolare, con i più stretti collaboratori dello staff operativo. Insieme abbiamo gettato le basi per un’ampia distribuzione delle deleghe operative allo scopo di coinvolgere il maggior numero possibile delle professionalità disponibili, rendendo la macchina organizzativa più efficiente e priva di colli di bottiglia.
Abbiamo reso strutturali gli eventi formativi presso le principali università italiane, rilanciato l’attività dei Working Group, principale fonte delle raccomandazioni e delle specifiche tecniche e contrattuali dell’underground, implementato un efficace sistema di controllo di gestione, scritto un importante manuale sulla progettazione e costruzione delle opere in sotterraneo e rilanciato la rivista Gallerie e grandi opere in sotterraneo, inserendo un’ampia sezione scientifica in lingua inglese e avviandone la digitalizzazione, e soprattutto abbiamo preparato una nuova generazione di professionisti del tunnel engineering per affidare loro un’associazione culturale costruita con solida conoscenza, grande qualità e tanta generosità nei cinquant’anni dalla sua fondazione.
Al mio successore chiederò di proseguire lungo questo percorso con l’obiettivo di diventare un imprescindibile riferimento tecnico, scientifico e gestionale delle istituzioni, delle imprese, dei progettisti e delle università.
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