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Il Punto di Vista: La valutazione della sicurezza dei ponti esistenti

Mario Paolo Petrangeli, Presidente della Mario Petrangeli & Associati Srl

Mario Petrangeli

Nel “Punto di Vista” proposto sul fascicolo 148 Luglio/Agosto 2021 a pag. 39, svolgevo alcune considerazioni su come si era evoluto, in Italia, il concetto di gestione delle opere d’arte. In particolare, evidenziavo come si era passati da una Normativa estremamente scarna, basata principalmente su ispezioni visive, alle “Linee Guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza e il monitoraggio dei ponti esistenti” emanate in via sperimentale nell’Aprile 2020 e approvate dal CSLLPP nel Giugno 2023, uno dei Regolamenti più corposi e dettagliati esistenti in Europa.

Dopo quattro anni dalla emanazione, viene spontaneo chiedersi se e come queste Norme abbiano funzionato.

A questo scopo, ho sentito esperti coinvolti nella questione a vario titolo: Professionisti, Docenti, Rappresentanti di Enti Pubblici, ecc., ricavandone le seguenti note:

  • eccesso di prudenza: il Professionista incaricato della valutazione del danno (VAL) tende a proteggersi sovrastimando i danni. Ciò ha due conseguenze negative:
  • (i) aumento dei costi o, in casi estremi, demolizione di opere che potrebbero essere salvate;
  • (ii) imposizione di gravosi limiti all’esercizio da parte dei Gestori;
  • difficoltà degli Enti Locali, specie quelli minori, che hanno carenza di personale qualificato. Comuni e Province, inoltre, hanno una grande quantità di opere su cui devono intervenire: essendo le risorse limitate, hanno difficoltà a stabilire le priorità;
  • non coerenza tra la VAL e il progetto degli interventi: spesso queste attività non sono svolte dallo stesso soggetto e può accadere che il Progettista interpreti i risultati della VAL in modo diverso da chi l’ha redatta;
  • eccesso di scenari da esaminare: un recente studio di Ricercatori della Facoltà di Ingegneria della Sapienza” mostra come per definire la classe di attenzione per rischio strutturale-fondazionale bisognerebbe esaminare più di 24 milioni di casi!

In conclusione: le Linee Guida, unitamente all’istituzione dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali (ANSFISA), costituiscono un grande progresso verso una migliore gestione delle opere d’arte.

Esse avrebbero però bisogno di essere revisionate. Di questo si sta occupando il Consorzio Universitario Fabre (https://www.consorziofabre.it/) che individuerà alcune ipotesi di modifiche da porre all’attenzione del CSLLPP.

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