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“La sicurezza delle infrastrutture”: il punto di vista

Placido Migliorino, Ingegnere, Dirigente Responsabile dell’Ufficio Ispettivo Territoriale di Roma presso il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili

La sicurezza delle infrastrutture

L’analisi della sicurezza delle infrastrutture e le recenti Linee Guida Ponti del C.S.LL.PP. suggeriscono di mettere a punto procedure di controllo del processo manutentivo correlate con la predisposizione di modelli di valutazione del rischio di diversi asset (viadotti, gallerie, barriere di sicurezza, tracciato e svincoli).

Il fattore di rischio correlato a ogni singolo asset, tuttavia, rappresenta da solo solamente un componente della classe di attenzione complessiva che può essere attribuita, concettualmente, a una tratta autostradale.

Si pone il problema, quindi, di aggregare i singoli fattori di rischio di un asset al fine di rappresentare – seppur schematicamente – una classe di attenzione generalizzata della tratta autostradale (indice di tratta), basandosi su un’analisi di vulnerabilità degli asset/componenti in essa presenti che ne caratterizzano la funzionalità in termini di efficienza e sicurezza.

Tale strumento potrebbe essere utilizzato ai fini programmatici, determinando le priorità di investimenti e manutenzioni in relazione alla classe di rischio complessiva associata a ogni singola tratta e costituita dall’aggregazione scientificamente sostenibile delle classi di attenzione di ogni singolo componente/asset presente nella tratta medesima.

La valutazione della classe di attenzione degli asset presuppone il coinvolgimento di competenze che nello specifico riguardano la geometria dell’asse, la sicurezza dei viadotti e delle gallerie e i sistemi di ritenuta stradali.

La procedura proposta per la definizione dell’indice di tratta si articola su tre livelli secondo una sequenza che, partendo dall’analisi del singolo componente (livello 1), assume una configurazione sistemica nei due livelli successivi.

In particolare, le analisi svolte nel livello 1 hanno l’obiettivo di quantificare la classe di attenzione (CdA*) dei singoli componenti dal punto di vista fisico, individuando i fattori di criticità che ne possano compromettere la funzionalità.

Note le classi di attenzione dei singoli asset, sono definite le metodologie per l’individuazione delle “classi di attenzione di tratta” (CdAT*) riferite ai singoli asset (livello 2) e, infine, dell’indice di tratta (livello 3), a sua volta, dedotto dalle CdAT*.

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