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Il punto di vista: “Progettiamo con la testa e con il cuore”

Nonostante siano indispensabili per la vita di tutti i giorni, le strade sono spesso percepite come dannose per l'ambiente. La loro interazione con l'ecosistema è evidente in ogni fase, dalla costruzione alla manutenzione e all'esercizio.

Monica Pasca – Professoressa del Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica presso “Sapienza” Università di Roma – Componente della Commissione Tecnica per la Valutazione dell’Impatto Ambientale VIA e VAS

Le strade sono spesso considerate “nemiche” dell’ambiente nonostante tutti se ne usufruisca giornalmente anche per raggiungere mete amene e incontaminate. L’interazione stradale e ambiente è di palese evidenza sia in esercizio sia nelle fasi di costruzione e manutenzione. Le strade interferiscono infatti con la quasi totalità delle componenti ambientali di riferimento.

Nel tempo la visione della tutela dell’ambiente si è evoluta, a partire dal concetto di impatto ambientale e conseguente VIA, passando per lo sviluppo sostenibile, fino ai concetti di sostenibilità ambientale e resilienza. Di recente emissione sono i CAM strade che introducono, nella progettazione e nella manutenzione delle strade, criteri finalizzati a una migliore sostenibilità, anche per la cantierizzazione.

L’interazione di una strada in esercizio è in primis legata alle emissioni dei veicoli circolanti con impatti sulla qualità dell’aria in termini di CO2 , polveri sottili, nonché sul rumore con fenomeni di disturbo e/o annoyance. Negli anni passati, per il rumore, si è pensato in termini mitigativi, anche con i piani di risanamento acustico per l’esistente, con barriere antirumore o, più di recente, mediante l’adozione di asfalti fonoassorbenti. Oggi, alla luce dell’evoluzione del parco veicoli circolante, si sta agendo sia per il rumore sia per la qualità dell’aria non più solo sulla infrastruttura, che pure si dovrà adeguare, ma sul veicolo.

Le strade però incidono sull’ambiente soprattutto in termini fisici e costruttivi. L’interazione fisica si esplica sia con un consumo di suolo, che viene impermeabilizzato sottraendo aree per lo più naturali o agricole, sia con la possibile interruzione di corridoi ecologici e l’interazione con la fauna selvatica. Per il primo aspetto, con riferimento a strade non primarie, è possibile intervenire con particolari tipologie di pavimentazione. La tutela della biodiversità si può invece contemperare con una buona progettazione che individui corridoi più opportuni per il tracciato e riduca il taglio del territorio con soluzioni adeguate di attraversamento non solo palliative.

Sin dall’epoca dei Romani, le strade sono state un aspetto fondamentale per lo sviluppo dell’Italia e fanno parte del nostro paesaggio. Oggi dobbiamo tornare a progettare con la testa e con il cuore, pensando che le strade sono parte dell’ambiente e come tali si devono interfacciare con quanto le circonda. Importante sarebbe una Valutazione di Impatto Visiva che pensi alla infrastruttura come elemento del paesaggio con il tracciato e le sue opere d’arte.

 

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