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La S.S. 63 “del Valico del Cerreto” tra tradizione e innovazione nel cuore dell’Appennino Emiliano

La complessità geologica e geomeccanica delle opere in sotterraneo e l’interazione del centro abitato con alcuni movimenti franosi tipici degli appennini ha sollecitato un processo dialettico costante tra progettazione costruttiva e monitoraggio sul campo, che ha consentito la buona riuscita dell’opera nel suo complesso

Il sistema costruttivo della “protesi” per l’attacco

Le condizioni morfologiche della galleria Mulino del Vaglio dell’imbocco a monte della paratia frontale lato La Spezia non permettevano un attacco della galleria naturale in sicurezza, data la bassa copertura e la presenza di incisioni; è stata quindi studiata in fase di progettazione costruttiva una soluzione di sistemazione tramite protesi.

Il concetto della lavorazione si basa sulla possibilità di far avanzare la galleria in naturale, a piena sezione, sotto la protezione delle protesi di terreno trattate a calce, secondo le modalità costruttive illustrate successivamente.

Anche l’imbocco Nord della galleria del Bocco presentava una morfologia simile con l’aggiunta di condizioni geologiche che vedevano la presenza di un substrato roccioso costituito da flysch di Monte Cassio che ha realizzato una solida base d’innesto della protesi al disotto di un livello detritico probabilmente di accumulo dei terreni di frana del pendio posto a monte dell’imbocco.

La particolarità di questa particolare protesi è la sua geometria di tipo asimmetrico coadiuvata da un consolidamento tradizionale con infilaggi realizzato nella zona laterale interferente con il livello propriamente detritico.  

Le sottostrutture del viadotto Moncasale

Il viadotto è costituito da tre campate per una lunghezza complessiva di 76,30 m. L’impalcato è costituito da tre travi prefabbricate in c.a.p. con sezione a “V” a interasse 2,50 m e soletta gettata in opera. Le sottostrutture sono costituite dalle spalle A e B, costituite da una parete piena in c.a. sormontata dal paraghiaia, dalle pile 1 e 2, di altezza variabile, con fusto rettangolare e pulvino che si allarga gradualmente in sommità. Tutte e quattro le strutture sono munite di fondazioni su pali.

Il consolidamento dei dissesti franosi in località bocco

Procedendo lungo il tracciato è possibile individuare alcune aree interessate da antichi fenomeni di dissesto di natura franosa:

  • frana Sud del Margine attualmente attiva che interagisce con parte dell’imbocco Nord della galleria del Bocco, con la rotatoria Nord, con la galleria naturale, parte dell’abitato del Bocco e la S.S. 63;
  • frana Nord-Est del Bocco, anch’essa attiva, che insiste direttamente sull’abitato del Bocco e sulla galleria naturale omonima.