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Andrea Ferrante: l’uomo che… promuove la sicurezza in galleria

Uomini che hanno fatto tanta strada: intervista in esclusiva ad Andrea Ferrante, Presidente della Terza Sezione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e Presidente della Commissione Permanente per le Gallerie

sfondo intervista

Presso il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili è incardinato, con piena autonomia organizzativa e funzionale, il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, il quale è organizzato ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica 27 Aprile 2006, n° 204, ed è articolato in tre sezioni distinte per materie e compiti.

Le stesse sono nate per provvedere alla ripartizione analitica delle materie di competenza: la prima sezione si occupa di opere edili, strutturali, assetto territoriale, ambiente e affari generali; la seconda di idraulica, opere marittime e idrauliche; la terza, infine, ha la competenza su infrastrutture e trasporti stradali, ferroviari, metropolitani ed aerei.

Premessa debitamente tale introduzione, sempre rispettosi delle Norme sanitarie necessarie – e quindi in forma virtuale – abbiamo avuto il piacere e l’onore di confrontarci con un ospite particolarmente generoso nella disponibilità e che ha decisamente a cuore la sicurezza per gli utenti della strada nelle gallerie della rete stradale transeuropea mediante la prevenzione di situazioni critiche che possano mettere in pericolo la vita umana, l’ambiente e gli impianti della galleria nonché mediante la protezione in caso di incidente.

Si tratta dell’Ing. Andrea Ferrante, Presidente della Terza Sezione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e Presidente della Commissione Permanente per le Gallerie. È sull’assai rilevante tematica delle gallerie che abbiamo concentrato la nostra chiacchierata con lui.

“Strade & Autostrade”: “Di cosa si occupa, all’interno del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, la Commissione Gallerie?”.

“Andrea Ferrante”: “L’art. 4 del Decreto Legislativo del 5 Ottobre 2006 n° 264, che recepisce la correlata Direttiva comunitaria, prevede che – per tutte le gallerie stradali (con lunghezza superiore a 500 m) appartenenti alla rete TERN del nostro Paese – le funzioni di Autorità Amministrativa siano esercitate dalla Commissione Permanente per le Gallerie, istituita presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, massimo Organo tecnico consultivo dello Stato. La Commissione opera sostanzialmente all’interno di due ambiti.

Un ambito generale, nel quale la Commissione si attiva affinché sia assicurato il rispetto, da parte dei Gestori delle gallerie, degli specifici requisiti di sicurezza indicati dalla Norma di riferimento emanando, laddove necessario, disposizioni volte a garantirne l’osservanza.

Per tali funzioni è necessario implementare e aggiornare con continuità un quadro informativo sullo stato di consistenza delle gallerie e su quanto viene attuato nel tempo dai Gestori.

Ciò al fine di poter tempestivamente intervenire per eventuali inadempienze, solitamente attraverso disposizioni per l’adozione di misure correttive o di limitazione dell’esercizio.

Un ambito specifico, di natura procedimentale, si concreta nelle attività istruttorie per l’approvazione della documentazione di sicurezza delle gallerie (di nuova progettazione o per l’adeguamento di quelle esistenti) e per la successiva autorizzazione alla messa in servizio, una volta ultimati i lavori di adeguamento delle gallerie alla Norma di riferimento”.

Andrea Ferrante
1.
“S&A”: “Può descrivere la situazione attuale di adeguamento delle gallerie italiane appartenenti alla rete TERN in base al Decreto Legislativo n° 264/2006?”.

“AF”: “Alla scadenza comunitaria del 30 Aprile 2019, delle 406 gallerie aperte al traffico solo il 18% di esse è stato adeguato alla Norma di riferimento.

Un inevitabile effetto del mancato adeguamento di gran parte delle gallerie ai requisiti del Decreto Legislativo n° 264/2006 è rappresentato dalla procedura d’infrazione 2019/2279 attualmente in corso, aperta dalla Commissione Europea nei confronti del nostro Paese.

Pertanto, la Commissione Permanente per le Gallerie, con la delibera del 6 Febbraio 2020 (cosiddetto “atto di diffida”) ha imposto l’adozione di “misure temporanee di limitazione dell’esercizio” per tutte le gallerie non conformi alla Norma di riferimento, ai sensi dell’art. 4 comma 10 del Decreto Legislativo n° 264/2006.

