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Saint-Martin-La-Porte: viaggio nel cantiere francese della Torino-Lione

Tecnologie del sotterraneo alla prova in una delle zone più difficili del massiccio alpino

sfondo telt

Saint-Martin-la-Porte, doppio obiettivo

La discenderia di Saint-Martin-la-Porte è la prima che si incontra dall’imbocco francese del tunnel di base, a Saint-Jean-de-Maurienne. Uno scavo di 2.400 m, con una pendenza dell’8%, permette di portarsi alla quota dell’opera principale, 80 m più in basso.

Qui è stata assemblata la grande fresa di 11,26 m di diametro, ribattezzata “Federica”, entrata in azione a fine estate 2016, che in un anno ha superato i 2 km di avanzamento in una sezione tra le più complicate, dal punto di vista geologico, del massiccio alpino.

Lo scavo infatti viene realizzato in una zona di roccia eterogenea, con forti convergenze, e necessita di studi approfonditi per mettere a punto le tecniche più indicate.

Un cantiere in quattro parti

Il 14 Maggio 2014, LTF (Lyon Turin Ferroviaire, promotore degli studi preliminari della Torino-Lione) ha affidato la realizzazione dei lavori di ricognizione di Saint-Martin-La-Porte a un raggruppamento italo-francese di sei Società: la Capofila Spie Batignolles affiancata da Eiffage, Ghella, CMC, Cogeis e Sotrabas.

Il cantiere è suddiviso in quattro parti principali: oltre alla galleria geognostica di 9 km che collegherà la discenderia a quella di La Praz costituendo di fatto il primo tratto del tunnel di base, c’è una discenderia complementare di 1,8 km, a formare una sorta di “triangolo” con quella principale. Questo ulteriore collegamento ha permesso di attaccare la canna Sud aggirando dapprima il carbonifero per poi attraversarlo con sistema tradizionale, permettendo di consolidare i dati geotecnici di questa zona.