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No TAV, sì TAV

È possibile ragionare ed evitare che entrambe le posizioni diventino perdenti?

sfondo crap

Per una concreta collaborazione ferro-gomma, nell’interesse di tutti

  1. Le cosiddette “ferrovie di pianura” che riducono sia le pendenze che le distanze sono essenziali per poter trasferire in modo competitivo sulle lunghe distanze i containers e le merci sui treni, ma per poter disporre di treni merci con le caratteristiche richieste in termini di peso, lunghezza, sagoma e interoperabilità si devono anche risolvere tutte le restrizioni (di natura infrastrutturale, amministrativa, funzionale) ancora presenti. Completare questi interventi è altrettanto essenziale per ottenere realmente il risultato voluto;
  2. i vantaggi attesi su tutto il sistema economico italiano, si possono ottenere certamente realizzando le nuove opere ferroviarie in questione – queste infrastrutture trasformano profondamente il territorio – ma serve attrezzare un efficiente sistema industriale logistico in grado di effettuare le lavorazioni che le merci in transito richiedono, ottenendo solo così sia consistenti ricadute economiche e occupazionali, sia elevate entrate fiscali;
  3. è assolutamente vitale continuare a perseguire, rapidamente, l’obiettivo dell’integrazione gomma-ferro. Altrimenti la scelta (forse inconsapevole, ma strettamente conseguente alla posizione contraria al potenziamento del sistema ferroviario) è di fatto un’altra: arrendersi ora al dominio già eccessivo e quasi incontrastato del trasporto merci su gomma e poi dover continuare a investire per adeguare la rete stradale all’aumento della domanda, realizzando nuovi trafori stradali (invece di quelli ferroviari) e aumentando il numero delle corsie autostradali! Ma avremo sempre meno territorio, risorse da sprecare e in questa situazione non potremo che soffrire una crescente congestione;
  4. l’obiettivo da porsi è diametralmente opposto: garantire a quote sempre crescenti di merci una filiera di trasporto con mezzi (non solo elettrici) meno impattanti sull’ambiente fino all’ultimo miglio, specialmente nelle grandi città; decidendo coerentemente di incidere su tutti i fattori (organizzativi, burocratici, culturali, ecc.) che ne ostacolano il necessario funzionamento a sistema.

Oltre a realizzare i trafori, è necessario risistemare sollecitamente su ogni direttrice quanto rende realmente competitivo il servizio integrato ferro-gomma sulle lunghe distanze.