In buona sostanza, le “misure temporanee di limitazione dell’esercizio” rappresentano le misure, individuate dalla corrente letteratura tecnico-scientifica di settore, per garantire l’innalzamento del livello di sicurezza delle gallerie non conformi, nelle more del completo e definitivo adeguamento ai requisiti di sicurezza imposti dalla Norma di riferimento.

Ad oggi, pur apprezzando i positivi effetti raggiunti a seguito dell’atto di diffida della Commissione, grazie al concreto impegno dei Gestori delle gallerie della rete TERN, si ritiene di fondamentale importanza l’adozione di uno specifico provvedimento di integrazione normativa del Decreto Legislativo n° 264/2006 che stabilisca una rigorosa disciplina amministrativa per pervenire al desiderato quanto necessario adeguamento di tutte le gallerie ad oggi ancora non conformi.

Peraltro, su questa importante iniziativa legislativa la Commissione ha registrato la piena condivisione e supporto da parte del Ministero”.

“S&A”: “Quante sono le gallerie in Italia e quante in tutta Europa appartenenti alla rete TERN?”.

“AF”: “L’Italia è il Paese comunitario con il più alto numero di gallerie appartenenti alla rete TERN (per l’esattezza 458), possedendo poco meno della metà del numero totale di gallerie in UE. Infatti, dai dati a disposizione della Commissione, risulta che le gallerie in UE appartenenti alla rete TERN superino di poco le 1.000 unità.

Va detto, poi, che sul totale di 458 gallerie appartenenti alla rete TERN italiana, 52 sono in progettazione e ben 406, come già evidenziato, risultano aperte al traffico alla data del 31 Dicembre 2020”.

“S&A”: “Per l’elevato numero di gallerie, l’Italia ha avuto una proroga per gli interventi di adeguamento secondo le indicazioni del Decreto Legislativo n° 264/2006: queste sono ancora valide o è necessario tener conto anche delle nuove tecnologie sviluppatesi negli ultimi 15 anni?”.

“AF”: “L’Italia non ha avuto una proroga ma, piuttosto, ha potuto avvalersi di un tempo extra di cinque anni (scaduto il 30 Aprile 2019) riconosciuto a tutti gli Stati Membri con un patrimonio di gallerie in rete TERN superiore alla media europea.

Riguardo le nuove tecnologie, si può ritenere che l’insieme dei requisiti minimi previsti dal Decreto Legislativo n° 264/2006, salvo talune osservazioni che intendo proporre, possa considerarsi sostanzialmente ancora valido. Tra gli elementi oggetto di maggiori discussioni evidenzio, a titolo di esempio, i sistemi di comunicazione.

In questo campo sono in corso rapidi sviluppi tecnologici e in molti mettono in discussione l’utilità di realizzare postazioni di chiamata fisse in galleria (colonnine SOS) che, tuttavia, mantengono ancora delle peculiarità rispetto ai sistemi di comunicazione cellulare, quali la possibilità di consentire l’univoca localizzazione del soggetto chiamante e, talvolta, anche la possibilità di inviare messaggi in “viva voce” in galleria direttamente dall’operatore del centro di controllo.

Inoltre, un ambito di sviluppo tecnologico su cui è rivolta molta attenzione è anche quello dei sistemi idrici automatici di mitigazione d’incendio, del tipo “a diluvio” o “water-mist” con acqua nebulizzata.

Altro ambito di approfondimento riguarda lo studio del comportamento umano (comunemente chiamato “human factor” in letteratura tecnica internazionale) sia in esercizio sia con riferimento al comportamento degli utenti in emergenza, finalizzato all’impiego ottimale delle moderne tecnologie per la comunicazione.

Ciò trova un particolare quanto significativo campo di applicazione nella gestione del processo d’esodo nelle gallerie di elevata lunghezza. La sostanziale perdurante validità dei requisiti di sicurezza della Norma di riferimento, tuttavia, è strettamente legata alla invarianza del parco veicolare.

