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Scarifica a 360 gradi

Il Grotti GTF 600 RC con braccio rotante a 360 gradi permette la scarifica delle gallerie di piccola sezione senza rinunciare a precisione e produttività

 

Il Grotti GTF 600 RC nasce come fresa ad attacco puntuale per realizzare lo scavo di tunnel di diametro ridotto e rappresenta una valida alternativa a mezzi simili alimentati elettricamente con linee ad alto voltaggio. Il macchinario è infatti dotato di motore termico stage 3A da 375 kW e si distingue per essere radio comandato ma, soprattutto, per un circuito idraulico che assicura grande potenza (285 kW, con portata massima di 540 l/min., e pressione massima di 420 bar). Grazie a queste caratteristiche, il GTF 600 RC ha dato prova di buona produttività anche con ammassi rocciosi da 160 MPa con valori di RQD vicini al 98%. Risultati possibili anche per via della grande robustezza strutturale e di una notevole affidabilità, frutto di un progetto che ha posto molta attenzione alla scelta di componenti idraulici e meccanici in grado di sostenere al meglio le condizioni particolarmente gravose (vibrazioni, polvere, alte temperature) imposte dal tipo di applicazione. L’affidabilità è stata particolarmente curata per i componenti elettronici che permettono al sistema brevettato Grotti GTF Technology® di controllare le varie funzioni idrauliche e di proporzionare potenza e precisione di movimenti, così come la velocità di rotazione della testa fresante. Questa caratteristica – peraltro comune a tutti i macchinari della serie GTF®- assicura sempre la massima potenza idraulica disponibile e quindi ha un effetto decisivo sulla produttività.

1. Il GTF 600 RC rappresenta un’alternativa all’impiego di frese ad attacco puntuale elettriche di piccole dimensioni. Il macchinario ha dato prova di buona produttività anche con ammassi rocciosi da 160 MPa con valori di RQD vicini al 98%

Se usato con il solo braccio e la testa fresante, senza piatto anteriore e nastro posteriore, il GTF 600 RC è anche una soluzione per tutte quelle situazioni di scavo in cui si incontrano materiali di particolare durezza (resistenza a compressione uniassiale >45 MPa) o ammassi poco fratturati (RQD >65%); cioè condizioni in cui gli escavatori dotati di martello idraulico offrirebbero produzioni molto modeste. In questa configurazione, il GTF 600 RC può comunque realizzare lo scavo o la profilatura di gallerie a sezione ridotta, quello di trincee e di canali di vario tipo, le gallerie di collegamento tra canne principali di infrastrutture stradali o ferroviarie e i cameroni. Impiegato solo col braccio e accoppiato con le attrezzature specificamente progettate da Grotti per questo tipo di lavorazione, il macchinario può essere anche utilizzato nelle applicazioni di demolizione dei manufatti in calcestruzzo di grande spessore, dei cordoli e dei marciapiedi.

2. Se usato con il solo braccio e la testa fresante senza piatto anteriore e nastro posteriore il GTF 600 RC è anche una soluzione per tutte quelle situazioni di scavo in cui gli escavatori dotati di martello offrirebbero produzioni molto modeste
La forza della modularità

Grazie alla versione con ralla, il GTF 600 RC oggi può essere trasformato in un potente sistema per la scarifica e il taglio dei rivestimenti in calcestruzzo delle gallerie con diametro minimo di 4 metri. Questa modularità è un ulteriore punto di forza del macchinario e conferma la validità di un progetto che non è chiuso alla sola versione per cui era stato concepito; come del resto affermato anche da Michele Grotti, responsabile del progetto e dell’ufficio tecnico: «Il GTF 600 RC non è una novità in senso stretto; il macchinario è stato concepito diversi anni fa come fresa ad attacco puntuale ed è stato impiegato con successo in diverse applicazioni di scavo e demolizione. La necessità di montare una ralla e un braccio telescopico in grado di eseguire la scarifica di gallerie di piccola sezione è nata dalla richiesta di un’impresa che doveva eseguire un intervento in una galleria idraulica. Vista l’impossibilità di utilizzare uno dei GTF 400 RC, e non avendo a disposizione il tempo necessario per provvedere ad un progetto ex novo, abbiamo verificato, se il GTF 600 RC potesse essere adattato. La configurazione strutturale, la potenza idraulica disponibile e la robustezza strutturale ci hanno convinto che l’adattamento non sarebbe stato estemporaneo, ma , come poi è effettivamente avvenuto, avrebbe creato una nuova versione con capacità applicative diverse da quella con il braccio da scavo. In sostanza, abbiamo operato sulla parte anteriore, modificando il sistema di attacco del braccio, installando al suo posto una ralla collegata ad un braccio telescopico e creando un parallelogramma mosso idraulicamente per centrare il braccio e permettere il trasporto. Altre modifiche hanno interessato anche il sistema elettronico di controllo dell’idraulica. Uno degli aspetti più interessanti del progetto è senz’altro che le modifiche non impediscono l’ulteriore riconversione alla versione con braccio da scavo o a quella di fresa ad attacco puntuale, che possono essere realizzate in un giorno di lavoro in officina. Come dicevo, la soluzione con rotazione a 360 gradi ha offerto nuovi orizzonti applicativi, perché permette di operare in gallerie molto strette – quali quelle ferroviarie mono binario – in canali adduttori e in tutte quelle situazioni in cui è necessaria grande potenza idraulica, ma, al tempo stesso, ingombri contenuti. Fra le possibilità offerte da questa versione c’è anche la scarifica in quelle gallerie in cui, almeno una corsia, deve rimanere aperta al traffico per consentire che l’infrastruttura non venga completamente chiusa all’esercizio. Il GTF 600 RC in versione con ralla sarà inoltre connesso al nuovo sistema di aspirazione disponibile a partire fine marzo, offrendo così l’ulteriore vantaggio di evitare la produzione di polvere, aspetto particolarmente critico quando si opera in gallerie di piccola sezione».

