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Saint-Martin-La-Porte: viaggio nel cantiere francese della Torino-Lione

Tecnologie del sotterraneo alla prova in una delle zone più difficili del massiccio alpino

sfondo telt

La linea storica e il tunnel di base

Tra Torino e Lione i treni oggi viaggiano ancora sulla linea voluta da Cavour, inaugurata nel 1871. È un tracciato che presenta numerosi limiti e, per pendenza e tortuosità, oggi si rivela particolarmente antieconomico.

Questo si traduce in una sproporzione del traffico su gomma lungo l’arco Nord-occidentale delle Alpi: mentre tra Italia e Svizzera e tra Italia e Austria gli spostamenti avvengono per oltre il 60% su rotaia, tra il nostro Paese e la Francia questo riguarda appena il 9% delle merci, con effetti negativi su un ecosistema fragile come quello di montagna.

Obiettivo della nuova linea, grazie soprattutto al tunnel di base del Moncenisio, è dare un contributo significativo al riequilibrio modale, spostando circa un milione di mezzi pesanti dalla strada alla ferrovia entro il 2050. Per i territori in alta quota sarà letteralmente una boccata d’ossigeno, dal momento che la quantità di CO2 risparmiata ogni anno all’atmosfera è pari a quella prodotta da una città di 300.000 abitanti.

L’importanza del completamento di questa connessione è riconosciuta anche dall’Unione Europea, che individua il corridoio Mediterraneo come uno degli assi strategici nella rete TEN-T, la nuova “metropolitana d’Europa”, in realizzazione per collegare, entro il 2030, le principali aree urbane, i porti e gli aeroporti comunitari con 15.000 km di ferrovie ad Alta Velocità/Alta Capacità.