Infatti, si aprono frontiere ancora da esplorare nella prospettiva, sempre più prossima, di sostanziali modifiche del parco veicolare, dovute all’evoluzione tecnologica dei sistemi di trazione.

La diffusione di veicoli con trazione elettrica, ibrida, a gas o con celle a combustibile (ad alcool o a idrogeno) potrà presentare inediti scenari di eventi critici in galleria, le cui modalità di contrasto e mitigazione sono ancora da approfondire sotto un profilo tecnico”.

Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici
2.
“S&A”: “Sempre a proposito di tecnologie innovative, da quali si aspetta di più in futuro nell’ambito di una strategia di intervento complessiva sulle gallerie della rete nazionale?”.

“AF”: “Il rapido sviluppo delle tecnologie della comunicazione, nelle sue diverse forme, è quello che lascia intravedere un più rapido riverbero in applicazioni sulla sicurezza in galleria.

Penso sia alla possibilità per l’utente di inviare comunicazioni di emergenza, sia alla possibilità del Gestore della strada di inviare comunicazioni agli utenti o di acquisire informazioni in tempo reale sullo stato di esercizio della galleria.

Penso, inoltre, alla possibilità di “dialogo” tra il veicolo e l’infrastruttura. Ulteriori ambiti di sviluppo da cui è auspicabile attendersi benefici per la sicurezza, anche delle gallerie, riguardano lo sviluppo tecnologico dei veicoli.

Al riguardo non si può prescindere dal rilevare che la gran parte degli incendi nelle gallerie è attribuibile ad un guasto di un veicolo che prende fuoco in modo spontaneo e, quindi, non a seguito di un incidente con collisione tra veicoli.

Ciò evidenzia l’importanza che possono avere, con funzione preventiva, interventi atti a limitare principi d’incendio sui veicoli e particolarmente sui mezzi pesanti, con la possibile favorevole conseguenza di limitare l’importanza (e conseguentemente gli oneri) degli interventi impiantistici in galleria per assicurare la sicurezza degli utenti”.

“S&A”: “Come potrebbe interagire l’ITS per il miglioramento della sicurezza in galleria? Possiamo parlare di “smart tunnel”?”.

“AF”: “Ad oggi, ritengo prematuro ritenere che si possa parlare delle gallerie della rete TERN già in termini di “smart tunnel”. Tuttavia, le tematiche relative alla gestione in condizioni di sicurezza della circolazione stradale nelle gallerie sono in continua evoluzione, anche sulla scorta delle numerose esperienze passate, relative a eventi incidentali particolarmente critici, atteso il contesto costituito da ambienti confinati.

L’obiettivo da sempre perseguito, sicuramente ambizioso, è quello di “zero vittime”. Pertanto, la ricerca e l’evoluzione tecnologica spingono Tecnici ed Esperti ad individuare sistemi sempre più innovativi, la cui applicazione al settore in argomento possa consentire di avvicinarsi al desiderato obiettivo.

Con l’implementazione di ITS (quali sensori, cablaggi, telecamere sensibili, hot spot wi-fi…), le infrastrutture stradali vengono a dotarsi di un supporto di acquisizione e trasmissione delle informazioni estremamente rapido ed efficiente, la cui elaborazione non può che determinare notevoli benefici per la sicurezza degli utenti stradali.

A titolo meramente esemplificativo, è sufficiente pensare che qualora si generi una situazione di pericolo, costituita anche dalla sola sosta per guasto di un veicolo in galleria, l’immediata operatività di sistemi di rilevamento di tipo innovativo (allarme emesso in maniera automatica da bordo veicolo verso il centro di controllo del gestore, telecamere e/o sensori…) consentirebbe di evitare che situazioni potenzialmente pericolose possano trasformarsi in gravi eventi incidentali.

Sempre a titolo di esempio, le colonnine SOS attualmente previste dal requisito 2.10 dell’allegato 2 della Norma di riferimento, per le quali è prevista una collocazione a una interdistanza non superiore a 250 m nelle gallerie esistenti e a 150 m nelle gallerie di nuova costruzione, potrebbero essere trasformate in potenziali ripetitori per reti wireless in galleria, utili per far sentire l’utente costantemente in contatto, anche interattivo, con l’ambiente esterno.