3. Nonostante la potenza idraulica e la produttività, il GTF 600 RC ha dimensioni relativamente contenute e può essere impiegato per lo scavo di gallerie dove altri macchinari non potrebbero operare

Nella versione con braccio rotante e fresa con tamburo da 60 cm, il GTF 600 RC risulta bilanciato e, grazie al parallelogramma, consente di posizionare il braccio nel centro geometrico anche in profili policentrici, il resto lo fa lo sfilo che permette di adattarsi a qualsiasi sezione che abbia una larghezza minima di 4 m e un’altezza massima di 5,72 m. La potenza idraulica consente poi di utilizzare al meglio l’attrezzatura senza per questo rinunciare a movimenti rapidi di rotazione e riposizionamento del braccio, caratteristiche che hanno ricadute positive sulla produttività e quindi la reddittività del macchinario.

4. Il macchinario può essere anche utilizzato nelle applicazioni di demolizione dei manufatti in calcestruzzo di grande spessore, dei cordoli e dei marciapiedi
Al lavoro nel canale Regina Elena

A dicembre il GTF 600 RC è stato noleggiato dall’impresa M&D impegnata nella scarifica di una galleria idraulica del canale Regina Elena, opera di grande importanza alimentata dal Ticino. Grazie al suo bacino idrografico di 7.228 chilometri quadrati e una portata media che può superare i 400 metri cubi al secondo, il fiume rappresenta una risorsa idrica di notevole importanza per la parte occidentale della pianura padana. Insieme ad un’ampia rete di infrastrutture idrauliche che consentono di sfruttare al meglio l’acqua del Ticino, il canale Regina Elena è gestito dal Consorzio di irrigazione e di bonifica Est Sesia. L’opera, che è lunga 25 km, si immette nel canale Cavour in prossimità di Novara, ha una portata che varia tra i 40 e 70 m3 al secondo, e, nei periodi di carenza idrica, rappresenta una sicura fonte di approvvigionamento per l’irrigazione delle zone coltivate a riso. Il volume d’acqua e la portata richiedono, però, una particolare attenzione alla manutenzione, necessaria per assicurare l’efficienza e per evitare dispersioni. I lavori, che interessano per 1.852 m la galleria idraulica situata in prossimità di Oleggio (No), vanno dunque inquadrati in una più ampia attività manutentiva ordinaria e straordinaria di tutti i manufatti in calcestruzzo dell’intera opera. La galleria, che grazie ad una paratoia permette all’acqua di fluire dal Ticino nel canale Regina Elena, necessitava di un ripristino del rivestimento dello strato di calcestruzzo a contatto con l’acqua. Si trattava di scarificarlo, così da permettere la ricostruzione con rete elettrosaldata e spritz-beton per un totale di 5 cm.
L’intervento, altrimenti abbastanza ordinario, presentava tuttavia delle difficoltà, sia per la sezione circolare del tunnel, sia per la necessità di realizzare la scarifica in tempi contenuti lasciando una superficie regolare (tutti i lavori devono essere completati entro la prima metà di aprile). Queste condizioni pregiudicavano a priori l’utilizzo del martello, o di un normale escavatore dotato di fresa. L’impresa Luigi Notari SpA – assegnataria della commessa di manutenzione – ha chiesto a M&D di realizzare la scarifica in modo che questa potesse essere eseguita nel minor tempo possibile e con la necessaria precisione. Con la versione 360 gradi della GTF 600 RC, M&D ha trovato la risposta adeguata alle proprie esigenze e ha potuto così contare su un macchinario in grado di risolvere le particolari condizioni operative dell’intervento.

  • CHIUSURA 1 copia
    5A e 5B. La soluzione con braccio e rotazione a 360 gradi permette di operare in gallerie con raggio molto ridotto, in canali adduttori e in tutte quelle situazioni in cui è necessaria grande potenza idraulica e, una struttura che minimizzi gli ingombri
  • CHIUSURA 2
    5A e 5B. La soluzione con braccio e rotazione a 360 gradi permette di operare in gallerie con raggio molto ridotto, in canali adduttori e in tutte quelle situazioni in cui è necessaria grande potenza idraulica e, una struttura che minimizzi gli ingombri

 

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