Ciò per il solo tramite del proprio smartphone o di altro sistema tecnologico fisso di bordo avente funzioni similari.

Analogamente, per il requisito 2.16 dell’allegato 2, si potrebbe pensare di innovare gli impianti di ritrasmissione radio già previsti, al fine di consentire in caso di emergenza la diffusione immediata e, soprattutto, automatica, di informazioni all’utenza in transito direttamente a bordo, anche in assenza di un centro di controllo”.

“S&A”: “Gli improvvisi e inaspettati recenti crolli nelle gallerie sulla Autostrada A26 hanno ulteriormente influito sulle azioni messe in atto per il controllo e l’adeguamento a fini di sicurezza?”.

“AF”: “Questi preoccupanti eventi hanno condotto a una specifica e attenta attività ispettiva da parte della Direzione Generale per la Vigilanza sulle Concessionarie autostradali, essenzialmente rivolta ai profili strutturali dei rivestimenti delle gallerie, non di competenza della Commissione Permanente per le Gallerie”.

“S&A”: “Quali sono le sinergie tra la Commissione Permanente per le Gallerie e ANSFISA?”.

“AF”: “Le competenze ispettive sulle gallerie, ai sensi degli artt. 11 e 12 del Decreto Legislativo n° 264/2006, sono state trasferite ad ANSFISA. Tuttavia, secondo un condivisibile principio di leale collaborazione tra Organismi dello Stato con funzioni complementari, è stato perfezionato lo scorso 30 Marzo un protocollo di avvalimento tra ANSFISA e la Commissione stessa.

Il protocollo prevede che, per un tempo compreso tra 12 e 18 mesi, ANSFISA possa avvalersi del Personale e delle competenze della Commissione per l’effettuazione congiunta delle visite ispettive. Credo proprio che si tratti di un bell’esempio di fattiva collaborazione interistituzionale”.

“S&A”: “Può AINOP essere un valido aiuto per individuare con priorità le opere su cui intervenire?”.

“AF”: “Certamente. Come è noto, con la Legge n° 130 del 16 Novembre 2018, presso il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili è istituito l’Archivio Informatico Nazionale delle Opere Pubbliche (AINOP).

L’AINOP è strutturato in nove sezioni: la sezione n° 7 è relativa alle “gallerie ferroviarie e gallerie stradali (si veda “Strade & Autostrade” n° 135 Maggio/Giugno 2019 con https://www.stradeeautostrade.it/incontri-e-interviste/obiettivi-e-prospettive-della-dg-per-i-sistemi-informativi-e-statistici-del-mit/).

Mediante l’AINOP si intende censire l’ingente patrimonio delle opere pubbliche di competenza degli Enti e delle Amministrazioni centrali e periferiche dello Stato, delle Regioni, delle autonomie locali e di tutti i Comuni presenti sull’intero territorio nazionale.

L’AINOP è gestito mediante una piattaforma con la quale è già possibile, nel caso specifico:

  • identificare una galleria e la sua collocazione nel contesto territoriale;
  • visualizzare dati, informazioni e documenti della galleria, strutturati in una sorta di fascicolo virtuale;
  • in una prospettiva futura, ricevere informazioni che consentiranno il monitoraggio tecnico della galleria, nell’ottica di prevenire criticità e di individuare priorità di intervento, anche attraverso sistemi intelligenti di “alert” sullo stato della infrastruttura”.
sicurezza
3. Sulla base dei dati forniti dal proprietario/Gestore, l’AINOP genera un codice identificativo della singola opera (IOP), che contraddistingue e identifica in maniera univoca l’opera medesima riportandone le caratteristiche essenziali e distintive (Fonte: AINOP)
“S&A”: “Per quanto concerne l’illuminazione delle gallerie, quali passi avanti sono stati fatti rispetto alla ormai storica Guida CIE 88 del 1990?”.

“AF”: “L’illuminazione è sicuramente uno dei principali fattori che contribuiscono alla sicurezza delle gallerie stradali, in cui negli ultimi 30 anni sono stati fatti progressi, sia dal punto di vista tecnico che tecnologico.

Successivamente alla CIE 88 del 1990, è stata sviluppata la Norma UNI 11095 del 2003, che negli anni ha avuto successivi aggiornamenti (nel 2011, nel 2019 ed infine nell’anno in corso).

Con riferimento alla Normativa cogente, la materia è stata dapprima regolata dal DM 05.06.2001, successivamente sostituito dal DM 14.09.2005 che assume a riferimento tecnico la UNI 11095 del 2003 (integrandola con alcune prescrizioni tecniche) senza tuttavia escludere l’adozione di modelli o sistemi di calcolo differenti, purché siano garantiti i corrispondenti livelli di sicurezza.

Il Decreto Legislativo n° 264/2006, applicabile alle gallerie della rete TERN, impone il rispetto delle prescrizioni del DM 14.09.2005 quale requisito minimo di sicurezza.

La materia, quindi, precedentemente regolata da standard tecnici, è stata inquadrata in un definito sistema di Norma, vincolante ma allo stesso tempo aperto ai continui sviluppi della tecnica.

Dal punto di vista tecnologico, negli anni si è assistito a un grande sviluppo prevalentemente legato all’impiego dei corpi illuminanti a LED e dei corrispondenti sistemi di regolazione, che appaiono capaci di coniugare efficacia degli investimenti, risparmio energetico e interessanti prestazioni di sicurezza, anche grazie al colore di luce generata.

Si tratta, peraltro, di materia ancora “giovane” e oggetto di ampia attività di studio e ricerca, che trova riscontro anche nei progetti presentati dai Gestori alla Commissione Permanente per le Gallerie e che la stessa Commissione segue con grande interesse”.

“S&A”: “Quali e quanti finanziamenti sono disponibili per l’adeguamento a norma delle gallerie di tutta la rete italiana?”.

“AF”: “I profili finanziari sottesi dall’adeguamento a norma delle gallerie non conformi non sono di competenza della Commissione, che si occupa esclusivamente dei profili di sicurezza, prescindendo dai riverberi economico-finanziari derivanti dalla adozione dei propri provvedimenti amministrativi.

Ad ogni modo, il Gestore pubblico (ANAS) trova finanziamento all’interno dei contratti di programma con il Ministero, mentre i Gestori privati (Concessionari autostradali) realizzano gli interventi in coerenza ai piani economico-finanziari approvati dalla competente Direzione Generale del Ministero”.

“S&A”: “Dopo la Cina, l’Italia è il Paese al mondo con il maggior numero di gallerie: per i tunnel non facenti parte della rete TERN, sono previsti interventi di adeguamento relativamente ai requisiti minimi di sicurezza?”.

“AF”: “Il Ministero dell’Interno e il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, competenti rispettivamente per la regolazione degli aspetti antincendio delle gallerie stradali e per l’emanazione delle Norme tecniche stradali, hanno avviato congiuntamente i lavori per la predisposizione di uno schema di Decreto Interministeriale che regolamenti alcune dotazioni di sicurezza delle gallerie non appartenenti alla rete TERN.

I lavori per la redazione dello schema di Decreto e della Norma tecnica associata sono alle fasi conclusive. Se ne auspica quanto prima una loro approvazione.

La Norma tecnica è predisposta in maniera tale da identificare un ragionato cronoprogramma che l’Ente proprietario della galleria avrà l’obbligo di realizzare progressivamente”.

“S&A”: “Entro quale orizzonte temporale è possibile aspettarsi un complessivo risanamento delle infrastrutture di trasporto sul territorio italiano e, in particolare, delle gallerie?”.

“AF”: “Gli aggiornati cronoprogrammi dei Gestori indicano in cinque-sei anni il tempo ancora occorrente per traguardare l’obiettivo di adeguare le gallerie stradali della ad oggi non conformi”.

rete TERN
4. L’Ing. Andrea Ferrante, Presidente della Terza Sezione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e Presidente della Commissione Permanente per le Gallerie
“S&A”: “Oggi abbiamo parlato soprattutto di gallerie, ma nel suo percorso accademico e professionale sembrano occupare un posto altrettanto importante l’ingegneria costiera e l’impiego di energie rinnovabili nei porti marittimi: vuole darci una panoramica della situazione attuale e delle prospettive future su questo fronte?”.

“AF”: “Sì, è vero, prima di affrontare questa impegnativa sfida professionale mi sono occupato per tanti anni di ingegneria marittima, a cominciare dalla mia tesi di Laurea in Ingegneria Civile sui modelli numerici per lo studio della idrodinamica della laguna di Venezia.

Aver dapprima lavorato al Genio Civile Opere Marittime di Roma e, successivamente, essere stato Consigliere Tecnico del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici per oltre 20 anni, mi ha consentito di accumulare preziose esperienze all’interno di un settore tecnico per me affascinante.

Riguardo lo specifico tema della domanda, sono stato il coordinatore di un gruppo di lavoro internazionale PIANC (la principale Associazione mondiale di settore) relativo all’impiego di fonti di energia rinnovabile nei porti e alla implementazione di misure di efficienza energetica nella distribuzione di energia elettrica nei porti.

Ne scaturisce un quadro di attività estremamente composito, in divenire, che complessivamente è finalizzato alla significativa riduzione della “impronta al carbonio” delle attività in ambito portuale.

Tra esse, mi piace ricordare la avanzata sperimentazione a livello prototipale (100% “made in Italy”) nel settore della energia dal moto ondoso. Si tratta di una diga foranea a cassoni cellulari in calcestruzzo armato che, opportunamente modificata, consente al moto ondoso di attivare una “colonna d’acqua oscillante” che funge come un vero e proprio “pistone idraulico”.

La colonna d’acqua alternativamente comprime e decomprime un cuscino d’aria “intrappolato” nel cassone, collegato all’esterno mediante una turbina ad aria, accoppiata coassialmente ad un alternatore. Detto così sembra un po’ complicato ma, osservandolo dal vero, è un vero e proprio “uovo di Colombo”.

Ricavare energia dal moto ondoso è sicuramente una delle sfide più elettrizzanti del prossimo futuro, secondo me. In conclusione di intervista, sento di ringraziarvi per lo spazio dedicato e per la pertinenza delle domande che mi avete formulato. In ultimo, permettetemi di ringraziare anche la eccezionale “squadra” di Tecnici che mi assiste quotidianamente. Sono poco più di una decina ma, animati da grande passione e senso

di responsabilità, mi offrono un indispensabile supporto in questa fase di grande impegno per la Commissione, alla luce della indifferibile necessità di pervenire al completo adeguamento delle gallerie non conformi all’interno della prefissata cornice temporale”.

AINOP
5.

Curriculum Vitae di Andrea Ferrante

Ingegnere Civile Idraulico, Laureato con lode nel 1984 presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, è Dirigente del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili dal 1997; ha svolto, fino al 2019, la funzione di Consigliere Tecnico presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, massimo Organo tecnico consultivo dello Stato.

Dal Dicembre 2019 è Presidente della Terza Sezione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e Presidente della Commissione Permanente per le Gallerie. Con la qualifica di Professore a contratto, è titolare dall’anno

accademico 2000/2001 ad oggi del corso di “Principi di gestione dei lavori pubblici” (ora denominato “Diritto e legislazione dei lavori pubblici” – secondo modulo) presso il Dipartimento di Ingegneria della Università degli Studi “Roma Tre”.

È Vice Presidente Internazionale Onorario PIANC, la più autorevole associazione tecnica mondiale nel settore della ingegneria marittima.

È autore di numerose pubblicazioni tecniche a livello nazionale e internazionale, con particolare riferimento ai temi dell’ingegneria portuale e costiera. È autore del libro “Efficienza nei lavori pubblici” (Ottobre 2017 – Editore DEI). Il concetto chiave di “efficienza” si fonda sui principi di efficacia, economicità e tempestività, in

coerenza con la cornice Normativa delineata dal vigente Codice dei Contratti pubblici. Declinare efficienza nelle fasi di programmazione, progettazione, affidamento, esecuzione e gestione dei lavori pubblici significa migliorare il rapporto tra benefici attesi e costi complessivi da sostenere e, conseguentemente, contribuire al contenimento della spesa pubblica in infrastrutture.

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